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	<title>MondoWin.com &#187; News</title>
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	<description>Blogzine su informatica e tecnologia.</description>
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		<title>Presentata la black-list anti telemarketing</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Nov 2010 08:46:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MondoWin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prendiamo col dovuto beneficio del dubbio l&#8217;efficacia di quest&#8217;iniziativa, ma nel frattempo auguriamoci funzioni dignitosamente: si tratta di una nuova iniziativa per arginare il fenomeno dilagante delle telefonate da parte di svariate imprese di telemarketing che letteralmente importunano consumatori su consumatori, ad ogni ora del giorno, tutti i giorni, provando a vendere prodotti e contratti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondowin.com/blog/wp-content/uploads/2010/11/call_center.jpg" alt="" title="call_center" width="250" height="250" class="alignnone size-full wp-image-1171" />Prendiamo col dovuto beneficio del dubbio l&#8217;efficacia di quest&#8217;iniziativa, ma nel frattempo auguriamoci funzioni dignitosamente: si tratta di una nuova iniziativa per arginare il fenomeno dilagante delle telefonate da parte di svariate imprese di <strong>telemarketing</strong> che letteralmente importunano consumatori su consumatori, ad ogni ora del giorno, tutti i giorni, provando a vendere prodotti e contratti di ogni tipo, a partire da offerte di passaggio a questa o quella compagnia telefonica mobile e/o fissa, passando per offerte TV satellitari o digitali, finendo a prodotti gastronomici, assicurazioni e così via, a volte anche in maniera fraudolenta. Io stesso mi sono trovato una volta inconsapevolmente cliente di un operatore di telefonia fissa, perchè un operatore di una società esterna di telemarketing, pur avendo ricevuto un rifiuto, aveva giocato sull&#8217;ambiguità di una domanda per attivarci in maniera coatta l&#8217;unbundling.</p>
<p>Bè, da oggi dovrebbe teoricamente essere più facile evitare questi disagi, grazie al nuovo <strong>registro pubblico delle opposizioni</strong>. Si tratta in poche parole di una <strong>black list</strong> alla quale ogni cittadino potrà iscriversi e della quale ogni azienda che fa telemarketing dovrà tenere conto. Chi è inserito in tale elenco non potrà per nessun motivo essere contattato da funzionari commerciali o procacciatori d&#8217;affari.</p>
<p>Una nota del <strong>Ministero per lo Sviluppo Economico</strong> recita così: <em>&#8220;&#8221;L&#8217;iscrizione al registro da parte degli abbonati preclude nei loro confronti qualsiasi trattamento per scopi pubblicitari o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale, mediante l&#8217;impiego del telefono, senza distinzione di settore di attività o di categoria merceologica.</p>
<p>[…] il trattamento dei dati è consentito nei confronti di chi non abbia esercitato il diritto di opposizione, con modalità semplificate e anche in via telematica, mediante l’iscrizione della numerazione della quale è intestatario in un Registro pubblico delle opposizioni&#8221;</em></p>
<p>Ed ancora, si puntualizza che:</p>
<p><em>&#8220;Ciascun abbonato può chiedere al gestore che la numerazione della quale è intestatario,  riportata negli elenchi telefonici sia iscritta nel registro gratuitamente, mediante compilazione di apposito modulo elettronico sul sito web del gestore del registro pubblico, chiamata ad un numero verde, invio di lettera raccomandata o fax al recapito del gestore o mediante posta elettronica.<br />
&#8220;L&#8217;iscrizione di un abbonato nel registro non impedisce comunque il trattamento dei suoi dati per le predette finalità da parte di soggetti che li abbiano raccolti da fonti diverse dagli elenchi telefonici, nel rispetto del Codice della privacy&#8221;</em></p>
<p>Tale normativa enterà in vigore a <strong>febbraio 2011</strong>, ma a tutt&#8217;ora non si ha alcuna notizia o indicazione sulle modalità pratiche di accesso ed iscrizione a questa piattaforma, non ci resta che aspettare e sperare&#8230; ma ricordiamoci che siamo in Italia&#8230;</p>
