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WDTV Media Player

novembre 1st, 2009 by MondoWin in Guide, Hardware, HiTech, Multimedia

WDTV Western Digital Media PlayerWestern Digital, azienda leader nel campo della produzione di hard disc e prodotti per lo storage, ha da più di un anno esteso il proprio interesse al settore dell’intrattenimento domestico che, nell’era dell’alta definizione, ben si sposa con le necessità di storage e archiviazione multimediale.

Il WDTV è un player multimediale in alta definizione che conta un grande numero di fan (su questa community siamo almeno in tre a possederlo, e se conto la mia comitiva di amici, lo abbiamo almeno in sette persone, che non è poco), perché ha, su tutte, una caratteristica fondamentale: Il firmware è rilasciato su licenza open e quindi tutti quelli che vogliono possono modificarlo e rilasciare legalmente dei propri firmware che aggiungano funzionalità, risolvano bug, ecc. ecc.

Il WDTV è un prototto Western Digital, oggi esiste in tre modelli diversi, più avanti vedremo di capirne le differenze. Tuttavia ciò che lo rende un prodotto interessante, oltre a quanto detto del firmware è il prezzo: Per 99€ (prezzo di vendita del modello WDAVN00 da Saturn) possiamo acquistare un lettore che vanta lo stesso processore degli ultra blasonati (e molto più costosi) Pop Corn, con porta HDMi 1.2, uscita audio stereo rca o ToSLink SPDIF (ottico digitale), doppia porta USB (per collegarlo a due hard disc o drive usb di storage, visto che non ha una memoria interna) e piena compatibilità ai formati più diffusi, tra cui spicca MKV, fino alla risoluzione di 1080p, quindi full-hd.
Inoltre è possibile utilizzarlo per riprodurre files musicali, gallerie di foto e così via.

In pratica, grazie a WDTV è possibile, se possedete un televisore in alta definizione, godere della visione di film di qualità paragonabile a quella del formato Blue Ray, senza bisogno di un lettore e dei film su supporto blu. Inoltre, grazie alla piena compatibilità (o quasi…) al formato MKV, è possibile riprodurre files di dimensione tutto sommato contenuta rispetto all’originale BRD. Il “quasi” è dovuto al fatto che il “nostro” WDTV ha purtroppo qualche piccolo difetto, che però è poca cosa se si pensa al suo vantaggiosissimo rapporto qualità/prezzo: In pratica il lettore Western Digital presenta qualche problema quando si prova a riprodurre files il cui Reference Frame sia troppo elevato, specie se assieme a questo particolare ci troviamo di fronte ad un filmato la cui traccia audio sia di qualità molto alta. In pratica succede che le caratteristiche hardware di cui dispone il WDTV possono non essere sufficienti e in quei casi la riproduzione dei files risulta impossibile. Sperando in una celere soluzione del problema grazie a nuovi firmware, c’è da dire che il problema è comunque risolvibile agendo sui filmati, ricampionandoli abbassando il valore di RF.
Un altro punto debole, almeno secondo alcuni utenti, del WDTV sta nella “poca responsività” dei menu, quando li si scorre col telecomando, ovvero la risposta non è sempre velocissima e questo può far storcere il naso ai “nerd più pignoli”, ma non sicuramente a chi ha in mente di comprare questo oggetto semplicemente per lo scopo per cui è concepito, ovvero gustare il cinema in alta definizione a casa propria, con una spesa modesta, e con risultati soddisfacenti.

Come dicevo all’inizio, oggi esistono 3 diversi modelli di WDTV, accanto al primo uscito di cui vedete la foto in cima all’articolo, si affiancano in uovi “WDTV Live” e “WDTV Mini”:

WDTV Live presenta le stesse caratteristiche del fratello originale, con in più la presenza di una porta ethernet grazie alla quale il lettore è ingrado di leggere filmati in streaming direttamente dalla rete, come ad esempio quelli di YouTube ed a gallerie come quelle di Flickr. Inoltre, la versione live presenta una connessione HDMi 1.3 e la capacità di accedere simultaneamente agli storage connessi a entrambe le porte USB, mentre il modello precedente dispone di connessione HDMi 1.2 (throughput minore) e può accedere ad una sola libreria USB alla volta.

