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	<title>MondoWin.com &#187; Guide</title>
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		<title>MW Dispense: Protocolli di connessione ADSL</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 10:42:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MondoWin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri, cercando di dare una mano a distanza alla mia ragazza che cercava di installare un modem adsl, mi è venuta in mente l&#8217;idea di una dispensa che faccia un pochino di chiarezza su quelle che sono le modalità in cui un modem si può connettere ad una adsl, quali sono suportate dagli operatori e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ieri, cercando di dare una mano a distanza alla mia ragazza che cercava di installare un modem adsl, mi è venuta in mente l&#8217;idea di una dispensa che faccia un pochino di chiarezza su quelle che sono le modalità in cui un modem si può connettere ad una adsl, quali sono suportate dagli operatori e quale è consigliabile usare., eccola qui, spero vi sia utile</em>:</p>
<p>Premesso che esistono <strong>svariati differenti standard</strong> per connettere un modem alla linea adsl, va chiarito prima di tutto che in Italia solo alcuni di questi vengono impiegati dai vari operatori di telecomunicazioni che forniscono <strong>accesso residenziale</strong> ad Internet, lo dico ad uso e consumo di chi volesse comprare un modem online, magari su eBay, da qualche venditore europeo o extracomunitario che potrebbe allettarlo con un prezzo più che competitivo, ma che poi si trasformerebbe in un acquisto avventato perché potrebbe essere un modello che sulle nostre reti <strong>non funziona</strong>. </p>
<p>Ulteriore premessa: quanto leggerete vale per tutti gli operatori italiani, salvo che per <strong>Fastweb</strong> che utilizza una tecnologia differente dalle normali adsl, tanto da obbligare l&#8217;utente all&#8217;uso del proprio <em>HAG</em> sempre e comunque. </p>
<p>Detto questo, diciamo che in Italia si può scegliere essenzialmente tra due diverse metodologie di autenticazione sulla rete che sono <strong>PPPoA</strong> e <strong>PPPoE</strong>.</p>
<p>La domanda che attanaglierà un po tutti gli smanettoni è ovviamente se sia meglio PPPoA o PPPoE? La verità è che praticamente non ci sono differenze che influenzino la velocità o la qualità della navigazione e perciò, senza scendere in tecnicismi degni di un manuale Cisco, l&#8217;unica vera discriminante che abbia un senso pratico per gli utenti è rappresentata dalle scelte tecniche del vostro operatore e dai vostri gusti, qualora usiate un modem di proprietà, anziché quello fornito dal medesimo.</p>
<p>Oramai quasi tutti gli operatori supportano entrambi gli standard e così vale per i modem in commercio, che siano essi ethernet o USB. </p>
<p>Personalmente vi consiglio due o tre cose che ritengo degne di nota:</p>
<p>La prima è l&#8217;uso di un modem-router <strong>ethernet</strong> che non vincolerà in alcun modo la vostra connessione all&#8217;accensione di un PC che debba gestirla per mezzo di uno strato software. Così potrete per esempio navigare dal cellulare o dai dispositivi multimediali senza che ci sia un PC acceso a fare da ponte. Con i modem adsl molto vecchi, specie quelli che fornivano gli operatori tanti anni fa, occorreva effettuare una connessione di tipo RAS-PPPoE attraverso il PC. </p>
<p>La seconda è un corollario alla prima: Evitate, specie se non avete sottoscritto abbonamenti a servizi accessori che vi obblighino al contrario, di usare il modem in comodato offerto dagli operatori, che di solito è limitato in molte funzioni e non vi lascia molta libertà, oltre ad avere in molti casi un canone di noleggio mensile. Se però avete sottoscritto servizi quali la fonia <strong>VoIP o IPTV</strong>, allora sarete molto probabilmente costretti a tenere lo scatolotto dell&#8217;operatore, perché alcune configurazioni specifiche di questi servizi accessori non sono replicabili su hardware di terze parti e comunque l&#8217;operatore tenderà sempre a non fornire le configurazioni necessarie per farlo.</p>
<p>La terza è ultima cosa è di stare attenti alle guide che troverete su Internet. La maggior parte di esse (ho controllato io stesso) difettano di attendibilità perché sono redatte diversi anni fa, quando ancora PPPoE non era uno standard RCF riconosciuto e quando, per vari motivi tecnici, PPPoA funzionava meglio di PPPoE.</p>
<p>Detto questo, c&#8217;è poco da aggiungere. Immagino vi piacerebbe una guida passo-passo per configurare in tutte le modalità supportate l&#8217;adsl con ogni operatore, ma sarebbe un lavoro mastodontico. Col tempo non è escluso che ci proverò.</p>
<p>Alla prossima dispensa&#8230;</p>
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		<title>MW Dispense: Phishing, cos&#8217;è e come non correre rischi</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Jul 2010 08:06:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MondoWin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con la parola inglese phishing (letteralmente tradotto spillare), si intende quell&#8217;insieme di tecniche e strategie mirate a rubare agli utenti di Internet i propri dati sensibili, con particolare riferimento ai propri codici d&#8217;accesso riservati a siti di home banking o profili su siti di ecommerce, oltre che ai dati delle carte di credito e dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con la parola inglese <strong>phishing</strong> (letteralmente tradotto <strong>spillare</strong>), si intende quell&#8217;insieme di tecniche e strategie mirate a rubare agli utenti di Internet i propri dati sensibili, con particolare riferimento ai propri codici d&#8217;accesso riservati a siti di home banking o profili su siti di ecommerce, oltre che ai dati delle carte di credito e dei conti correnti bancari consultabili ed utilizzabili online.</p>
