Nessun commento da leggere » lunedì, 18 maggio 2009, 09:28

Guerra digitale tra USA e Cina

Pubblicato in: Internet, News, Pensieri, Sicurezza

Cyberwar tra USA e CinaNel ventunesimo secolo le guerre non si combattono più in trincea o con i carri armati: perché sprecare risorse ed alzare un polverone quando si può agire in maniera silente ed invisibile ai più? E’ quello che, secondo gli stessi Stati Uniti starebbe succedendo tra loro e la Cina. Gli USA sarebbero infatti vittima di continui attacchi informatici da parte della Cina. Durante tali attacchi, gli hacker maschererebbero i propri IP in modo da far sembrare che il traffico malevolo sia in arrivo da altri paesi.

Un’ammissione americana confermerebbe inoltre che gli Stati Uniti sarebbero piuttosto indietro in questo campo “bellico” e che quindi starebbero respingendo a fatica questi attacchi. Insomma una delle patrie della tecnologia, la nazione che ha dato i natali alla grande rete mondiale ha snobbato la pericolosità e l’importanza tattica di quest’ultima ed ora sarebbe estremamente vulnerabile.

Cosa fare ora? Secondo Kevin G. Coleman bisognerebbe investire sopratutto in nuovo hardware per rimpiazzare quello odierno che in larga misura proviene proprio dalla Cina e che quindi arriva in casa già vulnerabile a causa della possibile presenza di backdoor messe apposta dai produttori cinesi.

Coleman sostiene che la “uerra digitale sarebbe essere entrata in una fase calda da quando la Cina ha creato Kylin, una specie di sistema operativo per server, cosa che ha reso inefficaci le capacità difensive degli Stati Uniti, basate tutte su Linux, UNIX e Windows.
Eppure sembra che in tutto questo ci sia una buona dose di paranoia, cosa alla quale gli americani non sono certo immuni, infatti cercando un po per la rete è facile scoprire che, salvo mistificazioni, questo famigerato Kylin non sarebbe altro che l’ennesimo sistema operativo derivato da FreeBSD creato assolutamente a fini accademici e dotato di un sistema di crittografia particolarmente efficace e robusto. Niente da far scattare allarmi, comunque.

Che sia l’ennesima trovata per creare anzietà nei cittadini americani, per far poi digerire loro l’ennesimo giro di vite, con conseguente ulteriore violazione della privacy e limitazione della libertà personale e d’espressione? Qui “gatta ci cova…”

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