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Nokia: I professionisti hanno sempre più necessità di lavorare in mobilità.
Dopo l’entrata sul mercato mobile della grande distribuzione alimentare (Coop e Carrefour) e prima dell’arrivo di Poste Italiane ed altri possibili player, tra cui Fastweb, è di queste ore la notizia che Tiscali, l’operatore telefonico di rete fissa ed Internet, con base in Sardegna, diverrà nei prossimi mesi, grazie ad un accordo con Tim, uno degli operatori di rete mobile virtuale italiano.
Cosa significa? In termini tecnici Tiscali potrà vendere la propria offerta di telefonia mobile, con le proprie tariffe, i propri prefissi e le proprie SIM card. Però non avrà una rete trasmissiva propria, ma si appoggerà su quella di Tim, che “affitterà” parte della propria infrastruttura, analogamente a come fa già da alcuni mesi con Coop (Carrefour si appoggia invece su rete Vodafone).
In termini commerciali, tutti ci auguriamo che questo serva a combattere la concorrenza ed a ridurre il “cartello” che di fatto regna nel mondo delle reti mobili, da parte di gestori i quali, più che farsi vera concorrenza, si coprono le spalle a vicenda alla faccia di noi consumatori, vessati da tariffe esagerate e da disservizi di varia natura. E’ presto per crederci, ma non per sperarci.
Ricordiamo che l’Italia è uno dei maggiori paesi al mondo per tasso di penetrazione di telefoni cellulari (se non addirittura il primo) e che nel bel paese ci sono (quasi) più SIM card attive che abitanti! Ancora una volta facciamo quindi nostro il motto reso celebre negli anni ’80 dal mitico Renzo Arbore, che era “meditate gente, meditate”…
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