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Brutte notizie per gli utenti di Facebook: i dati personali di molti utenti del celebre social network sono stati raccolti da un gruppo di hacker che hanno sottratto le informazioni relative a circa 100 milioni di account, per poi creare un file da 2,8 gb che circola nei più noti circuiti di file sharing, basta eMule e chiunque può entrarne in possesso.
Facciamo una piccola precisazione: Alla base di questa violazione c’è tanto un attacco al sistema informatico, quanto la negligenza dei singoli utenti i quali non si sono mai preoccupati di modificare le impostazioni di default che Facebook imposta relativamente alla disponibilità pubblica dei propri dati personali, rendendone possibile il “collezionamento” e la seguente diffusione pubblica.
La paternità di tale atto, definito dimostrativo, ma non “cattivo” se l’è attribuita Ron Bowes, membro della team hacker “Skull Security”, il quale ha ammesso ogni responsabilità di divulgazione, ma ha voluto contestualmente sottolineare che l’intento alla base di questa azione non era malevolo, ma tentava di dimostrare come il sistema di privacy di Facebook fosse inadeguato e come la superficialità degli utenti talvolta li esponga a rischi diretti. Inoltre, la sua raccolta dei dati serve, sempre secondo Bowes, alla realizzazione di un database per il progetto Ncrack, ovvero la realizzazione uno strumento open source per testare la sicurezza degli accessi ai siti web ed ai social networks.
C’è da credere in tutta questa buonafede? E voi che dite? Siete stati attenti, avete messo il profilattico al vostro profilo Facebook?
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