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	<title>MondoWin.com &#187; Internet</title>
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	<description>Blogzine su informatica e tecnologia.</description>
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		<title>ICANN e le chiavi di Internet</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 10:50:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MondoWin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ICANN è l&#8217;organismo internazionale che di fatto controlla Internet, tra i suoi compiti c&#8217;è quindi garantire la sicurezza del web, quale strumento di massa che ha un ruolo chiave nelle comunicazioni e sulla sicurezza mondiale. Per garantire la maggior sicurezza possibile ICANN ha deciso di suddividere in 7 parti (consegnate ad altrettanti super-esperti di IT [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondowin.com/blog/wp-content/uploads/2010/07/icann.jpg" alt="ICANN ovvero Internet Corporation for Assigned Names and Numbers" title="icann" width="250" height="250" class="alignleft size-full wp-image-913" /><strong>ICANN</strong> è l&#8217;organismo internazionale che di fatto controlla Internet, tra i suoi compiti c&#8217;è quindi garantire la sicurezza del web, quale strumento di massa che ha un ruolo chiave nelle comunicazioni e sulla sicurezza mondiale.<br />
Per garantire la maggior sicurezza possibile ICANN ha deciso di suddividere in 7 parti (consegnate ad altrettanti super-esperti di IT sparsi per il mondo), <strong>il più importante codice di sicurezza del web</strong>.</p>
<p>A cosa servono questo codice e questa misura di sicurezza da film? Immaginiamo uno scenario apocalittico (in ottica informatica intendo) in cui degli hacker (o dei terroristi, scenario tanto amato dalla CIA) riescano ad accedere in maniera completa ai root server che controllano il <strong>sistema DNS</strong> alla base del funzionamento di Internet, quei server cioè in grado di tradurre tutte le richieste di siti web in altrettanti indirizzi IP sparsi nel mondo e di instradarle correttamente. Sarebbe necessario e inevitabile quello che in gergo si chiama <em>restart della root zone</em>, un&#8217;operazione chiave che come chiunque potrà immaginare non può essere fatta da un addetto qualunque. E&#8217; una responsabilità critica, e si tratta di una manovra che, se compiuta arbitrariamente, può istantaneamente fermare Internet a livello mondiale.</p>
<p>Ecco quindi l&#8217;idea di ICANN: Realizzare un codice d&#8217;accesso all&#8217;operazione, per poi suddividerlo in 7 parti, ognuna delle quali è stata consegnata ad un esperto di sicurezza di fama mondiale. Sono persone chiaramente selezionate con estrma cura, di nazionalità differente: Cina, Canada, Burkina Faso, Repubblica Ceca, Regno Unito, Trinidad e Tobago e, chiaramente, Stati Uniti. Insomma sono distribuite ai 4 angoli del mondo. Ed in caso di necessità, ovvero se si dovrà mai compiere un reboot, almeno 5 di loro dovranno raggiungere il quartier generale dell&#8217;ICANN negli Stati Uniti e da lì compiere la procedura, coadiuvati da un team addetto alla crittografia, al backup ed al ripristino delle chiavi, i quali assicureranno che le operazioni vadano a buon fine anche in caso di imprevisti.</p>
<p>Questo progetto di sicurezza voluto da ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers), si basa sull&#8217;applicazione del protocollo <strong>DNSSEC</strong> (Domain Name System Security Extensions) disegnato per proteggere la rete, verificando la correttezza delle informazioni fornite dai sistemi DNS e segnalando eventuali anomalie.</p>
<p>Ad oggi hanno aderito a questo nuovo protocollo di sicurezza gli enti preposti al controllo ed alla gestione delle estensioni di dominio <strong>.org e .uk</strong>, ma si auspica che quanto prima tutte le altre root applichino questa policy di sicurezza, a cominciare dal <strong>.com</strong>, estensione largamente più diffusa sul web.</p>
