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	<title>MondoWin.com &#187; News</title>
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	<description>Blogzine su informatica e tecnologia.</description>
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		<title>4 Luglio di passione per iTunes e YouTube</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 06:12:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#8217; stato un giorno dell&#8217;indipendenza che i tecnici di Apple e Google ricorderanno, infatti i rispettivi servizi iTunes store e Youtube sono stati bersaglio di due attacchi informatici. Nel caso di Apple si tratta di qualcosa di non proprio insolito che però ha assunto rilevanza maggiore del solito, forse perché approfittando del giorno di festa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="hackers all&#039;opera in USA" src="http://www.mondowin.com/blog/wp-content/uploads/2010/07/matrix.jpg" class="alignleft" width="250" height="250" />E&#8217; stato un giorno dell&#8217;indipendenza che i tecnici di <strong>Apple e Google</strong> ricorderanno, infatti i rispettivi servizi <strong>iTunes store e Youtube sono stati bersaglio di due attacchi informatici</strong>.</p>
<p>Nel caso di Apple si tratta di qualcosa di non proprio insolito che però ha assunto rilevanza maggiore del solito, forse perché approfittando del giorno di festa gli hacker hanno avuto più tempo per agire indisturbati. Non dovrebbero essere molti, tuttavia, gli utenti i cui account sono stati usati per acquistare in massa gli ebook di un certo Thuat Nguiyen, il quale, grazie all&#8217;attacco ha vissuto un momento di estrema popolarità visto che i suoi libri elettronici hanno monopolizzato il portale per ore. Apple ha provveduto dapprima a rimuovere tutti gli ebook incriminati dallo store e poi a bonificare la situazione in maniera definitiva. Il consiglio per tutti gli utenti iTunes è comunque di <strong>cambiare la propria password</strong> d&#8217;accesso quanto prima.</p>
<p>Nel caso di YouTube invece, i video di Justin Bieber sono stati usati come veicolo per reindirizzare gli utenti su siti porno o per visualizzare messaggi, foto o altri video. Alcuni siti riferiscono anche di pagine contenenti malware vari, che però dovrebbero tutti essere rilevati e bloccati senza problemi da qualunque <strong>antivirus</strong> sufficientemente <strong>aggiornato</strong>. Google ha puntualizzato che gli hacker non hanno comunque avuto accesso a dati sensibili di alcun tipo e suggerisce agli utenti di effettuare la <strong>disconnessione</strong> e la riconnessione del proprio account a scopo di sicurezza. Insomma un logoff per rimuovere eventuali cookies &#8220;sporchi&#8221; e sessioni infette dal proprio pc</p>
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		<title>Consumatori USA: Class action contro Apple e AT&amp;T</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 06:24:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MondoWin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli americani sanno farsi affascinare facilmente dalle trovate di marketing e dagli oggetti hitech, tanto da passare un po per superficiali, ma se c&#8217;è una cosa che non tollerano è che i loro diritti vengano in alcun modo violati per meri motivi commerciali. Non a caso la cosidetta class action, ovvero una causa collettiva perpetrabile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="Class action contro Apple" src="http://www.mondowin.com/blog/wp-content/uploads/2010/07/classaction_apple.jpg" class="alignleft" width="250" height="250" />Gli americani sanno farsi affascinare facilmente dalle trovate di marketing e dagli oggetti hitech, tanto da passare un po per superficiali, ma se c&#8217;è una cosa che non tollerano è che i loro diritti vengano in alcun modo violati per meri motivi  commerciali. Non a caso la cosidetta <strong>class action</strong>, ovvero una causa collettiva perpetrabile da gruppi di persone che siano state danneggiate da un unico soggetto sono nate negli Stati Uniti e lì sono molto popolari.</p>
