Archivio della categoria ‘ Legislazione ’

Ex dipendente Intel sottrae dati segreti

Settembre 14th, 2008 by MondoWin in Hardware, HiTech, Legislazione, News

La notizia viene direttamente dal Boston Globe: Un ex ingegnere di Intel, tale Biswahoman Pani, passa come normalmente può succedere a lavorare per la concorrenza. Nulla di strano o atipico. Ciò che è meno “pulito” è il fatto che l’ex dipendente Intel, accasandosi presso i rivali di AMD si porta in dote una serie di documenti riservati riguardanti 19 progetti ritenuti “top secret” da parte di Intel. E scatta così l’accusa di spionaggio industriale.

AMD tuttavia cade in piedi perché questa azione pare sia stata una deliberata mossa di Pani che ha agito in piena autonomia e senza aver mai informato AMD di cosa stesse facendo. Quest’ultimo invece rischia pesanti conseguenze sia processuali per le ovvie denunce da parte di Intel, sia lavorative perché a questo punto dubito AMD possa aver ancora fiducia in lui.

Addio ai numeri a sovrapprezzo? Per ora no!

Giugno 14th, 2008 by MondoWin in Attualità, Legislazione, News, Telefonia

Qualche giorno fa vi abbiamo riportato con non poco scetticismo la notizia che in teoria entro giugno 2008 ogni linea telefonica residenziale avrebbe dovuto ricevere il blocco predefinito dell’accesso alle numerazioni dette “a valore aggiunto” o “premium”. Per capirci, 899, 166, 144 ecc.
Avevamo detto che il termine fissato era il giorno 1 di giugno, ma che ci sarebbero probabilmente volute alcune settimane, fisiologiche per adattare la rete degli operatori a questo blocco, prima che esso divenisse in concreto funzionante.
Ebbene, lo scenario ha subito un colpo che ha mescolato le carte in tavola. Il TAR del Lazio ha infatti sospeso la delibera con cui l’Autorità per le telecomunicazioni aveva preso la decisione del blocco, con lo scopo dichiarato di tutelare gli utenti da consumi incontrollati ed addebiti inaspettati e poco trasparenti. E’ stata quindi clamorosamente accolta dal Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio la richiesta di alcuni operatori del settore, che avevano protestato e denunciato quella mossa dell’Antitrust, ritenendosi da essa danneggiati nell’esercizio della propria attività commerciale.
Il Tar quindi ritiene che sia necessario, prima di applicare un eventuale blocco automatico del servizio, approfondire la questione entrando direttamente nel merito. In questo senso è stata fissata al 13 novembre la prossima udienza al riguardo.
Le associazioni dei consumatori ovviamente insorgono, ma nel frattempo è opportuno far capire a chi pensava di aver “risolto” i rischi dei numeri premium, che ora è tutto sospeso in un limbo e quindi, fino a nuove pronunzie o delibere del TAR, i servizi a tariffazione differenziata restano attivi su tutte le linee, salvo richiesta esplicita del titolare delle medesime che, lo ricordiamo, ha sempre facoltà e diritto di chiedere il blocco automatico!

Addio ai numeri a sovraprezzo?

Maggio 30th, 2008 by MondoWin in Approfondimenti, Attualità, Legislazione, Telefonia