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		<title>Yahoo Japan preferisce Google</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 08:57:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>doomboy</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<strong>Yahoo!</strong>è in <strong>Giappone</strong> il motore di ricerca di gran lunga più utilizzato dagli utenti, con un market-share del <strong>57%</strong>, seguito da Google con il <strong>30%</strong>. Bing, il motore di Microsoft ha un modestissimo <strong>3%</strong> di [..]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondowin.com/blog/wp-content/uploads/2010/07/yahoo_japan.jpg" alt="Yahoo in Giappone preferisce Google a Bing" title="yahoo_japan" width="250" height="250" class="alignleft size-full wp-image-886" /><strong>Yahoo!</strong> è in <strong>Giappone</strong> il motore di ricerca di gran lunga più utilizzato dagli utenti, con un market-share del <strong>57%</strong>, seguito da Google con il <strong>30%</strong>. Bing, il motore di Microsoft ha un modestissimo <strong>3%</strong> di utenza.</p>
<p>Questo spiega inequivocabilmente come mai i vertici di Yahoo! Japan preferiscano rinunciare alla ormai nota partnership globale con <strong>Microsoft</strong>, limitatamente al mercato giapponese, dove alleandosi con Google potranno raggiungere lo stupefacente tetto del <strong>90%</strong> del mercato delle ricerche.<br />
Se questi motivi, già squisitamente strategici non bastassero a convincere, c&#8217;è un secondo aspetto: Il maggior azionista di Yhaoo! Japan non è Yahoo! Inc. bensì la giapponese <strong>Softbank</strong>, che detiene una quota azionaria del 40% contro il 35% della casa madre. Perciò il consiglio d&#8217;amministrazione è ovviamente tenuto a tutelare gli interessi degli investitori di riferimento, anche se per farlo ritiene necessario bypassare delle partnership consolidate come quella che vede Bing come motore di ricerca integrato da ormai un anno nelle versioni mondiali di Yahoo!. </p>
<p>Insomma, l&#8217;operazione fa contenta Yahoo! Inc. che si trova ad essere monopolista di un enorme mercato e fa contenti anche i vertici di Google che così finalmente riusciranno a sfondare in Giappone, cosa mai riuscita prima.</p>
<p>Ovviamente chi ne paga lo scotto e non sembra volerci stare è Microsoft, che di Google è avversaria diretta a livello mondiale e che ovviamente non può accettare questo smacco. Poco importa che l&#8217;antitrust nipponico abbia già dato il via libera all&#8217;operazione, da Redmond dicono no! Lo fa in particolare uno dei vice presidenti esecutivi di Microsoft, <strong>Brad Smith</strong>, secondo cui &#8220;<em>Questo accordo è ancora più anti competitivo di quello tra Google e Yahoo! negli Stati Uniti e in Canada</em>&#8221; (e che all&#8217;epoca fu ritenuto illegale dal Department of Justice americano, ndr). Per Smith, non si può monopolizzare il 90% del mercato, mettendolo in mano ad un solo player. Se si aggiunge che Google controlla già più della metà del mercato dell&#8217;advertising digitale in Giappone, ciò basterebbe a capire, sempre secondo Smith, che si tratta di un monopolio di fatto da stroncare sul nascere.</p>
<p>Personalmente trovo strano questo tipo di discorso, specie se proviene dai vertici di un&#8217;azienda che monopolizza a livello globale e non solo locale un altro settore strategico dell&#8217;informatica, come quello dei sistemi operativi. L&#8217;antiturst giapponese comunque respinge al mittente ogni lamentela, chiosando ricordando come nei termini dell&#8217;accordo ci sia una sezione che evidenzia la separazione delle attività di business di Yahoo! Japan e Google e come inoltre sia prevista una divisione delle entrate derivanti dalla visualizzazione dell&#8217;advertising relativo alle ricerche.</p>
<p>Vedremo come si svilupperà la vicenda, perché di sicuro Microsoft non si fermerà qui e ci potranno essere ulteriori colpi di scena e qualche terremoto&#8230; del resto non c&#8217;è da preoccuparsi, i giapponesi la sanno lunga in materia di sismi e perciò sapranno mettersi al riparo sotto le giuste scrivanie.</p>
<p>Per adesso il punto lo ha segnato Google, vediamo se avrà giocato la palla del match-point o se vedremo un tie-break!</p>