<p>Tanto popolari e di uso comune da aver portato in questi giorni un gruppo di utenti adirati per i disservizi legati al lancio di <strong>iPhone4</strong> ad indire una class action contro <strong>Apple</strong> ed <strong>AT&#038;T</strong>. La causa è stata depositata presso la corte distrettuale dello stato del Maryland e secondo indiscrezioni potrebbe essere a breve seguita da una analoga mossa presso lo stato della California.</p>
<p>Le accuse &#8211; ovviamente da dimostrare &#8211; sono varie, tra le altre spiccano &#8220;defect by design&#8221; (ovvero difetto di progettazione, in riferimento ai problemi di ricezione), violazione delle clausole di garanzia relativamente al non voler riconoscere il difetto del dispositivo da parte di Apple pur essendone consci, e pratiche commerciali ingannevoli.</p>
<p>Per chi non capisse l&#8217;<strong>implicazione</strong> di AT&#038;T nella vicenda, spieghiamo che si tratta dell&#8217;operatore che in USA vende in esclusiva iPhone e che si è reso colpevole di alcuni problemi tecnici durante le fasi calde di preordine degli iPhone 4 che <strong>hanno messo a repentaglio la privacy</strong> di moltissimi utenti (altra cosa che fa arrabbiare molto gli americani, salvo quando non ci sia il terrorismo di mezzo, pretesto che fa diventare tutto lecito, FBI docet&#8230;) i quali hanno cercato di prenotare il nuovo device online, trovandosi ad accedere a profili diversi dal proprio e davanti ad altri problemi sul sito dell&#8217;operatore.</p>
<p>L&#8217;obbiettivo dei consumatori è duplice: da una parte c&#8217;è chiaramente quello di ricevere sia una restituzione del denaro speso per acquistare un prodotto secondo loro difettoso, sia di ottenere un risarcimento per i danni alla privacy e per quelli morali. Il secondo riguarda ottenere il blocco totale delle vendite di iPhone 4 fino a quando tutti i problemi non verranno risolti.</p>
<p>Personalmente, questa vicenda mi ricorda il &#8220;red ring of death&#8221; che ha reso celebre la Xbox 360 di Microsoft, se la storia si ripete c&#8217;è da pensare che il big di Cupertino cadrà in piedi senza grossi danni, se non di immagine, ma a questo ci ha già pensato Steve Jobs, rispondendo arrogantemente in un evento pubblico ad un utente che iPhone 4 non ha alcun difetto e che semplicemente il povero acquirente di turno non lo impugnava come si deve&#8230;</p>
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		<title>Anche Dell nella lista dei &#8220;cattivi&#8221; della Silicon Valley</title>
		<link>http://www.mondowin.com/blog/2010/06/30/anche-dell-nella-lista-dei-cattivi-della-silicon-valley/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 15:10:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MondoWin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se la notizia troverà conferme nelle prossime ore, avrà di sicuro il sapore dello scandalo. Dell, oggi terzo produttore mondiale di personal computer, che in passato ha occupato anche la prima posizione delle classifiche di vendita mondiali, avrebbe venduto tra il 2003 ed il 2005 qualcosa come 12.000.000 (dodici milioni) di PC che presentavano un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondowin.com/blog/wp-content/uploads/2010/07/dell.gif" alt="Dell" align="left" />Se la notizia troverà conferme nelle prossime ore, avrà di sicuro il sapore dello scandalo. <strong>Dell</strong>, oggi terzo produttore mondiale di personal computer, che in passato ha occupato anche la prima posizione delle classifiche di vendita mondiali, avrebbe venduto tra il 2003 ed il 2005 qualcosa come <strong>12.000.000</strong> (dodici milioni) di PC che presentavano un difetto ad alcuni condensatori presenti sulle piastre madri che avrebbe portato ad un numero di rotture di circa 10 volte sopra la media, arrivando nell&#8217;arco di 3 anni di vita ad un numero di rotture che sfiorava il 100%.</p>