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		<title>Arriva &#8220;The Daily&#8221;, ma Superman non c&#8217;entra</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Nov 2010 09:06:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MondoWin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ruperth Murdoch, magnante dell&#8217;editoria mondiale (proprietario tra le altro cose di Sky), vuole dare l&#8217;assalto ad iPad ed ai tablet in generale, presentando The Daily, primo quotidiano espressamente pensato per questi dispositivi. Nasce così &#8220;The Daily&#8220;, primo quotidiano espressamente pensato e realizzato per essere fruito attraverso dispositivi digitali, in primis l&#8217;iPad di Apple. La notizia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondowin.com/blog/wp-content/uploads/2010/11/Murdoch.jpg" alt="" title="Murdoch" width="250" height="250" class="alignleft size-full wp-image-1152" /><strong>Ruperth Murdoch</strong>, magnante dell&#8217;editoria mondiale (proprietario tra le altro cose di Sky), vuole dare l&#8217;assalto ad iPad ed ai tablet in generale, presentando The Daily, primo quotidiano espressamente pensato per questi dispositivi.</p>
<p>Nasce così &#8220;<strong>The Daily</strong>&#8220;, primo quotidiano espressamente pensato e realizzato per essere fruito attraverso dispositivi digitali, in primis l&#8217;iPad di Apple.</p>
<p>La notizia in casa nostra la porta, manco a dirlo, lo SkyTG 24 dell&#8217;editore stesso. Il servizio partirà a dicembre, per il costo si parla di un abbonamento di <strong>1€ a settimana</strong>, in cambio di informazione tempestiva, ottimizzata e di alta qualità. Sicuro di proporre qualcosa di brillante, <strong>Murdoch punta a 800.000 abbonati</strong>.</p>
<p>Interessante considerare come questo progetto possa rappresentare una sorta di &#8220;concorrenza intestina&#8221;, visto che i maggiori quotidiani americani sono pubblicati dal medesimo editore. Sarà forse il segno tangibile che il mercato dei cosìdetti &#8220;mid&#8221; (tablet, smartphone ecc.) sta per esplodere in maniera dirompente?</p>
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		<title>Cisco vuole acquisire Skype</title>
		<link>http://www.mondowin.com/blog/2010/08/31/cisco-vuole-acquisire-skype/</link>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 07:45:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MondoWin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le voci di corridoio dei giorni scorsi sono oggi diventate una notizia ufficiale: Cisco Systems, società leader nel mondo dell&#8217;IT nel ramo del networking di fascia alta è interessata ad acquisire Skype e per farlo dovrebbero mettere sul piatto almeno 5 miliardi di Dollari per lanciare un&#8217;offerta pubblica prima che Skype riesca a quotarsi in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondowin.com/blog/wp-content/uploads/2010/08/cisco_skype.jpg" alt="Cisco cerca di acquisire Skype" title="cisco_skype" width="250" height="250" class="alignleft size-full wp-image-1134" />Le voci di corridoio dei giorni scorsi sono oggi diventate una notizia ufficiale: <strong>Cisco Systems</strong>, società leader nel mondo dell&#8217;IT nel ramo del networking di fascia alta è interessata ad acquisire <strong>Skype</strong> e per farlo dovrebbero mettere sul piatto almeno <strong>5 miliardi di Dollari</strong> per lanciare un&#8217;offerta pubblica prima che Skype riesca a <strong>quotarsi in borsa</strong> al NASDAQ , facendo così aumentare di valore le proprie azioni.</p>
<p>Il perché di questo tentativo di acquisizione è presto spiegato: Il <strong>VoIP</strong> è il futuro della comunicazione telefonica, la naturale integrazione tra quello che era una volta il telefono fisso e quello che oggi è Internet.<br />
La rete è il core business di Cisco ed il VoIP rientra perfettamente nei piani dell&#8217;azienda americana, che lo conosce e lo sviluppa fin dagli albori, quando era ancora telefonare via IP era una possibilità riservata alle grandi aziende. Il prossimo futuro invece è di massificazione, non a caso Skype è tanto popolare perché grazie all&#8217;uso della tecnologia VoIP ha permesso a tanti utenti di abbattere i costi delle telefonate, specie quelle internazionali ed intercontinentali.</p>
