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Guerra digitale tra USA e Cina
Normalmente non ci sarebbe da stupirsi se un’infrastruttura informatica è tanto più soggetta a disservizio quanto più cresce diventando immensa come può essere quella di Google, però quando ad andare in crash sono i sistemi del più celebre motore di ricerca (e non solo) di tutto il mondo, la notizia desta scalpore, curiosità e perfino preoccupazione, visto che siamo alla terza volta in pochi mesi.
Vediamo di capire cosa è accaduto: Ieri (giovedì 14 maggio 2009) tra le 9,30 e le 13,00 circa, ora italiana milioni di utenti in tutto il mondo non hanno potuto accedere alla posta su Gmail e neanche consultare Google News vedere un filmato tramite YouTube. Chi vi scrive può testimoniare direttamente l’accaduto, infatti per pochi minuti proprio in quel lasso temporale sono stato letteralmente “buttato fuori” dalla mia casella di posta su Gmail e per restare in contatto via chat coi miei amici ho dovuto utilizzare Gtalk.
Secondo i tecnici di Google si è trattato di un piccolo malfunzionamento del sistema di gestione del traffico online. Insomma, un ingorgo di persé banale, ma dalle proporzioni colossali a causa della vastità della rete di Google, che ha provocato comunque solo piccoli disservizi transitori. Ineffetti io stesso, come già detto, sono stato vittima del problema per meno di 5 minuti.
Per divertirci però possiamo cominciare a tracciare una piccola cronologia dei “fault” della rete e dei servizi di Google:
- 31 Gennaio 2009: Google search va in “tilt”, si avverte prevalentemente in USA.
- 24 Febbraio 2009: Crash mondiale sulla rete. Google KO per diverse ore.
- 14 Maggio 2009: “Ingorgo” sulla rete, alcuni servizi, tra cui Gmail e You Tube non accessibili per alcune ore della mattina.
Chissà se presto o tardi nel corso dell’anno ci troveremo a ripescare ed allungare questo elenco. Speriamo vivamente di no, visto l’enorme tasso di penetrazione dei servizi erogati da Google sia tra gli utenti privati che aziendali. L’idea di stare senza “tubo” o senza posta elettronica per interminabili minuti potrebbe infatti diventare per molti una prospettiva ossessionante….
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