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Comparativa dei prezzi di iPhone 4 unlocked nel mondo
Quanti di voi che state leggendo, se io vi chiedessi “che cos’è l’oggetto nella foto”, risponderebbero sicuri di se e quasi stizziti che “naturalmente è un cellulare” ?
Il 90% di voi, forse. E sbagliereste!
Quello nella foto non è un cellulare, ma un BlackBerry, prodotto dall’azienda canadese RIM, acronimo per Research In Motion. No, vi garantisco che stamattina non mi sono svegliato con l’intento di prendere in giro e la differenza tra telefono cellulare e BlackBerry non sta solo nel fatto che il primo è il nome comune per una tipologia di prodotto ed il secondo quello proprio di una famiglia di oggetti appartenenti alla prima categoria. Le differenze sono abbastanza da rendere il BlackBerry un mondo apparte, nell’ambito della telefonia cellulare.
Rapidissimo preambolo storico: Negli anni ’90, mentre in Europa scoppiava il boom dei telefoni cellulari, grazie a produttori come Nokia, Ericsson e Motorola che invadevano e si spartivano il mercato, negli Stati Uniti succedeva qualcosa di diverso che, per una volta, lasciava gli USA indietro rispetto all’Unione Europea, in un preciso settore della tecnologia. In America infatti avevano preso piede i cosidetti “cercapersone” o “pager”, oggetti con i quali i professionisti (pensiamo per esempio ai medici, come spesso si vedeva in telefilm come ER o altri) si potevano rendere sempre reperibili. All’inizio il funzionamento era semplicissimo: Si componeva il numero del cercapersone di chi si voleva rintracciare, e quest’ultimo riceveva un messaggio sul display che invitava a richiamare il numero che lo aveva cercato.

A metà degli anni ’90, l’azienda canadese RIM si rese conto di quanto il cercapersone fosse obsoleto rispetto ai cellulari europei, specie quando, nel nostro continente, cominciò a scoppiare la mania degli sms, che portarono un po del concetto di pager anche da noi e che rappresentavano un modo di comunicare economico, che avrebbe attratto i giovani. In conseguenza di ciò, propose sul mercato i primi cercapersone “bidirezionali” e scosse il mercato, abituando gli americani, che dell’esistenza dei “nostri” cellulari erano ancora all’oscuro, a comunicare con sistemi di messaggistica sicuri ed evoluti.
Il passo successivo si è reso inevitabile quando le reti cellulari si sono evolute ed anche in USA è arrivato il “mito” del telefono cellulare. Così RIM ha creato una convergenza, creando nuovi dispositivi con i quali comunicare a voce, via messaggistica e via email. Per rendere il proprio strumento peculiare, anche visto un certo interesse delle agenzie di sicurezza statunitensi, hanno inoltre implementato un sistema di criptaggio dati proprietario che rende le comunicazioni virtualmente molto sicure, ma che ha tuttavia un tallone d’Achille, che non piace a molti governi: Tutte le comunicazioni email e messaggistiche scambiate tra i BlackBerry transitano sui server di RIM, che sono posizionati strategicamente in USA, Canada e Regno Unito.
Chiaramente questo particolare può essere oggetto di speculazioni di sorta, e si può facilmente comprendere come i più maliziosi potranno pensare che sia facile, per certe istituzioni tipo FBI, CIA ed NSA, impicciarsi nei fatti privati di uomini d’affari e semplici cittadini, trincerandosi dietro lo scudo della lotta al terrorismo.
Questo problema negli USA non sembra concerto, gli americani sono affascinati dal BlackBerry e, come il Presidente Obama ci insegna, lo ritengono uno strumento indispensabile nella vita quotidiana (almeno quelli che non preferisco un più trendy iPhone). In molti altri paesi però sta scatenando dei veri tira e molla tra il produttore ed i vari governi, che pretendono più controllo sul contenuto dei messaggi scambiati con i BlackBerry all’interno dei confini dei propri paesi.
L’iniziale posizione di chiusura verso questa possibilità da parte di RIM ha fatto tremare l’azienda in borsa, perché in ballo c’era l’impossibilità di commercializzare il prodotto in mercati importanti come quelli del versante ricco del blocco arabo (Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, ecc.).
In questi giorni il produttore ha riaperto i “negoziati” e se saranno confermate le indiscrezioni pubblicate ieri da Al-Arabiya, i messaggi scambiati tra ogni “Berry” che si trova dentro ai confini dell’Emirato, non transiterà solo dai server di RIM come tutti gli altri BlackBerry del mondo, ma anche da un server appositamente collocato in Arabia Saudita, al cui interno avranno accesso i governanti del paese, per tutelare, dicono loro, il paese dal rischio attentati terroristici.
Se questa notizia sarà confermata, c’è da aspettarsi analoghe decisioni per tutti quei paesi dove RIM sta cercando di risolvere la querelle.
Insomma, se fino ad oggi il BlackBerry era sinonimo di sicurezza delle informazioni (forse), da domani potrà essere molto meno appetibile.
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