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		<title>IBM promuove Firefox</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 12:28:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MondoWin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questo periodo in cui la &#8220;browser war&#8221; è quanto mai accesa scende in campo indirettamente anche IBM e dice la sua in maniera tutt&#8217;altro che trascurabile, comunicando di aver scelto come browser ufficiale per le necessità aziendali proprio Firefox. La scelta è significativa a livello di immagine per due motivi: Il primo è il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="Mozilla Firefox scelto da IBM come browser ufficiale" src="http://www.mondowin.com/blog/wp-content/uploads/2010/07/firefox.jpg" class="alignleft" width="250" height="250" />In questo periodo in cui la &#8220;browser war&#8221; è quanto mai accesa scende in campo indirettamente anche <strong>IBM</strong> e dice la sua in maniera tutt&#8217;altro che trascurabile, comunicando di aver scelto come browser ufficiale per le necessità aziendali proprio <strong>Firefox</strong>.</p>
<p>La scelta è significativa a livello di immagine per due motivi: Il primo è il brand, IBM che ti appoggia è un biglietto da visita prestigioso. Il secondo è numerico: IBM ha almeno 40.000 postazioni nel mondo, un numero importante a livello di marketing, sopratutto se si pensa che installare Firefox non sarà facoltativo per i dipendenti. L&#8217;applicativo, inquanto standard aziendale, sarà installato in maniera &#8220;coatta&#8221; su tutti i client, tanto che IBM formerà i dipenti sul suo utilizzo, baserà su Firefox lo sviluppo delle proprie soluzioni cloud interne e incoraggerà i propri fornitori e partner tecnologici a fare altrettanto.</p>
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		<title>HTML 5 ucciderà Flash. Lo dice il mondo del porno!</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 13:01:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MondoWin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Probabilmente si sta scrivendo il requiem per Flash, cosa che sicuramente non farà dormire sogni tranquilli ai massimi dirigenti di Adobe nonché a molti designer del web che grazie a Flash hanno avuto tante soddisfazioni. Ciò che potrebbe stupire di questa notizia è il fatto che tale possibile epilogo non dipende tanto dalle scelte di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="HTML 5.0" src="http://www.mondowin.com/blog/wp-content/uploads/2010/07/html5.jpg" class="alignleft" width="200" height="200" />Probabilmente si sta scrivendo il <strong>requiem per Flash</strong>, cosa che sicuramente non farà dormire sogni tranquilli ai massimi dirigenti di <strong>Adobe</strong> nonché a molti designer del web che grazie a Flash hanno avuto tante soddisfazioni.</p>
<p>Ciò che potrebbe stupire di questa notizia è il fatto che tale possibile epilogo non dipende tanto dalle scelte di Apple, che con IOS 4 non supporterà mai Flash, ma da quelle verso cui si sta muovendo la potente industria americana del <strong>porno</strong>.<br />
Si, avete capito bene, l&#8217;industria di film e servizi per adulti ha deciso di spingere verso un massiccio uso di html a discapito della piattaforma fin&#8217;ora indiscussa leader di mercato. </p>
<p>La notizia così espressa potrebbe sembrare ridicola, ma non è così, l&#8217;industria del porno ha sempre avuto una fortissima influenza sull&#8217;affermazione degli standard video, fin dagli albori dell&#8217;home video. Tanto per citare due esempi pratici, l&#8217;industria del porno, scegliendo di dare il proprio supporto ad un formato rispetto ai concorrenti, ha sancito la vittoria prima della videocassetta VHS a scapito del formato Beta e poi del Blueray Disc contro HDDVD.</p>
<p>Niente di più probabile quindi che anche nella lotta tra Flash e html 5 il mercato alla fine penda nella direzione scelta dai produttori di film hard. Potrebbe sembrare insensato o si potrebbe obbiettare che fino ad oggi troppi soldi sono stati investiti nella tecnologia Adobe per pensare di cambiare, ed oltretutto va ricordato che Flash include una tecnologia che permette di <strong>proteggere i contenuti</strong> streaming diffusi via web, cosa che con il rivale html 5, con il tag &#8220;video&#8221; almeno per ora non si può fare.<br />
