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Il titolo di questo post è provocatorio, come provocatorio è tutto ciò che leggerete e che vi prego di immaginare come “quella lettera aperta a Steve Jobs, che il patron di Apple non leggerà mai, e potrebbe dare spunto ad un dibattito demenziale, in verità vorrei fare un discorso serio, però la battuta permettetemela lo stesso: Steve, sei passato dalle mele alle pere? Perché mi pare che ultimamente non ne azzecchi una. Questo emerge dagli occhi di chi guarda il mondo con obbiettiva equidistanza, o per lo meno è convinto in buona fede di farlo, ovviamente. Le immense schiere dei tuoi accoliti ti osannano comunque, qualunque cosa (giusta o sbagliata) tu faccia, solo perchè l’hai fatta tu, perché c’è la mela sopra. Continueranno malgrado forse non lo meriti a baciare il suolo che calpesti, almeno fino a quando non inizierai a camminare sulle acque, sempre che tu non preferisca dividerle come Mosè…
Quando hai proposto iPad al mercato pensavo che stavolta avresti fatto flop, ma mi sbagliavo. La sfumatura triste putroppo è che non mi sbagliavo perché il prodotto che io ritenevo mediocre fosse invece avveniristico. No! Il prodotto è ineffetti un mediocre giocattolo ipercostoso, poco utile ed ancor meno innovativo. Ma siccome c’è scritto sopra “made in Cupertino”, ovviamente è stato un successo tra tutti quelli che per avere gli ultimi prodotti Apple rinuncerebbero persino al pane o al latte. Bene, hai vinto tu ancora una volta, avanti il prossimo round.
E’ arrivato finalmente il tanto bramato iPhone 4, ma qualcosa è andato storto e, forse per la prima volta, hai perso il controllo della situazione…
Il nuovo melafonino è stato travolto da un turbine di polemiche, ma quello che sta rendendo clamorosa la vicenda è il modo in cui tu, Sommo Steve, ed i tuoi manager la state gestendo.
Steve, perché mai hai reagito aggressivamente a chi ti chiedeva educatamente un riscontro su un problema non da poco ed una presa di posizione chiarificatrice? Di solito chi si sente all’angolo attacca disperatamente, e mi pare che ciò è quello che è successo nel “tuo” caso.
Appurato che il problema tecnico su iPhone 4 c’è, tu lo hai prima negato sbeffeggiando chi ha sborsato cifre considerevoli (specie in un momento di grossa crisi) per comprarlo, poi lo hai sminuito, infine (quando il pasticcio aveva assunto proporzioni enormi ed eco mondiale) hai dovuto ammetterlo, ma invece di cospargerti il capo di cenere, gesto umile che ti avrebbe reso ancora più grande di quello che sei, sei partito al contrattacco e sei ricorso allo stratagemma che a Roma chiamiamo “buttarla in caciara“: hai iniziato ad evidenziare, secondo me in maniera piuttosto maldestra, che il problema delle antenne interne il cui segnale viene affievolito a seconda di come si impugna il telefonino affligge(rebbe) analogamente ad iPhone 4 anche una miriade di altri cellulari o smartphone, di tutte le marche.
E allora? Seppure fosse, non vuol dire che mal comune, mezzo gaudio! Ragioniamo: Se ho comprato o sto per comprare un iPhone, non mi importa se i Nokia o i Motorola o Blackberry hanno lo stesso difetto! Anzi, al contrario, se ho scelto il tuo prodotto è perchè mi aspetto di più da esso rispetto a quello che mi possono offrire i concorrenti di mercato. Ogni giorno ci mostri sul tuo bel sito i test di altri modelli di svariati produttori che sarebbero affetti dal cosìdetto death grip, con particolare attenzione agli avversari diretti…mica sei un pirla! (Eh ineffetti in quanto ad arroganza sei stato simile a Mourigno, ma lui alla fine il “grande slam” calcistico l’ha fatto). Sei di parte però. Perciò, se pubblichi un test non sono sicuro di poterlo considerare al 100% attendibile, non fosse altro che per il fatto che non pubblicherai mai i test di tutti quei cellulari che il problema non lo evidenzieranno. Quindi sei scorretto e sleale, e cerchi di usare il tuo potere mediatico per far ripercuotere sugli avversari un tuo problema! (Mai pensato di candidarti a Presidente del Consiglio in Italia? Garantito che avresti millemila voti!). A me pare un atteggiamento piuttosto vigliacco, tipico di chi è a largo che annaspa e non riesce a risalire a galla… Steveeee, vuoi un salvagente? Fai un gesto di umiltà, scusati con la miriade di persone che credono in te e nei tuoi prodotti e ricomincia a mostrare quella faccia pulita che ti ha reso quello che sei, ma che negli ultimi anni hai messo da parte in nome del massimo profitto a tutti i costi. Perché non basta una custodia per chiedere scusa. Non ci stai pagando la marchetta!
Ricordati che chi compra i tuoi prodotti di solito accetta di pagarli prezzi fuori mercato perché crede nell’idea di prodotto “definitivo” che Apple incarna. Se per una volta la ciambella non esce col buco non provare a venderla lo stesso come perfetta, dicendo che la pasticceria accanto vende le proprie ciambelle col sale al posto dello zucchero, perché a chi entra nel tuo negozio evidentemente non interessano gli altri, interessa cosa fai tu nel tuo!