<p>La notizia, se qui ci fermassimo, sarebbe una cattiva pubblicità o anche meno, visto che sono passati 5 anni dalla fine del periodo incriminato e visto che si potrebbe pensare a qualcosa di già visto con altri produttori e che &#8220;può capitare&#8221;.</p>
<p>Non è così. Ciò che rende grave per non dire <strong>scandalosa</strong> la vicenda, è il fatto che <strong>i vertici Dell erano a conoscenza di questo difetto</strong> ed avrebbero dato disposizione ai propri dipendenti di coprire questi avvenimenti e di cercare di far ripercuotere la responsabilità del difetto sugli acquirenti, anzichè richiamare i PC difettosi per una giusta e leggittima sostituzione in garanzia degli elementi guasti o difettosi. Insomma: Silenzio omertoso e speculazione sui consumatori.</p>
<p>La notizia è esplosa oggi come una bomba, visto che si è venuti a conoscenza del fatto che A.I.T., un&#8217;azienda che aveva comprato ben 2000 computer da Dell durante il periodo incriminato, ha denunciato il produttore nel 2007. </p>
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		<title>Windows? &#8220;Aggiustalo&#8221; online</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 17:20:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Microsoft ha presentato un nuovo e interessante tool online che promette agli utenti di analizzare e risolvere i bug ed i problemi legati al vostro sistema, purché esso utilizzi Windows. Microsoft Fix it Center Online è rilasciato in versione beta ed è già disponibile per chi lo vorrà provare a questo indirizzo. La promessa che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.arstechnica.com/microsoft_fix_it_small.png" alt="Microsoft Fix It Online" align="left" style="margin:5px;" /><strong>Microsoft</strong> ha presentato un nuovo e interessante tool online che promette agli utenti di analizzare e risolvere i bug ed i problemi legati al vostro sistema, purché esso utilizzi <strong>Windows</strong>.</p>
<p><strong>Microsoft Fix it Center Online</strong> è rilasciato in versione <strong>beta</strong> ed è già disponibile per chi lo vorrà provare a <a href="http://fixitcenter.support.microsoft.com/Portal/" target="_blank">questo indirizzo</a>. La promessa che il tool online si propone è ambizioza: riconoscere e correggere bug e anomalie di funzionamento del vostro sistema, proponendovi di intervenire e di risolvere il problema automaticamente.</p>
<p>Al momento, almeno secondo quanto dichiarato da Microsoft, lo strumento è già in grado di identificare e risolvere più di <strong>300 bug</strong> relativi al sistema operativo stesso, ai driver di periferica o a programmi vari.</p>
<p>Il funzionamento è semplice: Dopo una scansione del sistema, il tool sarà in grado di fornire un report sui difetti riconosciuti, per poi proporvi, come già accennato, di risolverli al posto vostro, provvedendo ad installare eventuali patch, o a modificare opzioni di Windows non propriamente configurate al meglio e cose del genere. In alternativa, lo strumento può limitarsi a suggerire una serie di azioni che poi l&#8217;utente potrà decidere di compiere autonomamente o meno.</p>
<p>Non si tratta tuttavia di uno strumento completamente nuovo: Gli utenti di <strong>Windows Seven</strong> probabilmente si renderanno conto di aver avuto già a che fare con questa serie di strumenti diagnostici, tuttavia in questa nuova incarnazione il tool di Microsoft può essere usato anche da utenti di <strong>Windows XP</strong>, <strong>Windows Vista</strong> e <strong>Windows Server 2003</strong>, <strong>2008</strong> e <strong>2008 R2</strong>.</p>