<img alt="Pornhub" src="http://www.webforge.it/image-srv/pornhub.jpg" class="alignright" width="150" height="150" />L&#8217;obiezione sarebbe sensata ed è fin troppo lecita. Però la storia ci viene in contro per spiegarci che in questo ambito le scelte del mercato non sono mai state le più giuste dal punto di vista tecnico. Nella lotta tra formato VHS e Beta, ha influito per esempio l&#8217;allora enorme potenza commerciale di Philips che ha spinto la VHS nel mercato porno, malgrado il formato Beta di Sony fosse inequivocabilmente migliore dal punto di vista tecnico. Nella lotta tra Blueray e HDDVD c&#8217;erano pro e contro in entrambi i formati, ma alla fine ha vinto quello supportato dalla Playstation, che garantiva a chi volesse diffondere i propri contenuti video su un nuovo formato, una potenziale base di lettori maggiore presente nelle case.<br />
Perciò, grazie alla sponsorizzazione di realtà che della comunicazione fanno un vanto, come Apple, pensare che html riceva la giusta spinta (ed il mondo del porno le giuste sovvenzioni) non è una teoria inverosimile, anzi diventa quanto mai concreta.</p>
<p>Ci vorranno un paio d&#8217;anni per capire dove andrà il mercato, ma il segnale è chiaro. I giganti del web (Youtube in primis) puntano molto al vantaggio di liberarsi di piattaforme proprietarie e stanno già preparando versioni ibride dei loro portali. Questo la dice lunga&#8230;</p>
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		<title>Twitter: Tra novità e guai tecnici&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 10:38:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MondoWin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questi giorni Twitter, la nota piattaforma di microblogging superata in popolarità ed accessi solo da Facebook, sta attraversando un momento un po difficile. Il problema è dato da una serie di difficoltà squisitamente tecniche. Specie dall&#8217;inizio dei mondiali di calcio infatti, i server di Twitter non reggono il carico di utenti, specie negli orari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondowin.com/blog/wp-content/uploads/2010/07/mage-srv/twitter.jpg" alt="Twitter ha problemi di performance" align="left" style="margin:5px;" />In questi giorni <strong>Twitter</strong>, la nota piattaforma di <strong>microblogging</strong> superata in popolarità ed accessi solo da Facebook, sta attraversando un momento un po difficile. Il problema è dato da una serie di difficoltà squisitamente tecniche. Specie dall&#8217;inizio dei mondiali di calcio infatti, i server di Twitter non reggono il carico di utenti, specie negli orari di punta e durante i match del mondiale. </p>
<p>Il problema è appunto di natura tecnica: L&#8217;infrastruttura di server e rete che eroga Twitter sarebbe insufficiente. Inoltre nelle scorse settimane i tecnici ci hanno messo &#8220;il carico&#8221; anche loro, consentitemi la ripetizione, inanellando una serie di pasticci nel tentativo di migliorare le performance. </p>
<p>I responsabili fanno sapere di aver pianificato una serie di azioni a lungo termine che dovrebbero risolvere il problema, ma che nel frattempo stanno cercando di mettere in atto degli interventi in tempo reale per ottimizzare le performance o quanto meno ridurre i disagi degli utenti.</p>
<p>Tutto questo genera però una serie di domande tra gli esperti del settore, specie visto che Twitter è ancora una startup con grandi potenzialità sulla carta, ma senza un modello di business concreto: Gli ingegneri non sarebbero dovuti essere in grado di prevedere e prevenire questi problemi? Il traffico è la principale fonte di guadagno, ma anche di potenziali problemi per un sito di quel tipo e non saper gestire situazioni fuori dall&#8217;ordinario è senza dubbio un cattivo indice&#8230;</p>
<p>Comunque, forse anche per salvare un po la faccia, ed anche per cominciare a fare cassa con qualche novità, Twitter ha presentato in queste ore i <strong>Trending Topics</strong>, il primo esempio di questa forma di pubblcità che ora spiegheremo sarà proposto da <strong>Disney</strong>, che userà Twitter per promuovere <strong>Toy Story 3</strong>, in uscita quest&#8217;estate.</p>
