1 commento da leggere » mercoledì, 30 luglio 2008, 10:09

Connettività in Italia… dove sta la verità?

La domanda sorge spontanea leggendo le dichiarazioni per lo meno contrastanti che arrivano dall’Autorità Italiana per le TLC da una parte e da AGCOM dall’altra. Vediamo i due punti di vista:

Secondo l’authority presieduta da Corrado Calabrò le cose procedono a gonfie vele e non si tarda a sbandierare vari record nel rapporto annuale: “la più alta diffusione di telefoni cellulari al mondo” e poi “siamo all’avanguardia nell’innovazione ed evoluzione tecnologica e nelle offerte innovative (triple play; quadruple play, convergenza tra fisso e mobile)”. Non basta? L’Italia è “al primo posto in Europa e al secondo nel mondo per diffusione dei servizi mobili di terza generazione (UMTS); leader mondiale nel mercato dei contenuti e servizi per la telefonia mobile e in particolare per la televisione su cellulare”.

Tutto bellissimo. Per le grandi aziende TELCO, ma per i consumatori?

Secondo AGCOM, nell’ultimo anno l’Autorità TLC è stata tempestata da sessantamila segnalazioni di consumatori insoddisfatti, che hanno lamentato problemi di ogni tipo, tecnici, legali e chi più ne ha, più ne metta.
Se sessantamila sono le richieste ad una singola associazione di consumatori, fare un ipotetico calcolo del numero di richieste (e proteste) che possono essere arrivate in complessivo agli operatori di rete fissa e mobile potrebbe generare un numero apocalittico… forse è meglio sorvolare!

Ma dal punto di vista delle infrastrutture e della connettività ad Internet? Insomma: Il digital-divide in Italia è ancora un problema concreto, in molte zone del paese l’adsl è ancora un miragio o un’ipotesi per il futuro, il WiMax è una soluzione alla quale gli operatori non sembrano davvero interessati e pare che chi ha una pagato una licenza l’abbia fatto più che altro per affossare questa tecnologia che se operativa toglierebbe qualunque scusa agli operatori, incumbent in primis, per non fornire “Internet veloce” a chiunque lo richieda. Non va meglio nel segmento mobile, dove si usano le tariffe dati solo ed esclusivamente per speculare, l’ultimo caso è legato alle tariffe proposte per i contratti legati ad Iphone.

Insomma, non ci pare proprio che ci sia molto da stare allegri, specie se non si è un dirigente di una compagnia di telecomunicazioni….

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  1. Commento by Renato — 30 luglio 2008 @ 12:12

    Tanto di chi caccia i soldi non frega un cazzo a nessuno anzi siamo bestie da spremere………… meno male che c’e’ ancora qualcuno che prova a sollevare il problema

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