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Nella piena epoca delle connessioni dial-up, utilizzare più o meno fortuitamente dei dialer con tariffazioni telefoniche maggiorate era un “incidente di percorso” che capitava a migliaia di utenti inconsapevoli, anche a causa dell’invasività di alcuni di questi software, spesso inseriti in trojan, finte barre di navigazione e così via. Per anni sono andate avanti svariate cause avviate da Telecom Italia nei confronti di utenti che, ricevendo bollette “gonfiate” dai dialer, si sono rifiutati di pagare servizi non richiesti come l’accesso alle linee a tariffazione differenziata (899, 166, 709 e così via).
Oggi il Movimento Difesa del Cittadino lancia un allarme preoccupante: Telecom Italia si starebbe mobilitando in pieno assetto da guerra per recuperare i milioni di Euro di crediti che l’operatore vanta nei confronti di decine di migliaia di cittadini sprovveduti che hanno usato i dialer per accedere a servizi di vario tipo tra i quali l’accesso a portali per scaricare loghi e suonerie o servizi per adulti.
Secondo MDO e secondo Antiphising Italia, alla base di questa iniziativa di Telecom Italia ci sarebbe un’errata interpretazione della delibera 107/07 dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, laddove (paragrafo 42 e seguenti) il provvedimento definisce i criteri da seguire per regolare la posizione debitoria tra operatori e incumbent e affrontare l’eventuale rischio di insolvenza. Telecom Italia starebbe quindi apprestandosi ad avviare migliaia di azioni per il recupero forzoso dei crediti derivanti dall’uso di linee a “valore aggiunto”, ovvero numeri speciali di altri operatori (quindi linee che transitano su infrastrutture Telecom Italia, ma gestite da terze parti) e servizi a sovrapprezzo mai richiesti dagli utenti.
Per discutere questa questione si terrà proprio oggi pomeriggio a Roma una riunione d’urgenza con le Associazioni dei consumatori,
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