Stop al premium rateCrediamo francamente di no, e lo diciamo con cognizione di causa, ma sta di fatto che dal primo giugno, come già previsto e comunicato, Telecom Italia disabiliterà l’accesso dal telefono fisso di casa, alle numerazioni dette “a valore aggiunto” o “premium”, quelle linee per capirci come gli 899 o gli 166 e così via. Tutte le linee residenziali verranno quindi configurate perché sia inibito in automatico l’accesso a tali numerazioni e chi vorrà riabilitare la possibilità di chiamare dovrà fare una espressa richiesta all’operatore, per essere riattivato.
In teoria questa disattivazione, come già detto nel primo capoverso, doveva essere operativa dal primo giugno, in realtà ci vorrà qualche giorno in più perché diventi progressivamente operativa su tutta la rete. A riguardo, Telecom Italia comunica che tra il 16 ed il 30 giugno 2008 sarà progressivamente introdotta, sull’intero territorio nazionale, la Disabilitazione Permanente Standard delle linee telefoniche di rete fissa alle chiamate dirette verso le seguenti destinazioni:
- numeri che iniziano con 144, 166, 482, 483, 484, 485 e 899;
- numeri che iniziano con 163 e 164 (con esclusione dei numeri con tassazione forfettaria fino ad 1 euro - IVA inclusa, utilizzati per televoto o per raccolta fondi a scopi benefici, ossia 163111, 163200, 163300, 163303, 163311, 163400, 163500, 163600, 163800, 163900, 16422, 16423, 16448, 16463, 16472, 16477, 16478, 16482);
- numeri che iniziano con 892 (con esclusione dei numeri che offrono servizi di informazione abbonati o servizi di pubblica utilità per informazioni ed assistenza ai clienti ed ai consumatori, ossia 892000, 892298, 892412, 892424, 892500, 892892, 892400, 892007, 892011, 892021, 892040, 892044, 892080, 892101, 892111, 892112, 892113, 892123, 892130, 892155, 892187, 892192, 892197, 892212, 892289, 892323, 892324, 892369, 892404, 892444, 892489, 892494, 892525, 892567, 892727, 892792, 892888, 892893, 892928, 892960, 892020, 892024, 892592, 892890);
- numeri 412, 41412, 444, 448;
- numeri internazionali e satellitari con prezzo superiore ai 35 centesimi di euro (IVA inclusa) alla risposta e/o 3 centesimi di euro al secondo (IVA inclusa).

Lo diciamo subito e la storia recente ci viene incontro: tutta questa storia ricorda quando, negli anni ‘90, dopo lo scandalo delle bollette gonfiate dagli 144 che venivano usati per chat vocali, anche a sfondo erotico, Telecom Italia promise il giro di vite bloccando l’accesso a tali servizi. Parallelamente però videro la luce nuove numerazioni a tariffazione differenziata, gli altrettanto famosi 166 e 899, che in pratica funzionavano in tutto e per tutto come le precedenti, salvo però non essere bloccate e quindi chiamabili a piacimento. C’è da scommettere che anche in questo caso vedremo qualcosa del genere apparire presto all’orizzonte, perché anche se la bolla speculativa legata ai dialer che usavano queste numerazioni si è esaurita con la piena diffusione delle adsl, c’è da rilevare che il business milionario che ruota attorno alle numerazioni premium rate è ancora piuttosto vivo. Non ci resta che aspettare, noi di MondoWin saremo solerti a segnalare ai lettori eventuali novità, ponendo risalto all’eventuale nascita di nuove numerazioni “pericolose” per le tasche degli utenti.

Vi ricordiamo infine che parte dell’articolo (quella in corsivo relativa alle indicazioni sulle numerazioni) è tratto da Punto Informatico.

ADUC prepara una class action contro Microsoft

Maggio 15th, 2008 by MondoWin in Legislazione, Marketing, Microsoft, News

ADUCL’ADUC (Associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori) ha avviato una raccolta firme per depositare una class action ai danni di Microsoft in merito alla questione sull’impossibilità di ottenere il rimborso dell’importo speso, quando si acquista un PC fornito di Microsoft Windows preinstallato (versione OEM).
In sostanza si chiede che l’utente abbia la possibilità di far valere il proprio diritto di non accettare il contratto EULA e di restituire il sistema operativo al produttore, ricevendo così un rimborso di quanto speso, ma non desiderato.
L’iniziativa promossa da ADUC è frutto delle numerose segnalazioni provenienti da tutta Italia. Si noti che già nel novembre del 2005 il Giudice di Pace di Firenze ha dato ragione per la prima volta ad un consumatore che esigeva il rimborso di quanto speso per un sistema operativo preinstallato e da lui non voluto.

ADUC in proposito spiega: “I sistemi operativi preinstallati sul personal computer sono norma per la maggior parte dei produttori. Ma, per proprie esigenze tecniche, sono numerosi gli utenti che non sottoscrivono le licenze d’uso al momento della prima accensione del pc e, di conseguenza, chiedono il rimborso di quanto hanno già pagato al momento dell’acquisto. La richiesta del rimborso è legittima proprio perché l’hardware e il software, nonostante le apparenze e la frequente ingannevolezza delle informazioni dei produttori, non sono venduti come un unico blocco: per l’uso del software viene richiesta l’accettazione di una licenza, accettazione che invece non e’ richiesta per l’hardware, il cui negozio e’ concluso al momento dell’acquisto del pc”