<p>Ciò che rende tanto pericoloso (e purtroppo efficace) il phishing, è il fatto che l&#8217;ingrediente base non è alcun sofisticato software o chissà quale tecnica hacker da film, bensì quello che si definisce &#8220;ingegneria sociale&#8221; ovvero l&#8217;utilizzo di dell&#8217;ingegno volto appunto a spillarci informazioni che volontariamente non divulgheremmo mai.<br />
Per funzionare bene, un presupposto efficace è non avere un interlocutore umano. Non a caso <strong>il veicolo primario del phishing sono le email</strong>. Tramite la posta elettronica infatti i malintenzionati sono ingrado di <strong>copiare</strong> (in maniera non sempre perfetta, ma per notarlo ci vuole un minimo d&#8217;attenzione) nell&#8217;aspetto e talvolta nei contenuti, le mail inviate da istituti bancari e siti di ecommerce ai propri utenti registrati. </p>
<p>I segnali più chiari per capire che si tratta di una mail fraudolenta sono semplici da scovare, a patto di non essere superficiali e avventati e di <strong>usare la testa</strong>, ricordandosi che non si devono digitare i propri dati riservati con troppa leggerezza! Vediamo:</p>
<p><center><img alt="Esempio di Phishing che imita il sito di Poste Italiane" src="http://www.mondowin.com/blog/wp-content/uploads/2010/07/esempio_phishing.jpg" class="aligncenter" width="450" height="370" /></center></p>
<ul>
<li>Le mail di phishing di solito partono da stati esteri, spesso dall&#8217;Africa. Perciò sono per la stragrande maggioranza <strong>tradotte in italiano alla meno peggio</strong> con strumenti automatici. Leggete sempre con attenzione il contenuto e ricordate che una comunicazione ufficiale, specie se di una banca, non sarebbe <strong>mai</strong> scritta in un italiano approssimativo e sgrammaticato. Se notaste regusi e strafalcioni, non cliccate nessun link e non digitate nessun dato. Anzi, visto che <strong>spesso basta leggere l&#8217;oggetto</strong> per rendersene conto, possibilmente buttatela senza aprirla!!!</li>
<li>Le mail di phishing hanno la finalità di rubare i vostri dati, per farlo i malintenzionati hanno solo un modo: <strong>farveli digitare</strong> su un sito che loro poi possano controllare. Perciò diffidate a prescindere da ogni comunicazione attraverso la quale vi si chieda di confermare o modificare i vostri dati, specie quelli bancari! Se vi arrivasse una mail del genere, non assecondate mai la richiesta. Piuttosto contattate la vostra banca e chiedete se loro davvero vi hanno mandato tale comunicazione, scoprirete di sicuro che si tratta di un falso. Le banche comunicano in forma tradizionale questo tipo di necessità ai clienti e di solito li invitano a recarsi in filiale.</li>
<li>Come detto, i dati digitati possono essere carpiti solo se vengono scritti su un sito al quale i ladri informatici possano avere libero accesso. Perciò tutte le mail di phishing contengono link che rimandano gli utenti a dei siti fantoccio, spesso copie identiche degli originali che imitano, ma che sono per forza di cose posti ad un diverso indirizzo web. Perciò avvicinate il mouse ai link contenuti nelle mail, ma senza cliccarci per nessun motivo. Guardate la barra di stato in basso al browser, potrete leggere l&#8217;anteprima della destinazione del link e capirete anche se non siete esperti, che non si tratta di sicuro dell&#8217;homebankiing della vostra banca.</li>
</ul>
<p>Oltre a riconoscere le mail di phishing, in generale è buona norma tutelarsi anche <strong>impedendo al vostro client di posta di eseguire codice script</strong>. Una buona abitudine è disabilitare le finestre di anteprima, per evitare che del codice malevolo venga eseguito anche se voi non avete ancora aperto la mail vera e propria. Il modo di farlo cambia da software  a software, ma troverete sempre nelle opzioni la possibilità di disabilitare questa funzione.</p>
<p>In generale poi, tenete in considerazione che il phishing non è mirato ad un singolo utente, ciò che lo rende efficace è la massificazione, perciò ogni giorno milioni di mail di phishing viaggiano sulla rete per insidiare ignari utenti. Chiaramente la massificazione necessita un&#8217;elevata approssimazione. Per questo motivo ogni giorno sulla vostra casella di posta potreste trovare comunicazioni di svariati istituti di credito che vi chiedono di modificare o confermare i vostri dati e &#8220;stranamente&#8221; di solito nessuno di questi è il vostro, non è vero? Non si tratta di errori. Si tratta appunto di attacchi di massa. Questo vi faccia riflettere e vi sia di monito: Se nel mucchio delle mail citate ne trovaste una o alcune che, fatalità, sembrano inviate proprio dalla vostra banca, ragionate! Anche quello è un caso. Non apritele e per carità non cliccate alcun link al loro interno e se pure lo faceste anche solo per curiosità (cosa molto rischiosa perché i siti che raggiungerete con ottima probabilità cercheranno di infilare nel vostro PC trojan, backdoors e keylogger vari), per nessun motivo e ripeto <strong>nessun motivo</strong> digitate i vostri dati reali, a cominciare da username e password d&#8217;accesso!!!</p>