<p>Ecco spiegato di cosa si tratta: Gli inserzionisti che vorranno promuovere un prodotto o un servizio attraverso i Trending Topic di Twitter,  potranno creare un topic ad hoc che verrà sempre visualizzato nei risultati delle ricerche e negli account sotto la voce che in italiano è tradotta con <em>“Popolari Worldwide”</em>. Il topic permette di visualizzare cosa dicono gli utenti riguardo al prodotto o servizio oggetto della campagna pubblicitaria. Cliccando inoltre sul Trending Topic è possibile visualizzare un cosidetto <em>“Promoted Tweet”</em> con un link esterno al prodotto pubblicizzato.</p>
<p>L&#8217;idea non sembra malvagia, non abbiamo tuttavia idea degli attuali costi per promuoversi in questo modo, anche perché la modalità di pubblicità appena proposta da Twitter è effettivamente in fase di test. Aspettiamo gli esiti della campagna Disney e forse ne sapremo di più.</p>
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		<title>Riciclaggio: Nei guai i vertici di Fastweb, ma non solo</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 07:37:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MondoWin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un vero e proprio terremoto ha scosso ieri l&#8217;Italia delle TLC: I vertici di Fastweb, tra cui il fondatore ed ex Amministratore Delegato Silvio Scaglia, che al momento risulterebbe irreperibile, ma che dall&#8217;estero fa sapere di essere pronto a farsi interrogare sono indagati dalla magistratura. L&#8217;accusa è di truffa sull&#8217;IVA e riciclaggio, in combutta con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.sostariffe.it/news/wp-content/uploads/2010/02/silvio-scaglia-fastweb.jpg" alt="Silvio Scaglia " align="left" style="margin:5px;" />Un vero e proprio terremoto ha scosso ieri l&#8217;Italia delle <strong>TLC</strong>: I vertici di <strong>Fastweb</strong>, tra cui il fondatore ed ex Amministratore Delegato <strong>Silvio Scaglia</strong>, che al momento risulterebbe irreperibile, ma che dall&#8217;estero fa sapere di essere pronto a farsi interrogare sono indagati dalla magistratura. L&#8217;accusa è di <strong>truffa sull&#8217;IVA e riciclaggio</strong>, in combutta con la<strong> &#8216;Ndrangheta</strong>.</p>
<p>Secondo gli inquirenti lo schema è il seguente: sarebbe stata strutturata un&#8217;associazione a delinquere che ha utilizzato Telecom Italia Sparkle (del gruppo Telecom Italia) e Fastweb, società per altro quotate in Borsa, per frodare il Fisco di 370 milioni di Euro e, controllando un enorme flusso di denaro -oltre 2,2 miliardi di Euro- ha generato fondi neri ed accumulato patrimoni all&#8217;estero. In parte questi soldi sarebbero finiti direttamente nelle casse della &#8216;Ndrangheta, in particolare al clan Arena, che li avrebbe poi utilizzati, tra le altre attività illecite, anche per organizzare l&#8217;elezione del senatore del Pdl <strong>Nicola Paolo Di Girolamo</strong>.<br />
Questo lo schema ipotizzato dal giudice per le indagini preliminari, Aldo Morgigni che ha emesso 52 ordinanze di custodia cautelare verso altrettanti soggetti e 4 richieste di arresti domiciliari, su richiesta dei pm Giovanni Bombardieri, Giovanni Di Leo e Francesca Passaniti.</p>
<p>Anche se il nome &#8220;di richiamo&#8221; sembrerebbe quello di Scaglia, in realtà i principali organizzatori della maxi truffa sarebbero due altri personaggi: Carlo Focarelli, che ha costituito e gestito le società fittizie, le cosiddette &#8220;cartiere&#8221; che avevano il compito di interfacciarsi con Telecom Italia Sparkle e Fastweb, che fungevano da facciata pulita della truffa, e Gennaro Mokbel, che avrebbe pilotato la parte oscura, quella offshore, che permetteva di far sparire i soldi all&#8217;estero, per lo più verso i classici paradisi fiscali nonchè, in parte, nelle mani della &#8216;Ndrangheta. </p>
<p>La potenza dell&#8217;organizzazione emerge nei capi di imputazione: associazione per delinquere trasnazionale pluriaggravata.</p>