WDTV Mini è tale sia nelle dimensioni che nelle caratteristiche (e quindi, nel prezzo). Il fratellino minore della famiglia non supporta il full HD, non supporta i formati Real Media e non dispone di uscita video composita. Insomma, è adatto per i meno esigenti e per chi non possiede un monitor o una TV ad alta risoluzione.

Vi ricordo infine, che tutti e tre i modelli di WDTV hanno il telecomando infrarosso, utilizzano un alimentatore esterno e non dispongono di un’area memoria di archiviazione interna, vanno quindi collegati ad un hard disc esterno di tipo USB o ad un pendrive. (Gli hard disc USB 2.0 da 2,5” vengono auto-alimentati dal WDTV). Detto ciò, vi ricordo che WDTV legge il file system NTFS e quello EXT-3, con tutti i benefici del caso (non occorre “splittare” i file multimediali troppo grandi in volumi da 4gb come richiederebbe il filesystem FAT32).

Ancora una volta pongo l’accento sul prezzo: Il WDTV “originale” si trova ad un prezzo che oscilla facilmente tra i 90 ed i 110€, ma con l’arrivo del modello superiore è auspicabile che il prezzo del modello originale, sul mercato ormai da un annetto, scenderà di qualche Euro. Personalmente lo ritengo un’ottima spesa, al punto di averlo consigliato in questi mesi a più di un amico, e tutti quelli che lo hanno comprato si sono trovati bene, sia quelli dall’animo “smanettone” che possono giocare fino alla nausea, provando i firmware custom, rimettendo quelli ufficiali e così via, sia quelli più tranquilli come il sottoscritto, che vogliono solo godere della comodità di vedere un bel film in HD senza dover accendere la Play3 e senza doversi riempire di dischi.

L’ultima nota, prima di concludere con un elenco riepilogativo di “pro e contro” personali, riguarda un altro prodotto, concorrente del WDTV, che comincia a far parlare di se: Xtreamer è un altro lettore multimediale da tenere d’occhio perché quelli che lo hanno provato lo ritengono per molti versi superiore al WDTV, il cui prezzo è invece molto simile… se volete saperne di più, leggete qui. Io non conosco questo prodotto e non vorrei esprimermi al riguardo, per non rischiare di essere fazioso e involontariamente di parte.

PRO e CONTRO di WDTV:

  • Rapporto qualità/prezzo: Ottimo hardware di fascia medio-alta al prezzo di prodotti di fascia bassa.
  • Uscita audio digitale ToSLink SPDIF, con compatibilità Dolby Digital 5.1 e DTS-ES.
  • Compatibilità video ai formati HD fino al 1080p, con connessione HDMi.
  • Compatibilità con filesystem NTFS e EXT-3.
  • Compatibilità con MKV.
  • Firmware “open” con frequenti rilasci di aggiornamenti gratuiti (ufficiali e dalla community).
  • Qualche problema di compatibilità con i reference frames troppo elevati per filmati di grosse dimensioni.
  • Poca responsività dei menu agli input da telecomando.
  • Occasionali problemi di compatibilità con i sottotitoli hard e soft.

Sperando che questa dissertazione risulti utile ed interessante a chi volesse avvicinarsi per la prima volta al mondo dei player multimediali senza bisogno di usare un PC o a chi era ancora incerto sull’eventuale acquisto, rimandiamo tutti quelli che avessero domande, curiosità o segnalazioni su WDTV e su ogni argomento correlato, al nostro forum di discussione.

Alta definizione: Guida ai formati HD TV

agosto 11th, 2009 by MondoWin in Guide, Hardware, HiTech, Strumenti

In questo caldo agosto la maggior parte di blog e siti tecnici in generale sono privi di aggiornamenti e poco visitati, ciò nonostante noi di Mondowin vogliamo andare contro corrente e, complice forse un po di noia, abbiamo deciso di imbarcarci in un’avventura estiva un po sui generis come quella di scrivere alcune guide pratiche ad uso e consumo dei lettori. Niente di troppo tecnico o cervellotico, ma piccole dispense che speriamo tornino utili a tutti, scritte nel linguaggio chiaro che ci auguriamo ci contraddistingua. Insomma nulla che si rivolga a dei tecnogeek ipersmanettoni, piuttosto qualcosa che spieghi a tutti ciò che c’è davvero da sapere quando si vede fare qualche spesa tecnologica senza fare acquisti sprovveduti.

logo Full HDAbbiamo deciso di iniziare con una “guida ai formati HD TV” , ovvero cercheremo di spiegarvi cosa sono e come funzionano i vari formati resi ormai celebri in quanto utilizzati nei moderni televisori LCD e Plasma.