<p>Visto che sul campo di battaglia sta arrivando un avversario in più, ed è agguerrito e potente (si chiama Google), il management di Cisco deve aver capito che non c&#8217;è tempo da perdere, bisogna agire in maniera decisa e magari anche eclatante. Da cui la decisione di acquisire il più grande fornitore di servizi VoIP consumer, prima che sia troppo tardi.</p>
<p>Vedremo se ci saranno sviluppi. Per altro si mormora che nei mesi scorsi la stessa Google avesse provato a mettere le mani su Skype, ma che l&#8217;antitrust americano non abbia visto di buon occhio questa operazione&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>4 Luglio di passione per iTunes e YouTube</title>
		<link>http://www.mondowin.com/blog/2010/07/05/4-luglio-di-passione-per-itunes-e-youtube/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 06:12:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MondoWin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; stato un giorno dell&#8217;indipendenza che i tecnici di Apple e Google ricorderanno, infatti i rispettivi servizi iTunes store e Youtube sono stati bersaglio di due attacchi informatici. Nel caso di Apple si tratta di qualcosa di non proprio insolito che però ha assunto rilevanza maggiore del solito, forse perché approfittando del giorno di festa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="hackers all&#039;opera in USA" src="http://www.mondowin.com/blog/wp-content/uploads/2010/07/matrix.jpg" class="alignleft" width="250" height="250" />E&#8217; stato un giorno dell&#8217;indipendenza che i tecnici di <strong>Apple e Google</strong> ricorderanno, infatti i rispettivi servizi <strong>iTunes store e Youtube sono stati bersaglio di due attacchi informatici</strong>.</p>
<p>Nel caso di Apple si tratta di qualcosa di non proprio insolito che però ha assunto rilevanza maggiore del solito, forse perché approfittando del giorno di festa gli hacker hanno avuto più tempo per agire indisturbati. Non dovrebbero essere molti, tuttavia, gli utenti i cui account sono stati usati per acquistare in massa gli ebook di un certo Thuat Nguiyen, il quale, grazie all&#8217;attacco ha vissuto un momento di estrema popolarità visto che i suoi libri elettronici hanno monopolizzato il portale per ore. Apple ha provveduto dapprima a rimuovere tutti gli ebook incriminati dallo store e poi a bonificare la situazione in maniera definitiva. Il consiglio per tutti gli utenti iTunes è comunque di <strong>cambiare la propria password</strong> d&#8217;accesso quanto prima.</p>
<p>Nel caso di YouTube invece, i video di Justin Bieber sono stati usati come veicolo per reindirizzare gli utenti su siti porno o per visualizzare messaggi, foto o altri video. Alcuni siti riferiscono anche di pagine contenenti malware vari, che però dovrebbero tutti essere rilevati e bloccati senza problemi da qualunque <strong>antivirus</strong> sufficientemente <strong>aggiornato</strong>. Google ha puntualizzato che gli hacker non hanno comunque avuto accesso a dati sensibili di alcun tipo e suggerisce agli utenti di effettuare la <strong>disconnessione</strong> e la riconnessione del proprio account a scopo di sicurezza. Insomma un logoff per rimuovere eventuali cookies &#8220;sporchi&#8221; e sessioni infette dal proprio pc</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Consumatori USA: Class action contro Apple e AT&amp;T</title>
		<link>http://www.mondowin.com/blog/2010/07/02/consumatori-usa-class-action-contro-apple-e-att/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 06:24:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MondoWin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli americani sanno farsi affascinare facilmente dalle trovate di marketing e dagli oggetti hitech, tanto da passare un po per superficiali, ma se c&#8217;è una cosa che non tollerano è che i loro diritti vengano in alcun modo violati per meri motivi commerciali. Non a caso la cosidetta class action, ovvero una causa collettiva perpetrabile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="Class action contro Apple" src="http://www.mondowin.com/blog/wp-content/uploads/2010/07/classaction_apple.jpg" class="alignleft" width="250" height="250" />Gli americani sanno farsi affascinare facilmente dalle trovate di marketing e dagli oggetti hitech, tanto da passare un po per superficiali, ma se c&#8217;è una cosa che non tollerano è che i loro diritti vengano in alcun modo violati per meri motivi  commerciali. Non a caso la cosidetta <strong>class action</strong>, ovvero una causa collettiva perpetrabile da gruppi di persone che siano state danneggiate da un unico soggetto sono nate negli Stati Uniti e lì sono molto popolari.</p>