Vi rimandiamo all’apposita sezione istituita sul sito di ADUC, per maggiori informazioni. Lo trovate a questo indirizzo

Da rifare il processo a Radio Vaticana per “elettrosmog”

Maggio 14th, 2008 by MondoWin in Approfondimenti, Attualità, Legislazione, News

Ricordate la complessa questione che ha portato in tribunale Radio Vaticana con l’accusa che le proprie antenne di trasmissione emanassero una quantità di onde elettromagnetiche eccessive, con la conseguente aumentata insorgenza di disturbi tecnici di vario tipo (segnale di Radio Vaticana udito nei citofoni e nelle lavatrici!?!), ma sopratutto di tumori e leucemie nella popolazione della zona di Cesano, Bracciano e Anguillara (Roma), dove le antenne sono posizionate? Ricordate una sentenza per molti scandalosa, con la quale la Corte d’Appello di Roma lo scorso giugno aveva assolto Pasquale Borgomeo e Roberto Tucci, prelati e responsabili di Radio Vaticana? Secondo la Corte di Cassazione tale assoluzione non è legittima e dunque il caso va riportato alla Corte d’Appello, con l’indicazione della validità dei ricorsi presentati dalle parti civili che si erano costituite, nonché dalla Procura generale di Roma.

La notizia ha pochissima attinenza al nostro blog, ma sentiamo il dovere di darle il giusto eco, sperando che si chiarisca quanto prima l’eventuale danno per la salute dipendente da un uso eccessivo di onde elettomagnetiche (e non solo nel caso di specie, ma anche per quanto riguarda cellulari, reti informatiche wireless ecc.) e le eventuali responsabilità di Radio Vaticana che obbiettivamente non rispecchia nel proprio comportamento i fondamenti di quei valori cattolici che in teoria, per chi ci crede, tale media dovrebbe rappresentare. Non si può morire di tumore per permettere di sentire il rosario alla radio dal Brasile!

Microsoft contesta l’ultima multa europea di 899 milioni di Euro

Maggio 12th, 2008 by MondoWin in Legislazione, Microsoft, News, Sanzioni

A Redmond non ci stanno, non vogliono proprio pagare la mega multa di 899 milioni di Euro e per questo motivo, l’ufficio legale di Microsoft ha depositato una richiesta di annullamento presso il tribunale di primo grado della Corte di Giustizia Europea.

Si tratta quindi dell’ennesimo braccio di ferro operato da Microsoft nella speranza (nelle scorse vicende sempre risultata vana) di riuscire a far valere le proprie motivazioni e di non pagare la sanzione stabilita dalla Comunità Europea a seguito dell’ennesimo comportamento anticoncorrenziale dell’azienda di Redmond.

Vediamo come nasce la vicenda e come si è generato l’ammontare della maxi multa: Il tribunale di Bruxelles a febbraio ha stabilito che Microsoft ha richiesto “prezzi irragionevoli” per mettere a disposizione dei produttori di software concorrenti l’accesso a certi protocolli server di Windows. Gli 899 milioni di ammenda sono il risultato del trascorrere dei giorni durante i quali Microsoft, dopo la prima sentenza del 2004 e quella definitiva del luglio 2006, ha rifiutato di ridimensionare l’importo delle royalty chieste ai competitor per accedere ai protocolli. Un periodo di 488 giorni, ciascuno dei quali è costato all’azienda di Bill Gates la cifra record di 1,84 milioni di Euro. Il conteggio dei giorni di sanzione va protratto fino all’ottobre 2007.

A Bruxelles tuttavia non sembrano più di tanto turbati dalla contro mossa di Microsoft, c’è da credere che l’obiezione presentata dai legali dell’azienda di Redmond cadranno a breve nel vuoto, ed alla fine, ancora una volta, Microsoft dovrà pagare.

Vietato spiare! E Peppermint incassa un bel “no”!