<p>In linea generale, le mail delle quali dovreste dubitare sono quelle che sembrano arrivare da istituti di credito privati e da <strong>Banco Posta o Poste Italiane</strong> (vittima preferita dei gruppi di phishers internazionali), quelle che sembrano arrivare da <strong>Ebay</strong> (rubarvi l&#8217;accesso a Ebay spesso significa arrivare ai vostri dati <strong>Paypal</strong> e quindi alla vostra carta di credito), e da quelle che sembrano offrirvi irripetibili offerte di lavoro. Ricordate una regola d&#8217;oro: al mondo nessuno vi regala niente!!! Questa discriminante da sola dovrebbe bastare a farvi cestinare il 99% delle mail spazzatura che ricevete ogni giorno, però purtroppo molti ancora non percepiscono i pericoli intrinseci di Internet e tendono a troppa superficialità, non consci dei danni che da soli si possono infliggere.</p>
<p>Ultima cosa da non fare quando ricevete una mail da un mittente sconosciuto è aprirne gli allegati. Specie se invitano a visionare le foto in costume scattate il giorno prima in spiaggia o cose del genere! Attenti poi ai mittenti. Se vi arriva una mail da &#8220;Francesca&#8221; o &#8220;Mario&#8221; (dove Francesca e Mario sono solo due dei più comuni nomi di persona), voi con molta probabilità conoscerete svariati Francesca o Mario, ma ciò non vuol dire per forza che la mail sia affidabile e sicura! Spesso c&#8217;è la fregatura. Attenti anche qui: Sicuri che la Francesca che conoscete vi manderebbe via mail le sue foto in cui mezza ubriaca balla nuda sulla spiaggia? O Mario è stato davvero in Polinesia lo scorso week end ed oggi vi manda la foto assieme a Robert De Niro mentre assieme fanno gara di rutti? Meditate e sarete ingrado di sconfiggere il phishing da soli. Ricordatevi di non aprire mai gli allegati (specie archivi .zip o .rar o file eseguibili tipo .exe) perché potrebbero contentere virus, trojan e <strong>keylogger</strong>, strumenti con i quali è possibile registrare tutto ciò che scrivete sulla tastiera, dati sensibili compresi, per poi inviarli a server remoti sparsi per il mondo, senza che voi ve ne accorgiate.</p>
<p><strong>Il phishing è una tecnica di frode di tipo sociale, pertanto basta il buon senso a batterla!</strong></p>
<p>Se voleste maggiori informazioni sull&#8217;argomento, vi invito a consultare la guida scritta dalla Polizia di Stato e disponibile sul loro sito web a <a href="http://poliziadistato.it/articolo/748-La_guida_contro_il_phishing" target="_main">questo indirizzo</a>. (Dite la verità!!! Avete cliccato senza controllare, eh? Bè, questa volta vi è andata bene, il link è reale ed il sito è quello vero, ma potrebbe non essere sempre così! Svegliaaaaaaa! )</p>
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		<title>MW Dispense: EFI, il successore del BIOS</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 07:24:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MondoWin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per la dispensa di oggi sono andato a scovare un argomento che stuzzicherà l&#8217;animo dei lettori più smanettoni, che già sanno sicuramente di cosa parlo, e forse incuriosirà anche quelli ai quali l&#8217;argomento è più profano: oggi vi accenno a cosa sia EFI, ovvero Extensible Firmware Interface. Devo per forza cominciare con un preambolo riguardante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Per la dispensa di oggi sono andato a scovare un argomento che stuzzicherà l&#8217;animo dei lettori più smanettoni, che già sanno sicuramente di cosa parlo, e forse incuriosirà anche quelli ai quali l&#8217;argomento è più profano: oggi vi accenno a cosa sia <strong>EFI</strong>, ovvero Extensible Firmware Interface</em>.</p>
<p>Devo per forza cominciare con un preambolo riguardante il funzionamento base di un PC e su cos&#8217;è il <strong>BIOS</strong>: il BIOS, ovvero Basic Input-Output System, è un insieme di routine software, memorizzate su un supporto di tipo ROM (sola lettura) o FLASH (aggiornabile) non volatile, che fornisce una serie di funzioni di base utilizzate per l&#8217;accesso all&#8217;hardware e alle periferiche presenti sulla scheda madre di un elaboratore elettronico da parte del sistema operativo e dei programmi stessi. Nei computer cosidetti &#8220;IBM compatibili&#8221; (i comuni PC) la ROM del BIOS contiene anche il POST, il primo programma che viene eseguito dopo l&#8217;accensione. Questo tipo di tecnologia è stata sviluppata sul finire degli anni &#8217;70, si è impiegata più o meno a partire dal <strong>1980</strong> ed è rimasta sostanzialmente inalterata fino ad oggi, restando presente in ogni PC.</p>
<p>Negli ultimi anni, <strong>Intel</strong> ha iniziato a lavorare a qualcosa che potesse essere più versatile del BIOS, e sul finire del 2003, dopo alcune sperimentazioni su prodotti di fascia alta (server Itanium) e grazie ad un accordo di collaborazione con <strong>Microsoft</strong>, ha presentato ufficialmente il prodotto che poi è stato lanciato, nel 2006, su alcune linee di mother board <strong>Core Duo</strong> realizzate per i primi <strong>iMac su base Intel</strong> proposti da Apple.</p>
<p><center><img alt="una schermata dell'interfaccia di un EFI - Extensible Firmware Interface" src="http://www.mondowin.com/blog/wp-content/uploads/2010/07/efi.jpg" class="aligncenter" width="618" height="299" /></center></p>
<p>La maggiore versatilità di EFI rispetto al caro, vecchio BIOS risiede nel fatto che quest&#8217;ultimo è un vero e proprio firmware, ingrado di contenere al suo interno non solo istruzioni basilari per l&#8217;avvio dell&#8217;hardware, ma anche vere e proprie applicazioni aggiornabili, cosa che potrebbe permettere una vasta serie di operazioni direttamente attraverso il chip EFI stesso e quindi senza accedere alle altre risorse hardware o software della macchina. Un esempio pratico potrebbe essere il monitoraggio e gestione da remoto di server aziendali. </p>
