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Paese che vai, ricerca che trovi… Lo scandalo continua: Secondo Rutelli ora Italia.it si potrebbe chiudere! »Articolo successivo:
Attenti: Arriva la tassa su Internet?!?
Ricordate l’enorme polemica seguita allo scandaloso esordio di “Italia.it, disastroso portale ufficiale del turismo italiano, costato la bellezza di quasi 40 milioni di Euro, rivelatosi inusabile, mal progettato, fallimentare in tutti i suoi propositi, ma malgrado questo fino a poche settimane fa difeso a spada tratta dal Ministro per i Beni Culturali, On. Francesco Rutelli? Ricodate anche le parole del Ministro, secondo il quale sarebbero stati si necessari dei cambi in corsa, ma che le fondamenta erano buone ed Italia.it avrebbe avuto la sua giusta gloria dopo uno start zoppicante?
Ebbene, lo stesso Francesco Rutelli oggi cambia rotta. Si tratta di una sterzata netta, degna di Luna Rossa: Secondo il Ministro infatti adesso le cose starebbero diversamente: Visto che il progetto non ingrana, ma che al contrario è ancora uno strumento lacunoso, pieno di errori e che porta all’attenzione del malcapitato visitatore una enormità di inesattezze, ammesso che l’utente riesca ad usarlo, forse è il caso di pensare di chiuderlo!
La questione potrebbe persino avere un fondo sensato, se non fosse che la prima, più che lecita domanda che tutti ci poniamo a questo punto è più o meno: “Ok, Italia.it è un abominio informatico, è giusto chiuderlo. Ma i circa 40 milioni di € spesi per finanziarlo? Come si spiega che con una cifra così enorme per un progetto informatico, sia venuto fuori un tale fallimento? E, sopratutto, chi ci rimetterà per questo enorme spreco di denaro pubblico?” Converrete tutti con noi che la domanda è quanto meno lecita.
In tutta questa considerazione abbiamo volutamente omesso gli aspetti tecnici, anche se da esperti di IT quali siamo noi di MondoWin, avremmo potuto abbondantemente e lungamente dissertare su quali potrebbero essere i veri costi di un progetto come quello che abbiamo visto in Italia.it, e che non può in nessun caso arrivare a costare cifre così assurde. Ma questa è una cosa di cui, forse, parleremo più avanti. Intanto stiamo alla finestra, pronti a darvi un resoconto sulle novità su questa spinosa questione che è desitnata ad infiammare nuove, roventi, polemiche.
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