1 commento da leggere » giovedì, 5 agosto 2010, 09:04

Requiem per Google Wave

Pubblicato in: Google

Wave, uno dei pochi fallimenti di GoogleEbbene si, anche a Mountain View sbagliano. E siccome “più sono grossi, più fanno rumore quando cadono”, l’eco di un fallimento in casa Google ha inevitabilmente un riverberlo globale e considerevole.

Il decuius in questione, per la cronaca, è Wave, il network collaborativo creato pochi mesi fa da Google e che malgrado abbia una discreta schiera di fedelissimi, non è mai decollato in maniera concreta, deludendo le aspettative dei creatori. Ed è per questo che non verrà più sviluppato come piattaforma singola ed al massimo verrà integrato nella pletora degli strumenti Google. L’indicazione ufficiale è comunque che la piattaforma resterà operativa almeno fino alla fine del 2010, poi si vedrà. E’ probabile che alcune tecnologie impiegate in Wave verranno riproposte altrove.

Eric Schmidt, amministratore delegato di Google, spiega così la situazione:

“La nostra politica è provare cose. Celebriamo i nostri fallimenti. Questa è un’azienda dove è assolutamente OK provare a fare qualcosa di molto difficile, non avere successo, imparare e applicare quanto appreso in qualcosa di nuovo”.
[...]
Ci sono piaciute l’interfaccia utente e molte nuove caratteristiche, ma non abbiamo avuto abbastanza seguito, quindi prendiamo queste tecnologie e le applichiamo a nuove soluzioni non ancora annunciate. Avremo un beneficio da Google Wave ma non sarà più un prodotto separato”.

Insomma, neanche in Google Inc. tutto quello che luccica è oro. Secondo noi poi, la chiusura di Wave è solo la prima ammissione di fallimento, la più pesante da digerire per Schmidt e soci però sarà, sempre secondo noi, la ventura chiusura di Buzz, altro servizio che di sicuro non funziona come sperato alla vigilia e che riteniamo potrebbe essere dismesso, o in alternativa ridisegnato ex-novo, vista l’importanza strategica che può avere per Google un social network che faccia vera concorrenza a Facebook, entro la fine di quest’anno.

Prendiamo comunque atto del fatto che secondo Schmidt invece, Buzz sta procedendo bene lungo il suo cammino, e conta decine di milioni di utenti, che lo usano come estensione di Gmail per seguire i social network e non solo.

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  1. Commento by Zeno — 6 agosto 2010 @ 19:01

    Ricordo che mi arrivò un invito, mi registrai, non capii cos’era e dimenticai che esistesse… non lo rimpiangerò mai.

    Però se qualcuno volesse spiegarmi, anche in maniera postuma, a cosa servisse gliene sarei grato!

    PS: Complimenti per il blog.

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