<p>Per semplificare basta pensare all&#8217;EFI come ad un mini sistema operativo integrato nella piastra madre, che di fatto permette di svolgere alcune attività senza accedere al resto della macchina, con un evidente vantaggio sia in termini di sicurezza che di risparmio risorse e che permetterà l&#8217;evoluzione concreta della gestione remota. </p>
<p>Ma quando e quanto si diffonderà EFI? E riuscirà a soppiantare il BIOS? Al momento è presto per dirlo, ma di sicuro Intel crede in questa evoluzione ed ha in Apple (che come detto già lo utilizza) un grosso sponsor. Anche <strong>MSI</strong>, noto produttore di piastre madri guarda ad EFI con interesse, e la stessa Microsoft è partner di Intel nel suo sviluppo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>MW Dispense: Le femtocelle</title>
		<link>http://www.mondowin.com/blog/2010/07/01/mw-dispense-le-femtocelle/</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 12:20:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MondoWin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Innauguriamo oggi una nuova rubrica (a)periodica di questo blog, che con poca fantasia chiameremo &#8220;MW Dispense&#8221;: Una raccolta di post informativi che traggono spunto dalla ricerca in rete di novità presenti o venture relative al mondo dell&#8217;informatica e della tecnologia. Oggi ho scovato per voi le femtocelle. Immaginate una situazione piuttosto diffusa: Fuori da casa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Innauguriamo oggi una nuova rubrica (a)periodica di questo blog, che con poca fantasia chiameremo &#8220;MW Dispense&#8221;: Una raccolta di post informativi che traggono spunto dalla ricerca in rete di novità presenti o venture relative al mondo dell&#8217;informatica e della tecnologia.</em></p>
<p>Oggi ho scovato per voi le <strong>femtocelle</strong>.</p>
<p>Immaginate una situazione piuttosto diffusa: Fuori da casa vostra il segnale dell&#8217;operatore mobile da voi utilizzato è buono o comunque accettabile, ma appena varcate la soglia questo si indebolisce, fino al punto che in alcune zone di casa (solitamente quelle dove passate più tempo, perchè Murphy non sbaglia mai) diventa insufficiente o sparisce del tutto.</p>
<p>Bene, con la tecnologia, già presente, ma ancora poco conosciuta e diffusa, chiamata &#8220;a femtocelle&#8221; è possibile, tramite degli appositi dispositivi che funzionano in maniera simile a degli access-point wireless, ma che lavorano su rete mobile 3G, interconnettere alla vostra linea adsl residenziale il segnale della rete cellulare, per propagarlo all&#8217;interno delle aree altrimenti &#8220;in ombra&#8221;.</p>
<p>Vediamo di spiegarlo con uno schema trovato in rete:</p>
<p><img alt="Femtocelle" src="http://www.mondowin.com/blog/wp-content/uploads/2010/07/femtocella.gif" title="Rete femtocelle" class="aligncenter" width="750" height="458" /></p>
<p>Quindi l&#8217;idea è semplice e di realizzazione facile e poco costosa e molti produttori di hardware hanno già prodotto dispositivi del genere che permettono di far arrivare il segnale anche in case, uffici o luoghi pubblici che sono altrimenti schermati per questo o quel motivo. Lascio immaginare ad ognuno di voi le potenzialità di questo tipo di tecnologia di interfaccia, che certo, presuppone che nei luoghi dove vada usata ci sia una connessione a banda larga, ma che potrebbe venire in contro a tutti noi.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>WDTV Media Player</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 13:59:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Western Digital, azienda leader nel campo della produzione di hard disc e prodotti per lo storage, ha da più di un anno esteso il proprio interesse al settore dell&#8217;intrattenimento domestico che, nell&#8217;era dell&#8217;alta definizione, ben si sposa con le necessità di storage e archiviazione multimediale. Il WDTV è un player multimediale in alta definizione che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin:5xp;" src="http://www.wdc.com/global/images/products/img2/300/wdfWDTV.jpg" alt="WDTV Western Digital Media Player" align="left" /><strong>Western Digital</strong>, azienda leader nel campo della produzione di hard disc e prodotti per lo storage, ha da più di un anno esteso il proprio interesse al settore dell&#8217;intrattenimento domestico che, nell&#8217;era dell&#8217;alta definizione, ben si sposa con le necessità di storage e archiviazione multimediale.</p>
<p>Il <strong>WDTV</strong> è un <strong>player multimediale</strong> in alta definizione che conta un grande numero di fan (su questa <a href="http://www.mondowin.com/forum/viewtopic.php?f=14&amp;t=686" target="_blank">community</a> siamo almeno in tre a possederlo, e se conto la mia comitiva di amici, lo abbiamo almeno in sette persone, che non è poco), perché ha, su tutte, una caratteristica fondamentale: <strong>Il firmware è rilasciato su licenza open</strong> e quindi tutti quelli che vogliono possono modificarlo e rilasciare legalmente dei propri firmware che aggiungano funzionalità, risolvano bug, ecc. ecc.</p>
<p>Il WDTV è un prototto Western Digital, oggi esiste in tre modelli diversi, più avanti vedremo di capirne le differenze. Tuttavia ciò che lo rende un prodotto interessante, oltre a quanto detto del firmware è il prezzo: Per <strong>99€</strong> (prezzo di vendita del modello <strong>WDAVN00</strong> da Saturn) possiamo acquistare un lettore che vanta lo stesso processore degli ultra blasonati (e molto più costosi) <strong>Pop Corn</strong>, con porta <strong>HDMi 1.2</strong>, uscita audio stereo rca o <strong>ToSLink SPDIF</strong> (ottico digitale), doppia porta USB (per collegarlo a due hard disc o drive usb di storage, visto che non ha una memoria interna) e piena compatibilità ai formati più diffusi, tra cui spicca <strong>MKV</strong>, fino alla risoluzione di <strong>1080p</strong>, quindi full-hd.<br />