<p>Tanto popolari e di uso comune da aver portato in questi giorni un gruppo di utenti adirati per i disservizi legati al lancio di <strong>iPhone4</strong> ad indire una class action contro <strong>Apple</strong> ed <strong>AT&#038;T</strong>. La causa è stata depositata presso la corte distrettuale dello stato del Maryland e secondo indiscrezioni potrebbe essere a breve seguita da una analoga mossa presso lo stato della California.</p>
<p>Le accuse &#8211; ovviamente da dimostrare &#8211; sono varie, tra le altre spiccano &#8220;defect by design&#8221; (ovvero difetto di progettazione, in riferimento ai problemi di ricezione), violazione delle clausole di garanzia relativamente al non voler riconoscere il difetto del dispositivo da parte di Apple pur essendone consci, e pratiche commerciali ingannevoli.</p>
<p>Per chi non capisse l&#8217;<strong>implicazione</strong> di AT&#038;T nella vicenda, spieghiamo che si tratta dell&#8217;operatore che in USA vende in esclusiva iPhone e che si è reso colpevole di alcuni problemi tecnici durante le fasi calde di preordine degli iPhone 4 che <strong>hanno messo a repentaglio la privacy</strong> di moltissimi utenti (altra cosa che fa arrabbiare molto gli americani, salvo quando non ci sia il terrorismo di mezzo, pretesto che fa diventare tutto lecito, FBI docet&#8230;) i quali hanno cercato di prenotare il nuovo device online, trovandosi ad accedere a profili diversi dal proprio e davanti ad altri problemi sul sito dell&#8217;operatore.</p>
<p>L&#8217;obbiettivo dei consumatori è duplice: da una parte c&#8217;è chiaramente quello di ricevere sia una restituzione del denaro speso per acquistare un prodotto secondo loro difettoso, sia di ottenere un risarcimento per i danni alla privacy e per quelli morali. Il secondo riguarda ottenere il blocco totale delle vendite di iPhone 4 fino a quando tutti i problemi non verranno risolti.</p>
<p>Personalmente, questa vicenda mi ricorda il &#8220;red ring of death&#8221; che ha reso celebre la Xbox 360 di Microsoft, se la storia si ripete c&#8217;è da pensare che il big di Cupertino cadrà in piedi senza grossi danni, se non di immagine, ma a questo ci ha già pensato Steve Jobs, rispondendo arrogantemente in un evento pubblico ad un utente che iPhone 4 non ha alcun difetto e che semplicemente il povero acquirente di turno non lo impugnava come si deve&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Anche Dell nella lista dei &#8220;cattivi&#8221; della Silicon Valley</title>
		<link>http://www.mondowin.com/blog/2010/06/30/anche-dell-nella-lista-dei-cattivi-della-silicon-valley/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 15:10:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MondoWin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se la notizia troverà conferme nelle prossime ore, avrà di sicuro il sapore dello scandalo. Dell, oggi terzo produttore mondiale di personal computer, che in passato ha occupato anche la prima posizione delle classifiche di vendita mondiali, avrebbe venduto tra il 2003 ed il 2005 qualcosa come 12.000.000 (dodici milioni) di PC che presentavano un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondowin.com/blog/wp-content/uploads/2010/07/dell.gif" alt="Dell" align="left" />Se la notizia troverà conferme nelle prossime ore, avrà di sicuro il sapore dello scandalo. <strong>Dell</strong>, oggi terzo produttore mondiale di personal computer, che in passato ha occupato anche la prima posizione delle classifiche di vendita mondiali, avrebbe venduto tra il 2003 ed il 2005 qualcosa come <strong>12.000.000</strong> (dodici milioni) di PC che presentavano un difetto ad alcuni condensatori presenti sulle piastre madri che avrebbe portato ad un numero di rotture di circa 10 volte sopra la media, arrivando nell&#8217;arco di 3 anni di vita ad un numero di rotture che sfiorava il 100%.</p>