Questi formati di immagine sono nati come derivazione di quelli standard da PC, ma sono stati adattati per essere più funzionali all’uso per i quali sono destinati e cioè vedere prodotti di origine cinematografica (e televisiva). In pratica i formati TV ad alta definizione sono progettati per rendere l’esperienza di visione sullo schermo televisivo quanto più vicina possibile a quella cinematografica.

Per poterlo capire meglio, bisogna iniziare con un passo indietro, e cioè dobbiamo tornare per un attimo al concetto di televisione standard. Senza scendere in troppi particolari noiosi, diciamo che quando lo schermo televisivo è stato concepito, si è scelto che il formato di visione avesse un rapporto d’aspetto espresso in 4:3. Ciò indica in senso matematico la proporzione tra la dimensione orizzontale e verticale di un’immagine (o, se preferite, dello schermo).  In inglese questa proporzione viene definita “aspect ratio” che vuole appunto dire “rapporto d’aspetto. Questo parametro, assieme alla risoluzione ed al frame-rate definisce le principali caratteristiche tecniche di un filmato.  Il formato 4:3 è stato impiegato fin dalla nascita della televisione perchè era corrispondente a quello usato all’epoca al cinema, infatti anche le pellicole cinematografiche girate negli anni ‘50 impiegavano quel rapporto d’aspetto.

Se al cinema questo formato è stato presto sostituito da quello 16:9, in campo televisivo è rimasto lo standard indiscusso fino all’avvento dell’alta definizione televisiva e dei nuovi televisori piatti ed ultra sottili.

Oggi il formato 4:3 è stato quindi reso obsoleto, i moderni televisori al plasma ed LCD non vengono commercializzati in questo formato, si è passati definitivamente al formato 16:9, consapevoli del fatto che ogni filmato 4:3 (che possiamo definire anche 12:9 per fare un raffronto diretto) può essere riprodotto comodamente anche su uno schermo 16:9 semplicemente ponendo due bande nere verticali al lati dell’immagine a compensare ciò che manca.

La comodità principale di utilizzare uno schermo “panoramico” è quella di avere ben 1/3 in più di superficie visiva utile, permettendo inquadrature panoramiche più suggestive, non a caso tale formato è in uso a livello cinematografico ormai da decenni.

Con l’avvento dell’era digitale sempre più utenti hanno familiarizzato con i concetti di “risoluzione”, “frame rate” ecc. e quindi era naturale aspettarsi che l’utilizzo comune di certe terminologie avrebbe fatto presto il grande salto dal mondo strettamente informatico a quello dell’intrattenimento domestico, per cui sono nate le nuove sigle che permettono al consumatore di orientarsi nel mondo dei televisori ad alta definizione. Infatti i moderni televisori ad alta definizione sono tecnologicamente derivati dagli schermi per personal computer, coi quali condividono  appunto i principi di funzionamento (il classico monitor da notebook è forse il più evidente parente dei moderni televisori ultra piatti ed esiste da decenni), ma impiegando dei formati leggermente diversi: i vecchi monitor da pc erano tutti dei 4:3, mentre i moderni schermi panoramici esistono in due versioni. I più diffusi sono i 16:10 (usati perchè più direttamente proporzionali alle risoluzioni VGA standard), ma anche nel mondo “PC” si stanno ormai diffondendo gli schermi 16:9 da usare in combinazione con lettori blueray ed altri dispositivi per permettere una visione ottimale di film ed opere multimediali di ultima generazione.

Con l’arrivo di questa nuova generazione di apparecchi multimediali occorreva creare una nuova classificazione utile per stabilire le differenze tra le varie tipologie di prodotti offerti sul mercato.  Nascono così i formati “Hd Ready” e “Full HD“, che servono a definire in sostanza la risoluzione massima che questi televisori possono raggiungere. Se per un normale monitor da PC si utilizzava un’indicazione numerica (ad esempio 1280 x 800 o 640 x 480), dovendo rivolgersi ad un mercato più generalista, per la classificazione dei TV ad alta definizione i produttori hanno furbescamente optato per un gergo più “popolare” utilizzando delle parole anzichè delle vere e proprie sigle.