<p>Vi segnaliamo infine che l&#8217;uso del software prevede la creazione di un <strong>profilo</strong> (la cui creazione fa parte del processo di installazione) sul portale Fix It, che raccoglierà in un <strong>database</strong> sempre a vostra disposizione i dati sulla vostra configurazione hardware e software di sistema. L&#8217;uso di una login permette al sistema di identificarvi e vi consentirà di creare un unico profilo per tutti i PC che vorrete inserirvi.</p>
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		<title>Utenti Windows: Attenti a Java!</title>
		<link>http://www.mondowin.com/blog/2010/04/13/utenti-windows-attenti-a-java/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 10:19:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MondoWin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo alcuni ricercatori informatici, JWFS (un framework integrato in Java per facilitare lo sviluppo delle applicazioni), conterrebbe una grave falla che metterebbe a repentaglio la sicurezza di tutti i sistemi Windows. Il meccanismo è quello dell&#8217;esecuzione di codice arbitrario sulla macchina locale, sfruttando una pagina web scritta appositamente, sulla quale un utente ignaro che si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ivyfabry.com/Immagini/javaSun.jpg" alt="grave falla scoperta in Java" align="left" style="margin:5px;" />Secondo alcuni ricercatori informatici, <strong>JWFS</strong> (un framework integrato in <strong>Java</strong> per facilitare lo sviluppo delle applicazioni), conterrebbe una grave falla che metterebbe a repentaglio la sicurezza di <strong>tutti i sistemi Windows</strong>.</p>
<p>Il meccanismo è quello dell&#8217;esecuzione di <strong>codice arbitrario</strong> sulla macchina locale, sfruttando una pagina web scritta appositamente, sulla quale un utente ignaro che si rechi eseguirebbe le istruzioni nascoste che scatenerebbero poi la reazione sul proprio PC.</p>
<p>La vulnerabilità individuata risiede nel plug-in di Java per Windows e per questo motivo tutti i browser e le piattaforme hardware ne sono affette, a prescindere dalla versione del sistema operativo o altro parametro discriminante.</p>
<p><strong>Sun</strong>, casa madre di Java, è già informata del grave problema e sta lavorando ad una soluzione, tuttavia al momento non esistono ancora dei fix specifici.</p>
<p><strong>Symantec</strong> fornisce comunque dei suggerimenti di carattere generale per tamponare il rischio a <a href="http://www.symantec.com/security_response/threatcon/index.jsp" target="_blank">questo indirizzo</a>, inoltre analizzando la vulnerabilità dichiara improbabile un problema analogo anche su macchine basate su sistemi operativi Linux o Unix.</p>
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		<title>Vorreste provare Windows 7 Enterprise?</title>
		<link>http://www.mondowin.com/blog/2010/04/02/vuoi-provare-windows-7-enterprise/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Apr 2010 11:22:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non ci sono problemi! Anche se la versione Enterprise del nuovo Windows è pensata essenzialmente per le aziende e da Redmond sconsigliano vivamente agli utenti domestici il suo utilizzo, la possibilità di scaricare una versione demo pienamente funzionante per 90 giorni di Windows 7 Enterprise è libera per tutti. Basta scaricare la ISO dal sito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.hardwarecanucks.com/wp-content/uploads/windows-7-box-art-254x300.png" alt="Windows 7 boxes" style="margin:5px"; align="left"/>Non ci sono problemi! Anche se la versione <strong>Enterprise</strong> del nuovo <strong>Windows</strong> è pensata essenzialmente per le aziende e da Redmond sconsigliano vivamente agli utenti domestici il suo utilizzo, la possibilità di scaricare una versione <strong>demo</strong> pienamente funzionante per 90 giorni di <strong>Windows 7 Enterprise</strong> è libera per tutti.</p>