<p>La notizia, se qui ci fermassimo, sarebbe una cattiva pubblicità o anche meno, visto che sono passati 5 anni dalla fine del periodo incriminato e visto che si potrebbe pensare a qualcosa di già visto con altri produttori e che &#8220;può capitare&#8221;.</p>
<p>Non è così. Ciò che rende grave per non dire <strong>scandalosa</strong> la vicenda, è il fatto che <strong>i vertici Dell erano a conoscenza di questo difetto</strong> ed avrebbero dato disposizione ai propri dipendenti di coprire questi avvenimenti e di cercare di far ripercuotere la responsabilità del difetto sugli acquirenti, anzichè richiamare i PC difettosi per una giusta e leggittima sostituzione in garanzia degli elementi guasti o difettosi. Insomma: Silenzio omertoso e speculazione sui consumatori.</p>
<p>La notizia è esplosa oggi come una bomba, visto che si è venuti a conoscenza del fatto che A.I.T., un&#8217;azienda che aveva comprato ben 2000 computer da Dell durante il periodo incriminato, ha denunciato il produttore nel 2007. </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Windows? &#8220;Aggiustalo&#8221; online</title>
		<link>http://www.mondowin.com/blog/2010/04/19/windows-aggiustalo-online/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 17:20:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MondoWin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Microsoft ha presentato un nuovo e interessante tool online che promette agli utenti di analizzare e risolvere i bug ed i problemi legati al vostro sistema, purché esso utilizzi Windows. Microsoft Fix it Center Online è rilasciato in versione beta ed è già disponibile per chi lo vorrà provare a questo indirizzo. La promessa che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.arstechnica.com/microsoft_fix_it_small.png" alt="Microsoft Fix It Online" align="left" style="margin:5px;" /><strong>Microsoft</strong> ha presentato un nuovo e interessante tool online che promette agli utenti di analizzare e risolvere i bug ed i problemi legati al vostro sistema, purché esso utilizzi <strong>Windows</strong>.</p>
<p><strong>Microsoft Fix it Center Online</strong> è rilasciato in versione <strong>beta</strong> ed è già disponibile per chi lo vorrà provare a <a href="http://fixitcenter.support.microsoft.com/Portal/" target="_blank">questo indirizzo</a>. La promessa che il tool online si propone è ambizioza: riconoscere e correggere bug e anomalie di funzionamento del vostro sistema, proponendovi di intervenire e di risolvere il problema automaticamente.</p>
<p>Al momento, almeno secondo quanto dichiarato da Microsoft, lo strumento è già in grado di identificare e risolvere più di <strong>300 bug</strong> relativi al sistema operativo stesso, ai driver di periferica o a programmi vari.</p>
<p>Il funzionamento è semplice: Dopo una scansione del sistema, il tool sarà in grado di fornire un report sui difetti riconosciuti, per poi proporvi, come già accennato, di risolverli al posto vostro, provvedendo ad installare eventuali patch, o a modificare opzioni di Windows non propriamente configurate al meglio e cose del genere. In alternativa, lo strumento può limitarsi a suggerire una serie di azioni che poi l&#8217;utente potrà decidere di compiere autonomamente o meno.</p>
<p>Non si tratta tuttavia di uno strumento completamente nuovo: Gli utenti di <strong>Windows Seven</strong> probabilmente si renderanno conto di aver avuto già a che fare con questa serie di strumenti diagnostici, tuttavia in questa nuova incarnazione il tool di Microsoft può essere usato anche da utenti di <strong>Windows XP</strong>, <strong>Windows Vista</strong> e <strong>Windows Server 2003</strong>, <strong>2008</strong> e <strong>2008 R2</strong>.</p>
<p>Vi segnaliamo infine che l&#8217;uso del software prevede la creazione di un <strong>profilo</strong> (la cui creazione fa parte del processo di installazione) sul portale Fix It, che raccoglierà in un <strong>database</strong> sempre a vostra disposizione i dati sulla vostra configurazione hardware e software di sistema. L&#8217;uso di una login permette al sistema di identificarvi e vi consentirà di creare un unico profilo per tutti i PC che vorrete inserirvi.</p>