<p>Sul piano politico, il Senatore del PdL Di Girolamo dichiara che si tratterebbe di fatti da &#8220;fantascienza&#8221;. Sul piano operativo invece, gli inquirenti hanno chiesto l&#8217;interdizione dell&#8217;attività di Fastweb: l&#8217;udienza si terrà il 2 marzo. Fastweb, che da parte sua <strong>garantisce l&#8217;operatività ai clienti</strong>, si dichiara parte lesa: <em>&#8220;I fatti contestati riguardano una presunta evasione dell&#8217;Iva derivante da attività truffaldine di terzi che si sono avvalsi della rete di Fastweb e di altri operatori di telecomunicazioni&#8221;</em>. Nella nota si aggiunge per altro  che l&#8217;inchiesta riguarda fatti accaduti anni fa, nel periodo 2005-2006, già oggetto di contestazione agli allora indagati e rispetto ai quali la società si ritiene estranea e parte lesa.</p>
<p>Anche per l&#8217;attuale A.D. di Fastweb, Stefano Parisi si ipotizzerebbe il reato di associazione per delinquere e dichiarazione infedele mediante l&#8217;uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, tuttavia quest&#8217;ultimo non è stato colpito da alcun provvedimento restrittivo.</p>
<p>Pesanti le parole del Giudice per le Indagini Preliminari, secondo il quale ci troviamo difronte ad <em>&#8220;una delle più colossali frodi poste in essere nella storia nazionale&#8221;</em>. Nell&#8217;ordinanza emessa nelle scorse ore, il magistrato arriva a questa conclusione valutando <em>&#8220;l&#8217;eccezionale entità del danno arrecato allo Stato, la sistematicità delle condotte, la loro protrazione negli anmi e la qualità di primari operatori di borsa e mercato di Fastweb e Sparkle&#8221;</em>.</p>
<p>Fonti:</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2010/02/24/news/inchiesta_fastweb_verbali-2408307/" target="_blank">Repubblica.it</a><br />
<a href="http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo474705.shtml" target="_blank">TgCom.it</a></p>
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		<title>Ecco perché iPad ed iPhone non supportano Flash?</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 08:49:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MondoWin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
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		<category><![CDATA[Adobe]]></category>
		<category><![CDATA[CPU hag]]></category>
		<category><![CDATA[Flash]]></category>
		<category><![CDATA[Flash developer]]></category>
		<category><![CDATA[hover]]></category>
		<category><![CDATA[iPad]]></category>
		<category><![CDATA[Iphone]]></category>
		<category><![CDATA[iPod touch]]></category>
		<category><![CDATA[Morgan Adams]]></category>
		<category><![CDATA[mouse]]></category>
		<category><![CDATA[mouse over]]></category>
		<category><![CDATA[touchscreen]]></category>

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		<description><![CDATA[Fin dall&#8217;uscita sul mercato dei primi iPhone, molti appassionati e sviluppatori si sono posti la domanda: &#8220;perchè questo gioiello tecnologico non supporta Flash&#8221;? Tale quesito è rimasto più o meno senza una risposta, al massimo abbiamo assistito ad una sequela di speculazioni più o meno smentite dalle varie parti in causa (Adobe ed Apple). La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin: 5px;" src="http://www.techdigest.tv/ipad%20flash.jpg" alt="Niente Adobe Flash su iPad" align="left" />Fin dall&#8217;uscita sul mercato dei primi <strong>iPhone</strong>, molti appassionati e sviluppatori si sono posti la domanda: &#8220;perchè questo gioiello tecnologico non supporta Flash&#8221;? Tale quesito è rimasto più o meno senza una risposta, al massimo abbiamo assistito ad una sequela di speculazioni più o meno smentite dalle varie parti in causa (Adobe ed Apple).<br />
La domanda però è tornata di moda dopo la presentazione di <strong>iPad</strong>: iPad non è un telefono cellulare, forse non è neanche un vero tablet PC, ma essendo un device &#8220;mid&#8221; che dovrebbe entrare nel segmento oggi occupato da tablet pc e netbook, ed essendo orientato principalmente ad un uso orientato al web, il fatto che quest&#8217;ultimo prodotto Apple non supportasse anch&#8217;esso Flash ha scatenato malumore, polemiche ed ha rinnovato la domanda: <strong>Perchè non supporta Flash</strong>?<br />
La risposta laconica di <strong>Cupertino</strong> è stata più o meno che Flash è troppo pesante in termini di uso della CPU, e quindi renderebbe l&#8217;esperienza d&#8217;uso di iPad penalizzante, consumando troppe risorse e rendendo la durata della batteria inferiore alle aspettative. E questo per Apple, che vorrebbe dare il meglio al proprio consumatore, è inaccettabile.</p>