Vediamo di fare un po di chiarezza sui formati HD:

Lo standard televisivo ad alta risoluzione “HDTV“, secondo le intenzioni presupposte all’inizio delle ricerche negli anni ‘80 era progettato per offrire una risoluzione dell’immagine doppia rispetto al formato standard europeo di allora, il PAL, permettendo quindi 1250 righe in modalità interlacciata, ovvero non con tutte le linee aggiornate contemporaneamente. Le attive si riducevano a 575 x 2 = 1.150, il che comportava, a 16/9, una risoluzione orizzontale di 2.040 pixel. C’è da dire però che per ragioni commerciali la terminologia “Alta Definizione” è stata nei decenni scorsi adottata anche per prodotti che non raggiungevano di fatto quelle caratteristiche progettuali (un esempio è il DVD), tant’è che solo oggi, dopo quasi trent’anni, si sta concretizzando la HDTV così come pensata originariamente.

Come accennato, esistono due modalità di visualizzazione di un’immagine su schermo: quella Interlacciata e quella Progressiva, questi due nomi, con le loro iniziali “I” e “P” dovrebbero suggerire qualcosa di familiare, ai più.

Per modalità interlacciata si intende quella in cui per ogni “ciclo”, ovvero per ogni aggiornamento dell’immagine sullo schermo, vengono aggiornate alternativamente solo le linee pari o dispari della medesima. Invece, con la modalità progressiva per ogni ciclo tutte le linee che compongono l’immagine vengono aggiornate ad contemporaneamente.

Esistono in particolare tre formati commerciali molto diffusi che definiscono le caratteristiche tecniche di un televisore HD (sia esso LCD o Plasma, la catalogazione è la medesima). Vediamoli in ordine di qualità crescente:

  • Il formato 720p, comunemente chiamato HD READY (i televisori che lo supportano riportano il logo HD ready, ovvero “pronto per l’alta definizione“).  Tale formato presenta una risoluzione complessiva di almeno 921.600 pixel (1280×720) con scansione progressiva. Questo si può ritenere il formato “base” minimo perchè un televisore possa essere considerato “ad alta definizione”. Molti televisori economici vengono venduti come “hd”, ma non raggiungendo questa risoluzione minima, di fatto non lo sono e non garantiscono un’esperienza di visione soddisfacente quando collegati a lettori blueray, console per videogiochi di terza generazione (Microsoft Xbox 360 e Sony Playstation 3) ed altri dispositivi simili.
  • Il formato 1080i, raggiunge una risoluzione complessiva di 2.073.600 pixel (1920×1080) con scansione interlacciata, quindi ogni singolo  aggiornamento del quadro coinvolge 540 righe e 1.036.800 pixel.
  • Il formato 1080p, comunemente chiamato FULL HD, è il più alto e performante dei tre ed equivale alla versione con scansione progressiva del 1080i, per cui ogni aggiornamento coinvolge tutte le 1080 linee e i 2.073.600 di pixel dello schermo. Di solito è a 24 Fps (fotogrammi per secondo), la stessa velocità della pellicola cinematografica.Un televisore FULL HD è più costoso dei modelli di categoria inferiore, ma permette la migliore esperienza di visione oggi disponibile a livello domestico. Va comunque chiarito che tale risoluzione viene oggi raggiunta solo dai dischi blueray e da alcun videogiochi di ultima generazione. La TV HD (satellitare o digitale terrestre) non raggiunge questa risoluzione, attestandosi invece al 720p.

Per completezza di informazione, anche se questo potrebbe generare confusione e sembrare in contrasto con quanto detto fin’ora, va detto che gli schermi LCD e al plasma visualizzano comunque qualunque segnale video in modalità progressiva, sia che originariamente sia interlacciato, sia che sia già progressivo.