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		<title>Utenti Windows: Attenti a Java!</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 10:19:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MondoWin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo alcuni ricercatori informatici, JWFS (un framework integrato in Java per facilitare lo sviluppo delle applicazioni), conterrebbe una grave falla che metterebbe a repentaglio la sicurezza di tutti i sistemi Windows. Il meccanismo è quello dell&#8217;esecuzione di codice arbitrario sulla macchina locale, sfruttando una pagina web scritta appositamente, sulla quale un utente ignaro che si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ivyfabry.com/Immagini/javaSun.jpg" alt="grave falla scoperta in Java" align="left" style="margin:5px;" />Secondo alcuni ricercatori informatici, <strong>JWFS</strong> (un framework integrato in <strong>Java</strong> per facilitare lo sviluppo delle applicazioni), conterrebbe una grave falla che metterebbe a repentaglio la sicurezza di <strong>tutti i sistemi Windows</strong>.</p>
<p>Il meccanismo è quello dell&#8217;esecuzione di <strong>codice arbitrario</strong> sulla macchina locale, sfruttando una pagina web scritta appositamente, sulla quale un utente ignaro che si rechi eseguirebbe le istruzioni nascoste che scatenerebbero poi la reazione sul proprio PC.</p>
<p>La vulnerabilità individuata risiede nel plug-in di Java per Windows e per questo motivo tutti i browser e le piattaforme hardware ne sono affette, a prescindere dalla versione del sistema operativo o altro parametro discriminante.</p>
<p><strong>Sun</strong>, casa madre di Java, è già informata del grave problema e sta lavorando ad una soluzione, tuttavia al momento non esistono ancora dei fix specifici.</p>
<p><strong>Symantec</strong> fornisce comunque dei suggerimenti di carattere generale per tamponare il rischio a <a href="http://www.symantec.com/security_response/threatcon/index.jsp" target="_blank">questo indirizzo</a>, inoltre analizzando la vulnerabilità dichiara improbabile un problema analogo anche su macchine basate su sistemi operativi Linux o Unix.</p>
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		<title>Vorreste provare Windows 7 Enterprise?</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Apr 2010 11:22:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MondoWin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non ci sono problemi! Anche se la versione Enterprise del nuovo Windows è pensata essenzialmente per le aziende e da Redmond sconsigliano vivamente agli utenti domestici il suo utilizzo, la possibilità di scaricare una versione demo pienamente funzionante per 90 giorni di Windows 7 Enterprise è libera per tutti. Basta scaricare la ISO dal sito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.hardwarecanucks.com/wp-content/uploads/windows-7-box-art-254x300.png" alt="Windows 7 boxes" style="margin:5px"; align="left"/>Non ci sono problemi! Anche se la versione <strong>Enterprise</strong> del nuovo <strong>Windows</strong> è pensata essenzialmente per le aziende e da Redmond sconsigliano vivamente agli utenti domestici il suo utilizzo, la possibilità di scaricare una versione <strong>demo</strong> pienamente funzionante per 90 giorni di <strong>Windows 7 Enterprise</strong> è libera per tutti.</p>
<p>Basta scaricare la <strong>ISO</strong> dal sito ufficiale, non serve far richiesta di nessun seriale, ma sappiate che allo scoccare del novantesimo giorno, se non acquisterete una licenza (o se, in alternativa, non lo disinstallerete) il vostro sistema comincerà a riavviarsi una volta ogni ora, puntuale come un orologio svizzero.<br />
Se volete saperne di più, non vi resta che seguire <a href="http://technet.microsoft.com/en-us/evalcenter/cc442495.aspx" target="_blank">questo link</a> che vi indirizzerà direttamente alla pagina della <strong>TechNet Microsoft</strong> che spiega a chi si rivolge il programma di demo e che vi permetterà di scaricare liberamente la ISO multilingua (inglese, francese, tedesco, spagnolo e giapponese&#8230; quei &#8220;piratoni&#8221; degli italiani non se la meritano).<br />
