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IBM promuove Firefox
Per la dispensa di oggi sono andato a scovare un argomento che stuzzicherà l’animo dei lettori più smanettoni, che già sanno sicuramente di cosa parlo, e forse incuriosirà anche quelli ai quali l’argomento è più profano: oggi vi accenno a cosa sia EFI, ovvero Extensible Firmware Interface.
Devo per forza cominciare con un preambolo riguardante il funzionamento base di un PC e su cos’è il BIOS: il BIOS, ovvero Basic Input-Output System, è un insieme di routine software, memorizzate su un supporto di tipo ROM (sola lettura) o FLASH (aggiornabile) non volatile, che fornisce una serie di funzioni di base utilizzate per l’accesso all’hardware e alle periferiche presenti sulla scheda madre di un elaboratore elettronico da parte del sistema operativo e dei programmi stessi. Nei computer cosidetti “IBM compatibili” (i comuni PC) la ROM del BIOS contiene anche il POST, il primo programma che viene eseguito dopo l’accensione. Questo tipo di tecnologia è stata sviluppata sul finire degli anni ’70, si è impiegata più o meno a partire dal 1980 ed è rimasta sostanzialmente inalterata fino ad oggi, restando presente in ogni PC.
Negli ultimi anni, Intel ha iniziato a lavorare a qualcosa che potesse essere più versatile del BIOS, e sul finire del 2003, dopo alcune sperimentazioni su prodotti di fascia alta (server Itanium) e grazie ad un accordo di collaborazione con Microsoft, ha presentato ufficialmente il prodotto che poi è stato lanciato, nel 2006, su alcune linee di mother board Core Duo realizzate per i primi iMac su base Intel proposti da Apple.

La maggiore versatilità di EFI rispetto al caro, vecchio BIOS risiede nel fatto che quest’ultimo è un vero e proprio firmware, ingrado di contenere al suo interno non solo istruzioni basilari per l’avvio dell’hardware, ma anche vere e proprie applicazioni aggiornabili, cosa che potrebbe permettere una vasta serie di operazioni direttamente attraverso il chip EFI stesso e quindi senza accedere alle altre risorse hardware o software della macchina. Un esempio pratico potrebbe essere il monitoraggio e gestione da remoto di server aziendali.
Per semplificare basta pensare all’EFI come ad un mini sistema operativo integrato nella piastra madre, che di fatto permette di svolgere alcune attività senza accedere al resto della macchina, con un evidente vantaggio sia in termini di sicurezza che di risparmio risorse e che permetterà l’evoluzione concreta della gestione remota.
Ma quando e quanto si diffonderà EFI? E riuscirà a soppiantare il BIOS? Al momento è presto per dirlo, ma di sicuro Intel crede in questa evoluzione ed ha in Apple (che come detto già lo utilizza) un grosso sponsor. Anche MSI, noto produttore di piastre madri guarda ad EFI con interesse, e la stessa Microsoft è partner di Intel nel suo sviluppo.
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vabbè è come dire che dare due colpi alla figlia prima devo fare lo ius primae noctis con la mamma vecchia e mezza marcia
LOL
beh adesso il nodo è arrivato al pettine…
siamo in un periodo di transizione tecnologico, 64bit, sshd e compagnia bella impongono il cambio pena non poter sfruttare i vantaggi di tale cambio
era ora direi!
Ma la domanda che mi faccio è se serva veramente. Il Bios stava lì da anni ed ha sempre fatto il suo sporco lavoro. Rendere più evoluto il sistema di bootup di un pc secondo me significa anche renderlo più pericoloso dal punto di vista della vulnerabilità