Tabella dei formati HD

Per chiarire ancora meglio le idee, diciamo che un film in DVD raggiunge la risoluzione di 720 x 576 e quindi se volessimo paragonarlo ad un televisore HD, dovremmo dire che il suo formato è 576i, mentre la normale televisione digitale invece (sia satellitare che terrestre) raggiunge una risoluzione pari a 480p. Quest’ultimo parallelo deve indurre in voi una considerazione importante nel caso stiate decidendo quale televisore farà al caso vostro: Come tutti i pannelli LCD e plasma, i televisori HD lavorano ottimamente solo alla loro risoluzione originale, quindi per permettere all’utente di vedere a pieno schermo un filmato la cui risoluzione nativa è minore di quella del pannello stesso devono effettuare un processo definito “upscaling” ovvero devono “tirare” l’immagine ingrandendola proporzionalmente, così che un pixel originale ne riempia proporzionalmente di più. Questo comporta ovviamente una perdita di qualità, effetto scia, “spixellamenti vari” e quindi attenti prima di comprare un televisore FULL HD, perchè se lo userete per vedere prevalentemente la televisione standard potreste lamentarvi di una bassa qualità di ciò che vedrete e questo potrebbe trarvi in inganno, facendovi pensare di aver acquistato un prodotto scadente. Non è così! Non è il televisore ad essere di scarsa qualità, ma la sorgente che state riproducendo su di esso.

Cosa cambia quindi tra un formato e l’altro? La risposta più ovvia è “la nitidezza dell’immagine”. Maggiore sarà la risoluzione, maggiore sarà la nitidezza dei particolari, i contorni dell’immagine saranno più precisi e definiti e tutto assumerà un aspetto più vicino alla realtà.

Un altro aspetto importantissimo quando si sceglie un televisore è la frequenza d’aggiornamento, ovvero il numero di volte in cui l’immagine si aggiorna nell’arco di un secondo (il numero di fotogrammi al secondo è un parametro diverso che non ha a che vedere con l’aggiornamento).  I televisori più diffusi in Europa sono a “50 hz” come previsto dallo standard PAL, ciò significa che l’immagine si aggiorna 50 volte al secondo. Negli USA e Giappone invece, in ottemperanza alle specifiche del formato locale NTSC la frequenza di aggiornamento standard è pari a “60 hz“. Ci sono tuttavia televisori di qualità superiore che impiegano la cosidetta tecnologia a 100 hz che garantiscono quindi una maggiore qualità grazie al fatto che lo schermo si aggiorna il doppio delle volte nell’unità di tempo. Ciò permette maggiore precisione, ma spesso può causare uno strano disorientamento nella percezione dell’immagine, almeno fino a quando non ci si abitua.

Non finisce qui perchè con l’avvento del 3D stereoscopico stanno per arrivare sul mercato dei televisori con frequenza di aggiornamento pari a ben 200 hz! Questo perchè con una tale velocità di “refresh” e sfruttando il limite fisico dell’occhio umano di percepire al massimo 100 aggiornamenti al secondo, con l’utilizzo di appositi occhiali polarizzati sarà possibile riprodurre in televisione lo stesso effetto tridimensionale molto in voga al cinema a partire dal 2008, ottenendo lo stesso risultato.

Bene, questo direi che è tutto, almeno a livello preliminare. Speriamo che questa guida si riveli quanto beno una buona introduzione all’argomento, non ci poniamo la presunzione di essere stati completamente esaustivi, ma siamo certi che dopo averla letta avrete le idee più chiare e se vi affaccerete verso un centro commerciale per regalarvi il vostro primo televisore di nuova generazione saprete evitare acquisti sprovveduti o esborsi di denaro non necessari alle vostre necessità.

Vi lasciamo infine con un curioso sguardo dal futuro, direttamente tratto da Wikipedia: Ci sono in progetto sistemi come SHD (Super High Definition), detto anche “4k”, con una risoluzione di 3840×2160 pixel (quattro volte i dati di un sistema Full HD) e anche di UHDV (Ultra Alta Definizione), sistema tutt’ora in via sperimentale elaborato in Giappone, il quale prevede una risoluzione di 7680×4320 pixel (16 volte i dati di un sistema Full HD). Tutti questi nuovi standard prevedono, come aspect ratio, l’uso del 16:9. Mentre il progetto SHD si prevede che venga (almeno inizialmente) destinato alle sale cinematografiche, il progetto UHDV sarebbe destinato all’ambito domestico. Il progetto SHD dovrebbe essere introdotto nel giro di qualche anno mentre per il progetto UHDV si prevedono tempi molto lunghi, NTT DoCoMo prevede la commercializzazione nel 2025 circa.