Nessun commento da leggere » lunedì, 3 dicembre 2007, 12:01

La Sardegna la pensa diversamente dalla Campania?

Sembra di si, per lo meno una buona ventata di apertura verso il mondo del software libero arriva dal Comune di Selargius, in provincia di Cagliari, dove la Giunta ha deliberato una modifica al regolamento del Consiglio Comunale, che ha l’obbiettivo di introdurre il cosidetto “software libero” nelle istituzioni pubbliche del comune sardo. Il regolamento prevede che si utilizzino “preferenzialmente programmi basati su codice sorgente aperto, in ossequio al principio di neutralità tecnologica”.

Giovanni Battista Gallus, consigliere dei DS per il Partito Democratico, promotore della nuova norma è stato intervistato da Punto Informatico, ai cui giornalisti ha dichiarato: “non si tratta solo di un risparmio di spesa, consistente nella non necessità di acquistare delle licenze software, ma di un processo più ampio, che ha diversi vantaggi, oramai riconosciuti su scala internazionale. Tant’è che svariate pubbliche amministrazioni, tra cui ad esempio il Comune di Monaco di Baviera, sono migrate verso tali soluzioni”.

Una ventata più che positiva dopo la “mazzata” rivolta all’open source da parte del Comune di Napoli la scorsa settimana. Speriamo vivamente che tale esempio non rimanga un caso isolato.

Se volete leggere l’articolo completo su Punto Informatico, compresa l’intervista a Gallus, potete farlo cliccando qui

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