<p>Verosimile? Forse. Ma non vero, almeno secondo <strong>Morgan Adams</strong>, sviluppatore Flash che propone la sua teoria, secondo la quale il vero problema del mancato supporto a Flash sui prodotti Apple è molto più &#8220;pratico&#8221;, la questione è semplice: La quasi totalità dei siti web e delle applicazioni oggi scritte in Flash sono pensate per l&#8217;uso con un normale personal computer e quindi per interagire con l&#8217;utente utilizzano alcune funzioni tipiche del mouse, in particolare quella cosidetta &#8220;on mouse over&#8221; o anche <strong>hover</strong> o <strong>mouseover</strong>. In buona sostanza, tutte quelle funzioni che prevedono il passaggio del puntatore del mouse su un &#8220;oggetto&#8221; di un filmato flash non possono essere gestite tramite un touch screen. Per fare un esempio pratico, anche lo stesso <strong>YouTube</strong> standard non funzionerebbe. Questo renderebbe praticamente inutilizzabili una gran parte dei siti web oggi esistenti, attraverso device tattili e secondo Apple ed Adobe, che pur qualcosa potranno e vorranno fare in futuro, è probabilmente inaccettabile per la maggioranza degli utenti che non si accontenterebbero di una compatibilità a metà o di compromessi. Perciò la scelta è stata quella di intervenire alla radice, rinunciando almeno fino a quando non venga trovata una souzione operativa, alla possibilità di avere contenuti Flash su iPad, iPod e non solo.</p>
<p>E&#8217; probabile che Adams abbia colto nel segno. Ma è davvero possibile che non ci sia una soluzione per aggirare il problema? Un cosidetto &#8220;workaround&#8221; per aggirare l&#8217;ostacolo? Chissà&#8230; ci piace pensare (e non crediamo sia solo filosofia) che sia Adobe che gli altri &#8220;attori&#8221; interessati dal problema ci stiano già lavorando alacremente da tempo&#8230;</p>
<p>Se volete saperne di più,  godetevi il <strong>video</strong> pubblicato dallo stesso Morgan Adams su Youtube:</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/o2xrAAhAsDw&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=en_US&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/o2xrAAhAsDw&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=en_US&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Piano anti digital-divide? Non è una priorità!</title>
		<link>http://www.mondowin.com/blog/2009/11/05/piano-anti-digital-divide-non-e-una-priorita/</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 10:36:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MondoWin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Connettività]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[2 mega]]></category>
		<category><![CDATA[adsl]]></category>
		<category><![CDATA[Broadband]]></category>
		<category><![CDATA[Digital divide]]></category>
		<category><![CDATA[Gianni Letta]]></category>
		<category><![CDATA[Renato Brunetta]]></category>
		<category><![CDATA[Telecom Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi ricordate che pochi mesi fa il Governo aveva trionfalmente esposto i dettagli di un piano del Ministro Brunetta per stanziare 800 milioni di Euro da investire nel broadband, così da portare in ogni casa italiana almeno una adsl da 2 mega? Bene, c&#8217;è la crisi ,quindi quei fondi sono stati congelati al CIPE perché, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi ricordate che pochi mesi fa il Governo aveva trionfalmente esposto i dettagli di un piano del Ministro Brunetta per stanziare <strong>800 milioni di Euro</strong> da investire nel <strong>broadband</strong>, così da portare in ogni casa italiana almeno una adsl da 2 mega? </p>
<p>Bene, c&#8217;è la crisi ,quindi quei fondi sono stati congelati al CIPE perché, secondo le dichiarazioni del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, erano stati stanziati in una fase in cui il paese non era ancora in crisi, mentre adesso le priorità sono mutate. Per Letta, che dichiara come sia opportuno dare priorità a misure quali ammortizzatori sociali ed a stimoli vari all&#8217;occupazione, non ci sarebbe comunque nulla da preoccuparsi in quanto i suddetti 800 milioni non andranno sciupati, nè saranno investiti altrove. Resteranno solo congelati, ed alla fine del momento di crisi generale verranno sbloccati.</p>