Inoltre è possibile utilizzarlo per riprodurre files musicali, gallerie di foto e così via.</p>
<p>In pratica, grazie a WDTV è possibile, se possedete un televisore in alta definizione, godere della visione di film di qualità paragonabile a quella del formato <strong>Blue Ray</strong>, senza bisogno di un lettore e dei film su supporto blu. Inoltre, grazie alla piena compatibilità (o quasi&#8230;) al formato MKV, è possibile riprodurre files di dimensione tutto sommato contenuta rispetto all&#8217;originale BRD. Il &#8220;quasi&#8221; è dovuto al fatto che il &#8220;nostro&#8221; WDTV ha purtroppo qualche piccolo difetto, che però è poca cosa se si pensa al suo vantaggiosissimo rapporto qualità/prezzo: In pratica il lettore Western Digital presenta qualche problema quando si prova a riprodurre files il cui Reference Frame sia troppo elevato, specie se assieme a questo particolare ci troviamo di fronte ad un filmato la cui traccia audio sia di qualità molto alta. In pratica succede che le caratteristiche hardware di cui dispone il WDTV possono non essere sufficienti e in quei casi la riproduzione dei files risulta impossibile. Sperando in una celere soluzione del problema grazie a nuovi firmware, c&#8217;è da dire che il problema è comunque risolvibile agendo sui filmati, ricampionandoli abbassando il valore di RF.<br />
Un altro punto debole, almeno secondo alcuni utenti, del WDTV sta nella &#8220;poca responsività&#8221; dei menu, quando li si scorre col telecomando, ovvero la risposta non è sempre velocissima e questo può far storcere il naso ai &#8220;nerd più pignoli&#8221;, ma non sicuramente a chi ha in mente di comprare questo oggetto semplicemente per lo scopo per cui è concepito, ovvero gustare il cinema in alta definizione a casa propria, con una spesa modesta, e con risultati soddisfacenti.</p>
<p>Come dicevo all&#8217;inizio, oggi esistono 3 diversi modelli di WDTV, accanto al primo uscito di cui vedete la foto in cima all&#8217;articolo, si affiancano in uovi &#8220;WDTV Live&#8221; e &#8220;WDTV Mini&#8221;:</p>
<p><strong>WDTV Live</strong> presenta le stesse caratteristiche del fratello originale, con in più la presenza di una porta <strong>ethernet</strong> grazie alla quale il lettore è ingrado di leggere filmati in streaming direttamente dalla rete, come ad esempio quelli di <strong>YouTube</strong> ed a gallerie come quelle di <strong>Flickr</strong>. Inoltre, la versione live presenta una connessione <strong>HDMi 1.3</strong> e la capacità di accedere simultaneamente agli storage connessi a entrambe le porte USB, mentre il modello precedente dispone di connessione HDMi 1.2 (throughput minore) e può accedere ad una sola libreria USB alla volta.</p>
<p><strong>WDTV Mini</strong> è tale sia nelle dimensioni che nelle caratteristiche (e quindi, nel prezzo). Il fratellino minore della famiglia <strong>non</strong> supporta il full HD, <strong>non</strong> supporta i formati <strong>Real Media</strong> e <strong>non</strong> dispone di uscita video composita. Insomma, è adatto per i meno esigenti e per chi non possiede un monitor o una TV ad alta risoluzione.</p>
<p>Vi ricordo infine, che tutti e tre i modelli di WDTV hanno il telecomando infrarosso, utilizzano un alimentatore esterno e <strong>non dispongono</strong> di un&#8217;area memoria di archiviazione interna, vanno quindi collegati ad un hard disc esterno di tipo USB o ad un pendrive. (Gli hard disc USB 2.0 da 2,5&#8221; vengono auto-alimentati dal WDTV). Detto ciò, vi ricordo che WDTV legge il file system <strong>NTFS</strong> e quello <strong>EXT-3</strong>, con tutti i benefici del caso (non occorre &#8220;splittare&#8221; i file multimediali troppo grandi in volumi da 4gb come richiederebbe il filesystem FAT32).</p>
<p>Ancora una volta pongo l&#8217;accento sul prezzo: Il WDTV &#8220;originale&#8221; si trova ad un prezzo che oscilla facilmente tra i 90 ed i 110€, ma con l&#8217;arrivo del modello superiore è auspicabile che il prezzo del modello originale, sul mercato ormai da un annetto, scenderà di qualche Euro. Personalmente lo ritengo un&#8217;ottima spesa, al punto di averlo consigliato in questi mesi a più di un amico, e tutti quelli che lo hanno comprato si sono trovati bene, sia quelli dall&#8217;animo &#8220;smanettone&#8221; che possono giocare fino alla nausea, provando i firmware custom, rimettendo quelli ufficiali e così via, sia quelli più tranquilli come il sottoscritto, che vogliono solo godere della comodità di vedere un bel film in HD senza dover accendere la Play3 e senza doversi riempire di dischi.</p>
<p>L&#8217;ultima nota, prima di concludere con un elenco riepilogativo di &#8220;pro e contro&#8221; personali, riguarda un altro prodotto, concorrente del WDTV, che comincia a far parlare di se: <strong>Xtreamer</strong> è un altro lettore multimediale da tenere d&#8217;occhio perché quelli che lo hanno provato lo ritengono per molti versi superiore al WDTV, il cui prezzo è invece molto simile&#8230; se volete saperne di più, leggete <a href="http://www.xtreamer.net/" target="_blank">qui</a>. Io non conosco questo prodotto e non vorrei esprimermi al riguardo, per non rischiare di essere fazioso e involontariamente di parte.</p>
<p><strong><span style="color: #339966;">PRO</span> e <span style="color: #ff0000;">CONTRO</span> di WDTV:</strong></p>
<ul>
<li><strong><span style="color: #339966;">Rapporto qualità/prezzo: Ottimo hardware di fascia medio-alta al prezzo di prodotti di fascia bassa.</span></strong></li>