Malgrado al momento non sia possibile scaricare una ISO in lingua italiana, se volete regionalizzare la vostra demo, sarà sufficiente dovrete scaricare ed installare l&#8217;apposito <strong>language pack</strong> dal sito della Microsoft, ed applicarlo dopo aver installato <strong>Seven</strong>.</p>
<p>Ricordate inoltre che dovrete scegliere la versione adatta alla vostra CPU, a 32 o 64 bit.</p>
<p>I<strong> requisiti minimi</strong> indicati da Microsoft per installare <strong>Windows Seven Enterprise</strong> sono i seguenti:</p>
<p>* Processore a 32 bit (x86) o 64 bit (x64) da 1 GHz o superiore<br />
* 1 GB di RAM (versione a 32 bit) / 2 GB di RAM (versione a 64 bit)<br />
* 16 GB di spazio disponibile sul disco (versione a 32 bit) / 20 GB (versione a 64 bit)<br />
* Processore grafico DirectX 9 con driver WDDM 1.0 o superiore<br />
* Unità compatibile con DVD<br />
* Accesso a Internet</p>
<p>Noi non possiamo che consigliare comunque un maggiore quantitativo di RAM, ovvero 2GB per la versione 32 bit e 4 GB per quella a 64.</p>
<p>Buon &#8220;trial&#8221; e buona Pasqua a tutti, dallo staff di MondoWin&#8230;e se tra 90 giorni il vostro PC comincerà a riavviarsi come in preda al più bastardo dei virus, non dite che non vi avevamo avvisato!</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.pctuner.net/news/13443/Windows-7-Enterprise-in-demo-per-90-giorni/" target="_blank">PCTuner</a></p>
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		<title>Microsoft parla del primo Service Pack per 7 e 2008 R2</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 08:59:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MondoWin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cominciano ad arrivare da Redmond le prime notizie ufficiali relative al prossimo rilascio del primo service pack per Windows 7. Microsoft ha infatti spiegato che Service Pack 1 per Windows 7 sarà essenzialmente un archivio cumulativo di patch e non presenterà elementi di particolare innovazione al sistema operativo (di persè già molto valido e stabile), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.redmondpie.com/wp-content/uploads/2008/12/windows7widescreen.png" alt="Windows 7" style="margin:5px;" align="left" width="250" />Cominciano ad arrivare da Redmond le prime notizie ufficiali relative al prossimo rilascio del primo <strong>service pack per Windows 7</strong>.</p>
<p><strong>Microsoft</strong> ha infatti spiegato che <strong>Service Pack 1</strong> per Windows 7 sarà essenzialmente un archivio cumulativo di patch e non presenterà elementi di particolare innovazione al sistema operativo (di persè già molto valido e stabile), ma soltanto poche innovazioni secondarie, come ad esempio il client per Desktop Remoto aggiornato che si avvantaggerà di <strong>RemoteFX</strong>, una nuova caratteristica che sarà integrata parallelamente su Windows Server 2008 R2 SP1. RemoteFX è una tecnologia che Microsoft ha ereditato acquisendo Calista Technologies e che sostanzialmente permetterà agli utenti di usufruire delle funzionalità grafiche avanzate come quelle di Aero anche quando si collegano in remoto al sistema tramite il client RDesktop. Anche l&#8217;esperienza d&#8217;uso remoto di applicazioni OpenGL o Silverlight sarà migliorata.</p>
<p>Sul fronte relativo alla service pack 1 per <strong>Windows Server 2008 R2</strong> ci sono invece notizie più interessanti: in particolare si parla della nuova funzione denominata <strong>Dynamic Memory</strong> che, come il nome suggerisce, ermetterà di aumentare o diminuire dinamicamente la memoria allocata alle macchine virtuali a seconda del carico di lavoro.</p>
<p>A questo punto la domanda di rigore è &#8220;quando verranno rilasciati questi service pack?&#8221;. Al momento non c&#8217;è una risposta ufficiale, ma secondo il classici ben informati, al momento i due pacchetti dovrebbero essere nella fase di pre-beta e potrebbero quindi vedere la luce <strong>dopo l&#8217;estate</strong>.</p>
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