<p>Basta scaricare la <strong>ISO</strong> dal sito ufficiale, non serve far richiesta di nessun seriale, ma sappiate che allo scoccare del novantesimo giorno, se non acquisterete una licenza (o se, in alternativa, non lo disinstallerete) il vostro sistema comincerà a riavviarsi una volta ogni ora, puntuale come un orologio svizzero.<br />
Se volete saperne di più, non vi resta che seguire <a href="http://technet.microsoft.com/en-us/evalcenter/cc442495.aspx" target="_blank">questo link</a> che vi indirizzerà direttamente alla pagina della <strong>TechNet Microsoft</strong> che spiega a chi si rivolge il programma di demo e che vi permetterà di scaricare liberamente la ISO multilingua (inglese, francese, tedesco, spagnolo e giapponese&#8230; quei &#8220;piratoni&#8221; degli italiani non se la meritano).<br />
Malgrado al momento non sia possibile scaricare una ISO in lingua italiana, se volete regionalizzare la vostra demo, sarà sufficiente dovrete scaricare ed installare l&#8217;apposito <strong>language pack</strong> dal sito della Microsoft, ed applicarlo dopo aver installato <strong>Seven</strong>.</p>
<p>Ricordate inoltre che dovrete scegliere la versione adatta alla vostra CPU, a 32 o 64 bit.</p>
<p>I<strong> requisiti minimi</strong> indicati da Microsoft per installare <strong>Windows Seven Enterprise</strong> sono i seguenti:</p>
<p>* Processore a 32 bit (x86) o 64 bit (x64) da 1 GHz o superiore<br />
* 1 GB di RAM (versione a 32 bit) / 2 GB di RAM (versione a 64 bit)<br />
* 16 GB di spazio disponibile sul disco (versione a 32 bit) / 20 GB (versione a 64 bit)<br />
* Processore grafico DirectX 9 con driver WDDM 1.0 o superiore<br />
* Unità compatibile con DVD<br />
* Accesso a Internet</p>
<p>Noi non possiamo che consigliare comunque un maggiore quantitativo di RAM, ovvero 2GB per la versione 32 bit e 4 GB per quella a 64.</p>
<p>Buon &#8220;trial&#8221; e buona Pasqua a tutti, dallo staff di MondoWin&#8230;e se tra 90 giorni il vostro PC comincerà a riavviarsi come in preda al più bastardo dei virus, non dite che non vi avevamo avvisato!</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.pctuner.net/news/13443/Windows-7-Enterprise-in-demo-per-90-giorni/" target="_blank">PCTuner</a></p>
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		<title>Microsoft parla del primo Service Pack per 7 e 2008 R2</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 08:59:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cominciano ad arrivare da Redmond le prime notizie ufficiali relative al prossimo rilascio del primo service pack per Windows 7. Microsoft ha infatti spiegato che Service Pack 1 per Windows 7 sarà essenzialmente un archivio cumulativo di patch e non presenterà elementi di particolare innovazione al sistema operativo (di persè già molto valido e stabile), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.redmondpie.com/wp-content/uploads/2008/12/windows7widescreen.png" alt="Windows 7" style="margin:5px;" align="left" width="250" />Cominciano ad arrivare da Redmond le prime notizie ufficiali relative al prossimo rilascio del primo <strong>service pack per Windows 7</strong>.</p>
<p><strong>Microsoft</strong> ha infatti spiegato che <strong>Service Pack 1</strong> per Windows 7 sarà essenzialmente un archivio cumulativo di patch e non presenterà elementi di particolare innovazione al sistema operativo (di persè già molto valido e stabile), ma soltanto poche innovazioni secondarie, come ad esempio il client per Desktop Remoto aggiornato che si avvantaggerà di <strong>RemoteFX</strong>, una nuova caratteristica che sarà integrata parallelamente su Windows Server 2008 R2 SP1. RemoteFX è una tecnologia che Microsoft ha ereditato acquisendo Calista Technologies e che sostanzialmente permetterà agli utenti di usufruire delle funzionalità grafiche avanzate come quelle di Aero anche quando si collegano in remoto al sistema tramite il client RDesktop. Anche l&#8217;esperienza d&#8217;uso remoto di applicazioni OpenGL o Silverlight sarà migliorata.</p>