<li><strong><span style="color: #339966;">Uscita audio digitale ToSLink SPDIF, con compatibilità Dolby Digital 5.1 e DTS-ES.</span></strong></li>
<li><strong><span style="color: #339966;">Compatibilità video ai formati HD fino al 1080p, con connessione HDMi.</span></strong></li>
<li><strong><span style="color: #339966;">Compatibilità con filesystem NTFS e EXT-3.</span></strong></li>
<li><strong><span style="color: #339966;">Compatibilità con MKV.</span></strong></li>
<li><strong><span style="color: #339966;">Firmware &#8220;open&#8221; con frequenti rilasci di aggiornamenti gratuiti (ufficiali e dalla community).<br />
</span></strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong><span style="color: #ff0000;">Qualche problema di compatibilità con i reference frames troppo elevati per filmati di grosse dimensioni.</span></strong></li>
<li><span style="color: #ff0000;"><strong>Poca responsività dei menu agli input da telecomando.</strong></span></li>
<li><span style="color: #ff0000;"><strong>Occasionali problemi di compatibilità con i sottotitoli hard e soft.</strong></span></li>
</ul>
<p>Sperando che questa dissertazione risulti utile ed interessante a chi volesse avvicinarsi per la prima volta al mondo dei player multimediali senza bisogno di usare un PC o a chi era ancora incerto sull&#8217;eventuale acquisto, rimandiamo tutti quelli che avessero domande, curiosità o segnalazioni su WDTV e su ogni argomento correlato, al nostro <a href="http://www.mondowin.com/forum/viewtopic.php?f=14&#038;t=686" target="_blank">forum di discussione</a>.</p>
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		<title>Alta definizione: Guida ai formati HD TV</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Aug 2009 04:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MondoWin</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>In questo caldo agosto la maggior parte di blog e siti tecnici in generale sono privi di aggiornamenti e poco visitati, ciò nonostante noi di Mondowin vogliamo andare contro corrente e, complice forse un po di noia, abbiamo deciso di imbarcarci in un&#8217;avventura estiva un po sui generis come quella di scrivere alcune <strong>guide pratiche</strong> ad uso e consumo dei lettori. Niente di troppo tecnico o cervellotico, ma piccole dispense che speriamo tornino utili a tutti, scritte nel linguaggio chiaro che ci auguriamo ci contraddistingua. Insomma nulla che si rivolga a dei <em>tecnogeek</em> ipersmanettoni, piuttosto qualcosa che spieghi a tutti ciò che c&#8217;è davvero da sapere quando si vede fare qualche spesa tecnologica senza fare acquisti sprovveduti.</p>
<p><img style="margin:5px;" src="http://electropage.myblog.it/images/Logo-full-HD.jpg" alt="logo Full HD" align="left" />Abbiamo deciso di iniziare con una <strong>&#8220;guida ai formati HD TV&#8221;</strong> , ovvero cercheremo di spiegarvi cosa sono e come funzionano i vari formati resi ormai celebri in quanto utilizzati nei moderni televisori LCD e Plasma.</p>
<p>Questi formati di immagine sono nati come derivazione di quelli standard da PC, ma sono stati adattati per essere più funzionali all&#8217;uso per i quali sono destinati e cioè vedere prodotti di origine cinematografica (e televisiva). In pratica i formati TV ad alta definizione sono progettati per rendere l&#8217;esperienza di visione sullo schermo televisivo quanto più vicina possibile a quella cinematografica.</p>
<p>Per poterlo capire meglio, bisogna iniziare con un passo indietro, e cioè dobbiamo tornare per un attimo al concetto di televisione standard. Senza scendere in troppi particolari noiosi, diciamo che quando lo schermo televisivo è stato concepito, si è scelto che il formato di visione avesse un rapporto d&#8217;aspetto espresso in <strong>4:3</strong>. Ciò indica in senso matematico la proporzione tra la dimensione orizzontale e verticale di un&#8217;immagine (o, se preferite, dello schermo).  In inglese questa proporzione viene definita &#8220;<em><strong>aspect ratio</strong></em>&#8221; che vuole appunto dire &#8220;<em><strong>rapporto d&#8217;aspetto</strong></em>. Questo parametro, assieme alla <strong>risoluzione </strong>ed al <strong>frame-rate</strong> definisce le principali caratteristiche tecniche di un filmato.  Il formato 4:3 è stato impiegato fin dalla nascita della televisione perchè era corrispondente a quello usato all&#8217;epoca al cinema, infatti anche le pellicole cinematografiche girate negli anni &#8217;50 impiegavano quel rapporto d&#8217;aspetto.</p>
<p>Se al cinema questo formato è stato presto sostituito da quello <strong>16:9</strong>, in campo televisivo è rimasto lo standard indiscusso fino all&#8217;avvento dell&#8217;alta definizione televisiva e dei nuovi televisori piatti ed ultra sottili.</p>
<p>Oggi il formato 4:3 è stato quindi reso obsoleto, i moderni televisori al plasma ed LCD non vengono commercializzati in questo formato, si è passati definitivamente al formato 16:9, consapevoli del fatto che ogni filmato 4:3 (che possiamo definire anche 12:9 per fare un raffronto diretto) può essere riprodotto comodamente anche su uno schermo 16:9 semplicemente ponendo due bande nere verticali al lati dell&#8217;immagine a compensare ciò che manca.</p>
<p>La comodità principale di utilizzare uno schermo &#8220;panoramico&#8221; è quella di avere ben 1/3 in più di superficie visiva utile, permettendo inquadrature panoramiche più suggestive, non a caso tale formato è in uso a livello cinematografico ormai da decenni.</p>