Sono mesi che mi dico quanto starebbe bene un iMac sulla mia scrivania al posto del mio attuale “PC qualunque”, non ho ancora fatto il passo decisivo e, se continua così, non lo farò mai. Non tanto per il sovrapprezzo, quanto per la mancanza di rispetto nei miei confronti quale tuo cliente, che non tollero visto che mi sudo ogni santo giorno lo stipendio.
In generale, non mi piacciono quei produttori che si riempiono la bocca con paroloni assolutistici, che pretendono di leggiferare e pensano presuntuosamente di avere tutte le risposte, di sapere cosa il consumatore vuole! Voi non avete la più pallida idea di cosa voglia io, semplicemente cercate di convincermi a volere ciò che a voi fa più comodo. Beh, caro Steve e cari tutti voi che condividete questo approccio, il mondo non è fatto solo di pecore che si muovono in gregge e che si mettono in riga se il cane fa bau… c’è anche chi usa la propria testa, ancora. Lo so, le teste pensanti sono un fastidioso problema da debellare in tutti i modi e forse presto ci riuscirete, chissà, magari iPhone 5 funzionerà solo previo lobotomia frontale, che sarà effettuata gratuitamente da quei poveri ragazzi così trendy ed omologati che lavorano all’Apple Store… però mi permetto un piccolo consiglio inquanto mancino: bruciatemi sul rogo, non sono degno di iPhone 4…
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Il messaggio era chiaro fin dall’inizio della presentazione. Il prodotto è questo. Se vi piace lo comprate, se non vi piace non lo comprate, se lo avete comprato e non vi piace riportatelo al negozio e vi ridanno i soldi. (E ho esperienze praticamente dirette che all’Apple store non ti chiedono assolutamente nulla quando riporti o rispedisci qualcosa, te lo cambiano e basta).
Nessuno vuole che compri un mac se ti trovi bene col pc. Sul serio.
A me non piace il fegato, ma non scrivo articoli per dire che il fatto che fa bene sono stronzate, mi limito a non comprarne.
Faccio presente ( e questo mi sembra veramente molto importante) che ancora non ho mai conosciuto un cliente apple che si lamentasse. Mentre di clienti NON apple che si lamentano di Apple ce ne sono un mare O.o.
Apparte che se fosse tutto così cristallino, la necessità da parte di Apple di ritorcere il difetto sugli avversari di mercato non ci sarebbe stata, con certe dichiarazioni confermi la mia tesi secondo cui Apple non ha dei clienti, ma degli adepti che non si lamentano perché seguono la mela inquanto religione e non in quanto prodotto di consumo come gli altri.
Chiaramente uso termini e similitudini volutamente paradossali e provocatorie come il post da cui trae origine la discussione.
Però, tolto il contorno, direi che il succo è piuttosto evidente.
vorrei proporre un distinguo: il cliente medio di apple non è lo stesso che comprerebbe un pc. Molto spesso a comprare mac sono professionisti di specifici settori (editoria, editing, grafica, ecc) che lo usano come strumento specifico in ambiti ben precisi o sono utenti affascinati da questa misteriosa scatola, con la quale al massimo andaranno su facebook o cecheranno qualcosa con google, senza uscire mai da un certo ambito. Questo fa si che l’ambito di problemi coi quali confrontarsi e dei quali lamentarsi sia minore rispetto a chi usa un pc per smanettare, come si dice in gergo.
Questo dovuto distinguo dovrebbe almeno in parte spiegare la differenza sollevata da Federico.
Il caso dell’iphone comunque esula completamente dal resto del mondo apple. Nei cellulari e nei prodotti mid la apple non è avveniristica e insuperabile come con i computer. Tutti gli iphone hanno sempre evidenziato svariati limiti concettuali e progettuali che però sono sempre stati messi in secondo piano da certe caratteristiche più evidenti che l’usufruitore medio, il cosidetto medioman, nota più facilmente ed ai quali da ingenuamente più peso. La brillantezza dello schermino o la possibilità di andare su internet superano di gran lunga difetti banali (ma che se si vede iphone come quello che è e cioè un telefono cellulare, banali non sono). Vi ricordate che il primo iphone non poteva mandare mms, per esempio? La satira si è sbizzarrita su questa e su altre cose. E’ stata la grande capacità comunicativa di apple a permettere di sminuire questi difetti ed a rendere iphone un successo. Meritato per carità.
L’ultimo modello però ha dei problemi seri e se si parla di un prodotto estremamente costoso sono d’accordo quando si dice che il consumatore va rispettato. Il discorso “è così se non ti piace non te lo comprare” o ancora “impugnalo con tre dita” sono frasi dette con superficiale ingenuità, forse persino senza malizia, ma se sei il ceo di una grande azienda come è apple non te lo puoi permettere. Devi pesare ogni parola che proferisci, nel rispetto dei consumatori, ed anche a vantaggio di mercato e azionisti. L’atteggiamento di steve jobs in questo caso penso sia stato sbagliato perchè per la prima volta in tanti anni hanno fatto un grave errore di valutazione, pensando di poter far passare inosservato un difetto palese che sicuramente conoscevano bene prima del lancio del telefono. Ormai il danno è fatto, ma non ho difficoltà a credere che sapranno cadere in piedi come sempre.
Mi piacciono le provocazioni