<p>Sul fronte relativo alla service pack 1 per <strong>Windows Server 2008 R2</strong> ci sono invece notizie più interessanti: in particolare si parla della nuova funzione denominata <strong>Dynamic Memory</strong> che, come il nome suggerisce, ermetterà di aumentare o diminuire dinamicamente la memoria allocata alle macchine virtuali a seconda del carico di lavoro.</p>
<p>A questo punto la domanda di rigore è &#8220;quando verranno rilasciati questi service pack?&#8221;. Al momento non c&#8217;è una risposta ufficiale, ma secondo il classici ben informati, al momento i due pacchetti dovrebbero essere nella fase di pre-beta e potrebbero quindi vedere la luce <strong>dopo l&#8217;estate</strong>.</p>
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		<title>Riciclaggio: Nei guai i vertici di Fastweb, ma non solo</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 07:37:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MondoWin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[Un vero e proprio terremoto ha scosso ieri l&#8217;Italia delle TLC: I vertici di Fastweb, tra cui il fondatore ed ex Amministratore Delegato Silvio Scaglia, che al momento risulterebbe irreperibile, ma che dall&#8217;estero fa sapere di essere pronto a farsi interrogare sono indagati dalla magistratura. L&#8217;accusa è di truffa sull&#8217;IVA e riciclaggio, in combutta con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.sostariffe.it/news/wp-content/uploads/2010/02/silvio-scaglia-fastweb.jpg" alt="Silvio Scaglia " align="left" style="margin:5px;" />Un vero e proprio terremoto ha scosso ieri l&#8217;Italia delle <strong>TLC</strong>: I vertici di <strong>Fastweb</strong>, tra cui il fondatore ed ex Amministratore Delegato <strong>Silvio Scaglia</strong>, che al momento risulterebbe irreperibile, ma che dall&#8217;estero fa sapere di essere pronto a farsi interrogare sono indagati dalla magistratura. L&#8217;accusa è di <strong>truffa sull&#8217;IVA e riciclaggio</strong>, in combutta con la<strong> &#8216;Ndrangheta</strong>.</p>
<p>Secondo gli inquirenti lo schema è il seguente: sarebbe stata strutturata un&#8217;associazione a delinquere che ha utilizzato Telecom Italia Sparkle (del gruppo Telecom Italia) e Fastweb, società per altro quotate in Borsa, per frodare il Fisco di 370 milioni di Euro e, controllando un enorme flusso di denaro -oltre 2,2 miliardi di Euro- ha generato fondi neri ed accumulato patrimoni all&#8217;estero. In parte questi soldi sarebbero finiti direttamente nelle casse della &#8216;Ndrangheta, in particolare al clan Arena, che li avrebbe poi utilizzati, tra le altre attività illecite, anche per organizzare l&#8217;elezione del senatore del Pdl <strong>Nicola Paolo Di Girolamo</strong>.<br />
Questo lo schema ipotizzato dal giudice per le indagini preliminari, Aldo Morgigni che ha emesso 52 ordinanze di custodia cautelare verso altrettanti soggetti e 4 richieste di arresti domiciliari, su richiesta dei pm Giovanni Bombardieri, Giovanni Di Leo e Francesca Passaniti.</p>
<p>Anche se il nome &#8220;di richiamo&#8221; sembrerebbe quello di Scaglia, in realtà i principali organizzatori della maxi truffa sarebbero due altri personaggi: Carlo Focarelli, che ha costituito e gestito le società fittizie, le cosiddette &#8220;cartiere&#8221; che avevano il compito di interfacciarsi con Telecom Italia Sparkle e Fastweb, che fungevano da facciata pulita della truffa, e Gennaro Mokbel, che avrebbe pilotato la parte oscura, quella offshore, che permetteva di far sparire i soldi all&#8217;estero, per lo più verso i classici paradisi fiscali nonchè, in parte, nelle mani della &#8216;Ndrangheta. </p>