Marzo 16th, 2008 by MondoWin in Attualità, Internet, Legislazione, News

Francesco Pizzetti, garante per la tutela dei dati personali, ha stabilito che è vietato spiare chi scambia file musicali o giochi su internet.
L’Autority per la privacy ha così chiuso l’istruttoria avviata dalla Peppermint, casa discografica tedesca che aveva assoldato la Logistep, una società informatica svizzera, per spiare i presunti pirati monitorando le loro attività sulle reti di sharing peer to peer e contrastarli nelle loro azioni di download illegale di brani musicali. La Logistep era così riuscita ad individuare migliaia di indirizzi IP la cui assegnazione sarebbe stata riconducibile a utenti ritenuti responsabili dello scambio illegale di file musicali.
Successivamente, Peppermint era addirittura riuscita ad ottenere il via libera da parte dei giudici per indurre alcuni provider nazionali del calibro di Telecom Italia e Wind a rivelare le generalità degli utenti corrispondenti agli IP segnalati da Logistep. Il passo successivo è stato quello di inviare ai diretti interessati delle raccomandate minatorie attraverso le quali veniva “consigliato” ai destinatari di tali missive di rimuovere immediatamente dai propri PC i file contestati e pagare una somma di circa 330 euro a Peppermint a titolo di risarcimento. Tutto questo per evitare una denuncia per condivisione di musica protetto da copyright, illecito punito dal Codice Penale.
Ma ecco il colpo di scena, che speriamo chiuda la vicenda: Il Garante per la privacy, riferendosi tra l’altro alla decisione dell’omologa Autorità svizzera, ha ritenuto illecita l’attività “spionistica” svolta da Logistep per conto di Peppermint. La direttiva europea sulle comunicazioni elettroniche vieta infatti ai privati di effettuare monitoraggi nei riguardi di un numero elevato di soggetti. E’ stato inoltre violato il principio di finalità: le reti p2p sono finalizzate allo scambio tra utenti di dati e file per scopi personali. L’utilizzo dei dati dell’utente può avvenire, dunque, soltanto per queste finalità e non per scopi ulteriori quali quelli perseguiti dalle società Peppermint, ovvero il monitoraggio e la ricerca di dati per la richiesta di un risarcimento danni.
Infine, non sono stati rispettati i principi di trasparenza e correttezza, perché i dati sono stati raccolti ad insaputa sia dei diretti interessati, sia di utenti dei provider stessi che non erano necessariamente coinvolti nello scambio di file. Le società che hanno dunque raccolto i dati hanno tempo sino al 31 marzo per cancellarli dai propri archivi.

L’antitrust indaga ancora su Microsoft:

Gennaio 14th, 2008 by MondoWin in Internet Explorer, Legislazione, Microsoft, Office

Microsoft ancora nell’occhio del ciclone: l’Antitrust europea ha infatti aperto due nuove indagini a carico del colosso di Seattle. Questa volta sotto i riflettori del commissario Ue alla Concorrenza Neelie Kroes sono il pacchetto Office e quello di Internet Explorer. Le indagini sono partite per sospetto abuso di posizione dominante, ma, precisa il comunicato della Commissione, non significa che ci siano prove di una violazione.

Fonte: TGFin

Genova: Blog chiuso per diffamazione

Gennaio 9th, 2008 by MondoWin in Generale, Internet, Legislazione, News

Tre ragazzi di Genova, tutti poco più che maggiorenni, sono stati denunciati per aver aperto un blog su internet a nome ed all’insaputa di una quarta persona, loro coetanea. Inoltre si è comiuto un atto diffamatorio inquanto sul blog in questione, già chiuso dalle autorità, erano state pubblicate foto che ritraevano l’ignaro intestatario del blog, associate a false notizie come per esempio il fatto che la vittima fosse un alcolista, un tossicodipendente ed anche che avesse specifiche tendenze sessuali. Per rendere ancora più grave questo atto d’abuso, i tre hanno persino pubblicato il numero di telefono cellulare.
Quando la vittima, anch’esso ragazzo non ancora ventenne, ha scoperto cosa stava accadendo, lo ha raccontato ai genitori che hanno subito sporto una regolare denuncia, il blog è stato chiuso e gli autori del gesto denunciati. Questi ultimi si sono difesi nel più banale e scontato dei modi, e cioè dicendo che volevano solo fare uno scherzo ad un amico… Uno scherzo pesante, secondo l’esposto presentato alla magistratura, così pesante che i tre sono stati denunciati con l’aggravante della diffamazione in concorso. Ad uno dei tre in particolare, al quale si attribuisce anche una sessione di chat spacciandosi per la vittima, gli inquirenti hanno contestato anche il reato di sostituzione di persona. La notizia emerge oggi inquanto si sono concluse le indagini di Polizia, ma il fatto risale a diversi mesi fa.