<p>Con l&#8217;avvento dell&#8217;era digitale sempre più utenti hanno familiarizzato con i concetti di &#8220;risoluzione&#8221;, &#8220;frame rate&#8221; ecc. e quindi era naturale aspettarsi che l&#8217;utilizzo comune di certe terminologie avrebbe fatto presto il grande salto dal mondo strettamente informatico a quello dell&#8217;intrattenimento domestico, per cui sono nate le nuove sigle che permettono al consumatore di orientarsi nel mondo dei televisori ad alta definizione. Infatti i moderni televisori ad alta definizione sono tecnologicamente derivati dagli schermi per personal computer, coi quali condividono  appunto i principi di funzionamento (il classico monitor da notebook è forse il più evidente parente dei moderni televisori ultra piatti ed esiste da decenni), ma impiegando dei formati leggermente diversi: i vecchi monitor da pc erano tutti dei 4:3, mentre i moderni schermi panoramici esistono in due versioni. I più diffusi sono i 16:10 (usati perchè più direttamente proporzionali alle risoluzioni VGA standard), ma anche nel mondo &#8220;PC&#8221; si stanno ormai diffondendo gli schermi 16:9 da usare in combinazione con lettori <strong>blueray</strong> ed altri dispositivi per permettere una visione ottimale di film ed opere multimediali di ultima generazione.</p>
<p><img style="margin:5px;" src="http://www.displayblog.com/wp-content/uploads/2009/01/toshiba_56_quad_full_hd_cell_processor_lcd_tv.jpg" alt="" width="300" align="left" />Con l&#8217;arrivo di questa nuova generazione di apparecchi multimediali occorreva creare una nuova classificazione utile per stabilire le differenze tra le varie tipologie di prodotti offerti sul mercato.  Nascono così i formati &#8220;<strong>Hd Ready</strong>&#8221; e &#8220;<strong>Full HD</strong>&#8220;, che servono a definire in sostanza la <strong>risoluzione massima</strong> che questi televisori possono raggiungere. Se per un normale monitor da PC si utilizzava un&#8217;indicazione numerica (ad esempio 1280 x 800 o 640 x 480), dovendo rivolgersi ad un mercato più generalista, per la classificazione dei TV ad alta definizione i produttori hanno furbescamente optato per un gergo più &#8220;popolare&#8221; utilizzando delle parole anzichè delle vere e proprie sigle.</p>
<p><strong>Vediamo di fare un po di chiarezza</strong> sui <strong>formati HD</strong>:</p>
<p>Lo standard televisivo ad alta risoluzione &#8220;<strong>HDTV</strong>&#8220;, secondo le intenzioni presupposte all&#8217;inizio delle ricerche negli anni &#8217;80 era progettato per offrire una risoluzione dell&#8217;immagine doppia rispetto al formato standard europeo di allora, il <strong>PAL</strong>, permettendo quindi 1250 righe in modalità interlacciata, ovvero non con tutte le linee aggiornate contemporaneamente. Le attive si riducevano a 575 x 2 = 1.150, il che comportava, a 16/9, una risoluzione orizzontale di 2.040 pixel. C&#8217;è da dire però che per ragioni commerciali la terminologia &#8220;<em>Alta Definizione</em>&#8221; è stata nei decenni scorsi adottata anche per prodotti che non raggiungevano di fatto quelle caratteristiche progettuali (un esempio è il DVD), tant&#8217;è che solo oggi, dopo quasi trent&#8217;anni, si sta concretizzando la HDTV così come pensata originariamente.</p>
<p>Come accennato, esistono due modalità di visualizzazione di un&#8217;immagine su schermo: quella <strong><em>Interlacciata </em></strong>e quella <em><strong>Progressiva</strong></em>, questi due nomi, con le loro iniziali &#8220;<strong>I</strong>&#8221; e &#8220;<strong>P</strong>&#8221; dovrebbero suggerire qualcosa di familiare, ai più.</p>
<p>Per <strong>modalità interlacciata</strong> si intende quella in cui per ogni &#8220;ciclo&#8221;, ovvero per ogni aggiornamento dell&#8217;immagine sullo schermo, vengono aggiornate alternativamente solo le linee pari o dispari della medesima. Invece, con la <strong>modalità progressiva</strong> per ogni ciclo tutte le linee che compongono l&#8217;immagine vengono aggiornate ad contemporaneamente.</p>
<p>Esistono in particolare tre formati commerciali molto diffusi che definiscono le caratteristiche tecniche di un televisore HD (sia esso LCD o Plasma, la catalogazione è la medesima). Vediamoli in ordine di qualità crescente:</p>
<ul>
<li>Il formato <strong>720p</strong>, comunemente chiamato<strong> HD READY</strong> (i televisori che lo supportano riportano il logo HD ready, ovvero &#8220;<em>pronto per l&#8217;alta definizione</em>&#8220;).  Tale formato presenta una risoluzione complessiva di almeno 921.600 pixel (1280×720) con scansione progressiva. Questo si può ritenere il formato &#8220;base&#8221; minimo perchè un televisore possa essere considerato &#8220;ad alta definizione&#8221;. Molti televisori economici vengono venduti come &#8220;hd&#8221;, ma non raggiungendo questa risoluzione minima, di fatto non lo sono e non garantiscono un&#8217;esperienza di visione soddisfacente quando collegati a lettori blueray, console per videogiochi di terza generazione (Microsoft Xbox 360 e Sony Playstation 3) ed altri dispositivi simili.</li>
<li>Il formato<strong> 1080i</strong>, raggiunge una risoluzione complessiva di 2.073.600 pixel (1920×1080) con scansione interlacciata, quindi ogni singolo  aggiornamento del quadro coinvolge 540 righe e 1.036.800 pixel.</li>
<li>Il formato<strong> 1080p</strong>, comunemente chiamato <strong>FULL HD</strong>, è il più alto e performante dei tre ed equivale alla versione con scansione progressiva del 1080i, per cui ogni aggiornamento coinvolge tutte le 1080 linee e i 2.073.600 di pixel dello schermo. Di solito è a <strong>24 Fps</strong> (fotogrammi per secondo), la stessa velocità della pellicola cinematografica.Un televisore FULL HD è più costoso dei modelli di categoria inferiore, ma permette la migliore esperienza di visione oggi disponibile a livello domestico. Va comunque chiarito che tale risoluzione viene oggi raggiunta solo dai dischi blueray e da alcun videogiochi di ultima generazione. La TV HD (satellitare o digitale terrestre) non raggiunge questa risoluzione, attestandosi invece al 720p.</li>