<p>La potenza dell&#8217;organizzazione emerge nei capi di imputazione: associazione per delinquere trasnazionale pluriaggravata.</p>
<p>Sul piano politico, il Senatore del PdL Di Girolamo dichiara che si tratterebbe di fatti da &#8220;fantascienza&#8221;. Sul piano operativo invece, gli inquirenti hanno chiesto l&#8217;interdizione dell&#8217;attività di Fastweb: l&#8217;udienza si terrà il 2 marzo. Fastweb, che da parte sua <strong>garantisce l&#8217;operatività ai clienti</strong>, si dichiara parte lesa: <em>&#8220;I fatti contestati riguardano una presunta evasione dell&#8217;Iva derivante da attività truffaldine di terzi che si sono avvalsi della rete di Fastweb e di altri operatori di telecomunicazioni&#8221;</em>. Nella nota si aggiunge per altro  che l&#8217;inchiesta riguarda fatti accaduti anni fa, nel periodo 2005-2006, già oggetto di contestazione agli allora indagati e rispetto ai quali la società si ritiene estranea e parte lesa.</p>
<p>Anche per l&#8217;attuale A.D. di Fastweb, Stefano Parisi si ipotizzerebbe il reato di associazione per delinquere e dichiarazione infedele mediante l&#8217;uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, tuttavia quest&#8217;ultimo non è stato colpito da alcun provvedimento restrittivo.</p>
<p>Pesanti le parole del Giudice per le Indagini Preliminari, secondo il quale ci troviamo difronte ad <em>&#8220;una delle più colossali frodi poste in essere nella storia nazionale&#8221;</em>. Nell&#8217;ordinanza emessa nelle scorse ore, il magistrato arriva a questa conclusione valutando <em>&#8220;l&#8217;eccezionale entità del danno arrecato allo Stato, la sistematicità delle condotte, la loro protrazione negli anmi e la qualità di primari operatori di borsa e mercato di Fastweb e Sparkle&#8221;</em>.</p>
<p>Fonti:</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2010/02/24/news/inchiesta_fastweb_verbali-2408307/" target="_blank">Repubblica.it</a><br />
<a href="http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo474705.shtml" target="_blank">TgCom.it</a></p>
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		<title>In arrivo un nuovo Symbian&#8230; S^3 tra noi in primavera:</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 11:26:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MondoWin</dc:creator>
				<category><![CDATA[HiTech]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[Telefonia]]></category>
		<category><![CDATA[Nokia]]></category>
		<category><![CDATA[Open source]]></category>
		<category><![CDATA[primavera]]></category>
		<category><![CDATA[Symbian 3]]></category>
		<category><![CDATA[Symbian OS]]></category>
		<category><![CDATA[S^3]]></category>

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		<description><![CDATA[Nokia, che tempo fa aveva acquisito Symbian Foundation, ma che poco tempo dopo ha dovuto fare i conti con Android, ha comunicato ufficialmente poche settimane fa: Symbian OS sarebbe presto diventato completamente open source. Questa primavera si passerà dalle parole ai fatti, tant&#8217;è che vedrà la luce la prima versione completamente open di Symbian, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nokia</strong>, che tempo fa aveva acquisito <strong>Symbian Foundation</strong>, ma che poco tempo dopo ha dovuto fare i conti con Android, ha comunicato ufficialmente poche settimane fa: Symbian OS sarebbe presto diventato completamente <strong>open source</strong>.</p>
<p>Questa primavera si passerà dalle parole ai fatti, tant&#8217;è che vedrà la luce la prima versione completamente open di Symbian, la <strong>versione 3</strong>, anche conosciuta con l&#8217;acronimo <strong>S^3</strong>.</p>
<p>La nuova natura open, pensata per contrastare il successo crescente di Android, porterà da subito novità e benefici al sistema di Nokia. Vediamo cosa potremo trovare nella prossima release:</p>
<ul>