Questo è un chiaro esempio di come NON SI DEBBA usare uno strumento come un blog, specie visto che su Internet è sempre più facile calunniare, simulare, fingere. In un paese come il nostro poi, dove si cerca sempre di punire tutti per lo sbaglio di pochi, un precedente come questo potrà costituire un brutto, scomodo precedente per la vita di tanti blog, come anche il nostro, che potrebbero divenire presto o tardi vittime di una scure giustizialista, scagliata ciecamente da chi in Italia fa le leggi, ma non conosce a fondo i principi ispiratori di uno strumento come il web.

Questi tre ragazzi, poco più che bambini, hanno compiuto un gesto banale, forse una goliardata, non pensando minimamente alle serie ripercussioni che un gesto come il loro avrebbe potuto avere, non soltanto sulla loro esistenza, ma più largamente per tutta lo comunità che usa quotidianamente Internet per far viaggiare il proprio libero pensiero. Se domani qualcuno decidesse un drastico giro di vite alla libertà informatica, dovremo ringraziare anche l’imprudenza di ragazzini come questi.

Procede il cammino della legge “anti pubblicazione”

Gennaio 8th, 2008 by MondoWin in Approfondimenti, Attualità, Internet, Legislazione

Innauguriamo il nuovo “tag” di questo blog che abbiamo chiamato banalmente “legislazione”, parlando della nuova legge che vieta la libera pubblicazione di “opere” su Internet. Vi proponiamo il testo che verrà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e che renderà operativa la modifica alla legge:

    1-bis. È consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro. Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, sentiti il Ministro della pubblica istruzione e il Ministro dell’università e della ricerca, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, sono definiti i limiti all’uso didattico o scientifico di cui al presente comma

In pratica tutti i contenuti come musica ed immagini rappresentanti qualcosa che sia un’opera dell’ingegno e quindi tutelata dal diritto d’autore, potranno essere utilizzate sui siti web solo a condizione che il sito che le ospita non abbia carattere di lucro, ma solo ed esclusivamente didattico o scientifico. Ma ciò non basta perché la qualità delle rappresentazioni dovrà essere degradata sotto una certa qualità. Per i contributi audio-video la questione non è così complicata, nè ridicola. Basterà campionare i files multimediali sotto un certà qualità per renderli accettabili, ma senza inficiarne la validità. Ciò che ci fa ridere è il concetto di degradazione delle immagini. Pensate una rappresentazione de La Gioconda o de La Pietà o di tutto ciò che volete voi, inserita in un sito web in formato sgranato, squadrettato e improbabile. Insomma: un’offesa all’opera, al suo autore ed a chi vorrebbe vederla.

E pensare che secondo la FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana), questa “mediazione” rappresenta un buon compromesso tra le necessità di accedere ai contenuti culturali e le necessità di tutelare il copyright ed ancora peggio, ancora secondo la FIMI, il provvedimento costituisce un buon compromesso che soddisferebbe gli interessi di tutti. TUTTI CHI?
Onestamente questo provvedimento sembra l’ennesima manovra a favore della speculazione e contrario ad ogni principio di libertà della cultura e assolutamente antitetico allo spirito del web, che in Italia va sempre più imbrigliandosi tra i legacci posti da una autorità antiquata e da una serie di legislatori e commissari non consci delle potenzialità e delle necessità che uno strumento globale e cosmopolita come Internet deve possedere.

La questione comunque non si esaurisce nella questione del “degrado” informatico delle rappresentazioni perché va comunque evidenziato che tutti quei siti web, anche no profit, che non si occupino specificamente ed espressamente (e poi in che termini è ancora da chiarire) di cultura e di scienza.

Ancora un aspetto importante della vicenda che riguarda questa riforma della legge in questione: Tra le cose che cambiano c’è anche la non trascurabile novità secondo cui la SIAE (Società Italiana Autori Editori) passa dall’essere un ente di diritto pubblico ad un ente di diritto privato, con tutto ciò che ne consegue, ed in particolare con la possibilità di operare in tutto il mondo con la libertà tipica delle imprese commerciali private. Prepariamoci quindi ad una nuova ondata di caccia alle streghe da parte della SIAE.