</ul>
<p>Per completezza di informazione, anche se questo potrebbe generare confusione e sembrare in contrasto con quanto detto fin&#8217;ora, va detto che gli schermi LCD e al plasma visualizzano comunque qualunque segnale video in modalità progressiva, sia che originariamente sia interlacciato, sia che sia già progressivo.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://www.mondowin.com/jnk/hd.jpg" alt="Tabella dei formati HD" /></p>
<p>Per chiarire ancora meglio le idee, diciamo che un film in DVD raggiunge la risoluzione di <strong>720 x 576</strong> e quindi se volessimo paragonarlo ad un televisore HD, dovremmo dire che il suo formato è <strong>576i</strong>, mentre la normale televisione digitale invece (sia satellitare che terrestre) raggiunge una risoluzione pari a <strong>480p</strong>. Quest&#8217;ultimo parallelo deve indurre in voi una considerazione importante nel caso stiate decidendo quale televisore farà al caso vostro: Come tutti i pannelli LCD e plasma, i televisori HD lavorano ottimamente solo alla loro risoluzione originale, quindi per permettere all&#8217;utente di vedere a pieno schermo un filmato la cui risoluzione nativa è <strong>minore</strong> di quella del pannello stesso devono effettuare un processo definito &#8220;<strong><em>upscaling</em></strong>&#8221; ovvero devono &#8220;tirare&#8221; l&#8217;immagine ingrandendola proporzionalmente, così che un pixel originale ne riempia proporzionalmente di più. Questo comporta ovviamente una perdita di qualità, effetto scia, &#8220;spixellamenti vari&#8221; e quindi attenti prima di comprare un televisore FULL HD, perchè se lo userete per vedere prevalentemente la televisione standard potreste lamentarvi di una bassa qualità di ciò che vedrete e questo potrebbe <strong>trarvi in inganno</strong>, facendovi pensare di aver acquistato un prodotto scadente. Non è così! Non è il televisore ad essere di scarsa qualità, ma la sorgente che state riproducendo su di esso.</p>
<p>Cosa cambia quindi tra un formato e l&#8217;altro? La risposta più ovvia è &#8220;la nitidezza dell&#8217;immagine&#8221;. Maggiore sarà la risoluzione, maggiore sarà la nitidezza dei particolari, i contorni dell&#8217;immagine saranno più precisi e definiti e tutto assumerà un aspetto più vicino alla realtà.</p>
<p>Un altro aspetto importantissimo quando si sceglie un televisore è la <strong>frequenza d&#8217;aggiornamento</strong>, ovvero il numero di volte in cui l&#8217;immagine si aggiorna nell&#8217;arco di un secondo (il numero di fotogrammi al secondo è un parametro diverso che non ha a che vedere con l&#8217;aggiornamento).  I televisori più diffusi in Europa sono a &#8220;<strong>50 hz</strong>&#8221; come previsto dallo standard PAL, ciò significa che l&#8217;immagine si aggiorna <strong>50 volte al secondo</strong>. Negli USA e Giappone invece, in ottemperanza alle specifiche del formato locale <strong>NTSC</strong> la frequenza di aggiornamento standard è pari a &#8220;<strong>60 hz</strong>&#8220;. Ci sono tuttavia televisori di qualità superiore che impiegano la cosidetta tecnologia a <strong>100 hz</strong> che garantiscono quindi una maggiore qualità grazie al fatto che lo schermo si aggiorna il doppio delle volte nell&#8217;unità di tempo. Ciò permette maggiore precisione, ma spesso può causare uno strano disorientamento nella percezione dell&#8217;immagine, almeno fino a quando non ci si abitua.</p>
<p>Non finisce qui perchè con l&#8217;avvento del <strong>3D stereoscopico</strong> stanno per arrivare sul mercato dei televisori con frequenza di aggiornamento pari a ben <strong>200 hz</strong>! Questo perchè con una tale velocità di &#8220;refresh&#8221; e sfruttando il limite fisico dell&#8217;occhio umano di percepire al massimo 100 aggiornamenti al secondo, con l&#8217;utilizzo di appositi occhiali polarizzati sarà possibile riprodurre in televisione lo stesso effetto tridimensionale molto in voga al cinema a partire dal 2008, ottenendo lo stesso risultato.</p>
<p>Bene, questo direi che è tutto, almeno a livello preliminare. Speriamo che questa guida si riveli quanto beno una buona introduzione all&#8217;argomento, non ci poniamo la presunzione di essere stati completamente esaustivi, ma siamo certi che dopo averla letta avrete le idee più chiare e se vi affaccerete verso un centro commerciale per regalarvi il vostro primo televisore di nuova generazione saprete evitare acquisti sprovveduti o esborsi di denaro non necessari alle vostre necessità.</p>
<p>Vi lasciamo infine con un curioso sguardo dal futuro, direttamente tratto da <strong>Wikipedia</strong>: <em>Ci sono in progetto sistemi come SHD (Super High Definition), detto anche &#8220;4k&#8221;, con una risoluzione di 3840&#215;2160 pixel (quattro volte i dati di un sistema Full HD) e anche di UHDV (Ultra Alta Definizione), sistema tutt&#8217;ora in via sperimentale elaborato in Giappone, il quale prevede una risoluzione di 7680&#215;4320 pixel (16 volte i dati di un sistema Full HD). Tutti questi nuovi standard prevedono, come aspect ratio, l&#8217;uso del 16:9. Mentre il progetto SHD si prevede che venga (almeno inizialmente) destinato alle sale cinematografiche, il progetto UHDV sarebbe destinato all&#8217;ambito domestico. Il progetto SHD dovrebbe essere introdotto nel giro di qualche anno mentre per il progetto UHDV si prevedono tempi molto lunghi, NTT DoCoMo prevede la commercializzazione nel 2025 circa.</em></p>
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