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Continuano le “grandi manovre” su MondoWin:
Il mondo delle connessioni a banda larga sta mutando il proprio volto da quando sono entrati in campo gli operatori mobili nazionali, che hanno cominciato a lanciare, grazie alle possibilità date dalla tecnologia UMTS, una serie di offerte per navigare su Internet con prestazioni analoghe a quelle che si raggiungono mediamente con le ADSL tradizionali. Certo, le tariffe sono molto più care perché non esistono piani di tipo “flat”, ma solo tariffe a consumo, o al massimo le cosidette “semi flat” che includono in un canone mensile variabile un monte ore o una soglia di traffico.
Oggi però H3G, azienda che propone al pubblico i servizi mobili con il marchio 3 ha deciso di dare il proprio contributo alla riduzione del gap tecnologico (il digital divide è quel “fenomeno” per il quale in alcune zone d’Italia, generlamente periferiche ed a bassa densità di popolazione, le ADSL non arrivano perché di solito le centrali non telefoniche sono compatibili con tale tecnologie). Come H3G pensa di farlo è presto detto: investendo 300 milioni di € in tre anni per ridurre il digital divide in particolare nel “mezzogiorno” e in quelle aree che non dispongono dell’ADSL (si stimano almeno 4 milioni di persone distribuite su circa il 40% del territorio italiano).
Tecnicamente si tratta di mettere in atto tutte le necessarie modifiche all’infrastruttura di rete mobile in modo da rendela uniformemente compatibile con il protocollo di trasmissione dati ad alta velocità HSDPA, che consente in teoria di connettersi e navigare ad una velocità di punta di 7.2 mbit. La diffusione di tale modalità di connessione è sempre più spinta anche grazie all’ormai ridotto costo dei dispositivi di connessione (modem ADSM) e dalla sempre più larga diffusione dei PC portatili che hanno ormai superato in fatto di vendite i PC fissi.
Quello di cui però 3 non parla è la questione legata a costi e tariffe: come abbiamo già detto, al momento navigare in HSDPA prevede dei costi notevolmente più alti rispetto alla connettività tradizionale. Ciò può andare bene per i professionisti e per tutti quelli che necessitano di connessione in mobilità, ma se invece parliamo di un servizio che mira a colmare un gap, bisogna allora cominciare a proporre tariffe vantaggiose e che siano alla portata di tutti. Al momento i vertici di H3G, Vincenzo Novari in testa, non sembrano volere affrontare questa questione. Non possiamo quindi far altro che restare alla finestra per capire come si evolverà il mercato delle connessioni ad internet mobili a banda larga che secondo noi può rappresentare la vera killer application del 3G, mai veramente decollato fin’ora. Tutto questo a patto di essere davvero per tutti.
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