<li><strong>Migliore gestione della memoria</strong>: In questo Symbian ha sempre peccato. La nuova release sarà migliore in questo senso. Ci sarà il multitasking, anche su piattaforme di fascia bassa.</li>
<li><strong>Supporto al 4G:</strong> Le future reti di nuova generazione, dette <strong>LTE</strong> <em>(long term evolution)</em> sono già supportate dal nuovo Symbian.</li>
<li><strong>Usabilità:</strong> Su questo piano, Symbian 3 promette grosse evoluzioni e miglioramenti. La user-experience sarà migliore che in passato.</li>
<li><strong>Widget in home:</strong> Come ormai consueto in molti sistemi operativi, sarà possibile inserire nella schermata principale del sistema una vasta gamma di widget.</li>
<li><strong>Home page divisa in schermate:</strong> Succede già su iPhone OS, Android ecc: Con un tocco del dito si potranno scorrere le varie pagine di icone sulla schermata principale.</li>
<li><strong>Supporto HDMi:</strong> L&#8217;alta risoluzione arriva su Symbian. Fino a 1080p!</li>
</ul>
<p>Le novità succulente non finiscono qui: ci sarà un nuovo render 2D &#8211; 3D, una comoda integrazione per comprare musica online direttamente dall&#8217;applicazione per gestire la radio, più facilità d&#8217;accesso ad Internet e tanto altro ancora.<br />
Recuperare terreno è fondamentale per il futuro di Symbian, per questo molto sarà investito nel il kit per sviluppatori, Qt, che funziona su dispositivi esistenti, dagli S60 3.1 e successivi.</p>
<p>Non ci resta che attendere la primavera per vedere S^3, ma sapendo fin da orra che la <strong>Fondazione</strong> punta a presentare il futuro Symbian 4 già entro la fine di quest&#8217;anno.</p>
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		<title>Windows 7 avrà un nuovo sistema anti-contraffazione</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 08:05:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MondoWin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Windows 7]]></category>
		<category><![CDATA[Genuine Advantage]]></category>
		<category><![CDATA[protezione]]></category>
		<category><![CDATA[WAT]]></category>
		<category><![CDATA[Windows Activation Technology]]></category>

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		<description><![CDATA[Se la vostra copia di Windows 7 non è &#8220;genuina&#8221;, cominciate a preoccuparvi, specie se state usando uno dei diffusi exploit che permettono di aggirare i sistemi di controllo del &#8220;WAT&#8221;, ovvero del Windows Activation Technology. Microsoft rilascerà il 16 febbraio, prima attraverso il sottosito &#8220;genuine&#8221;, successivamente sul download center ed in fine su Windows [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se la vostra copia di <strong>Windows 7</strong> non è &#8220;genuina&#8221;, cominciate a preoccuparvi, specie se state usando uno dei diffusi exploit che permettono di aggirare i sistemi di controllo del &#8220;WAT&#8221;, ovvero del <strong>Windows Activation Technology</strong>.</p>
<p><strong>Microsoft</strong> rilascerà il <strong>16 febbraio</strong>, prima attraverso il sottosito &#8220;genuine&#8221;, successivamente sul download center ed in fine su Windows Update, una nuova <strong>protezione anti pirateria</strong> per Windows 7, che riguarderà <strong>tutte le versioni di Seven</strong>, ma che almeno all&#8217;inizio sarà <strong>facoltativa</strong> per gli utenti.</p>
<p>L&#8217;aggiornamento sarà indicato come <strong>Importante</strong>.</p>
<p>Microsoft spiega che qualora venisse rilevata una copia non autentica, il processo< <strong>non invierà</strong> nessun dato personale dell&#8217;usufruitore, il sistema operativo si limiterà a presentare delle notifiche per informare l&#8217;utente sulla necessità di munirsi di una copia originale del sistema operativo.</p>
]]></content:encoded>
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