<p>C&#8217;è da crederci?</p>
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		<title>Wikipedia cambia filosofia</title>
		<link>http://www.mondowin.com/blog/2009/08/25/wikipedia-cambia-filosofia/</link>
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		<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 10:23:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MondoWin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
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		<category><![CDATA[Wikipedia]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; ufficiale la notizia che dalla prossima revisione Wikipedia perderà parte dei suoi connotati tradizionalmente improntati alla libertà ed alla &#8220;collaboratività&#8221;  infatti, come comunicato dai responsabili di Wikimedia Foundation, presto tutti i testi immessi nella celebre enciclopedia dagli utenti dovranno essere revisionati da uno dei redattori senior prima di poter essere pubblicati. Può sembrare una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://wiki.laptop.org/images/8/8f/Wikipedia-logo.jpg" alt="Wikipedia enciclopedia libera" align="left" style="margin:5px;" />E&#8217; ufficiale la notizia che dalla prossima revisione <strong>Wikipedia perderà parte dei suoi connotati</strong> tradizionalmente improntati alla libertà ed alla &#8220;collaboratività&#8221;  infatti, come comunicato dai responsabili di <strong>Wikimedia Foundation</strong>, presto tutti i testi immessi nella celebre enciclopedia dagli utenti dovranno essere <strong>revisionati</strong> da uno dei redattori senior prima di poter essere pubblicati.</p>
<p>Può sembrare una perdita di libertà, secondo me è piuttosto una presa di coscienza da parte della fondazione che cura il progetto, del fatto che sempre più persone usano quotidianamente Wikipedia e per questo l&#8217;attendibilità di quello che viene scritto deve essere scrupolosamente accertata e garantita. Non si può infatti trascurare un dato: Nei soli USA, Wilkipedia conta circa <strong>60 milioni di utenti</strong> e quindi, come dichiara <strong>Michael Show</strong>, Presidente del CdA di Wikimedia, nonchè Legale: <em>&#8220;Non siamo più al punto di considerare accettabile il lancio di cose sul muro e vedere quali rimangano attaccate. [..]In passato forse la comunità era più disattenta nei confronti delle inesattezze o degli errori, magari per semplici fraintendimenti o perché qualche autore aveva un&#8217;ascia da agitare. Adesso però c&#8217;è meno tolleranza per questa sorta di problematiche&#8221;</em></p>
<p>E&#8217; chiaro che questa decisione porrà alcuni utenti nella condizione di sentirsi declassati, visto che non tutti coloro che collaborano liberamente al progetto potranno diventare dei veri e propri &#8220;redattori&#8221; e quindi ciò che scriveranno resterà al vaglio di qualcuno &#8220;al di sopra di loro&#8221;, ma sicuramente questo passaggio rappresenta una coerente ed appropriata presa di coscienza da parte dei vertici di Wikipedia. Uno strumento come questo è potente, è fondamentale che resti libero ed accessibile a tutti, ma non per questo deve rimanere vittima di strumentalizzazioni (dolose o colpose che siano, in buona o cattiva fede non importa) a causa di una filosofia che purtroppo rappresenta un <strong>macroscopico punto debole</strong>! Alzi la mano infatti chi di voi non ha mai riscontrato inesattezze più o meno gravi in quello che c&#8217;è scritto su Wikipedia. Come fare per accorgervene? E&#8217; semplice: Leggete non solo di argomenti a voi profani (anche se un&#8217;enciclopedia serve principalmente a renderci eruditi su ciò che non sappiamo), piuttosto soffermatevi a cercare pagine che trattino temi a voi cari e ben noti e potrete scoprire una vasta serie di approssimazioni, inesattezze o quant&#8217;altro, che quando leggete di cose a voi ignote non potete certo notare.</p>
<p>Insomma: Viva Wikipedia, ma attenti a non ritenere che quello che c&#8217;è scritto sia per forza giusto, anche perché, almeno fino ad oggi, nessuno ha potuto garantirvelo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Solo chiacchiere inutili su Twitter?</title>
		<link>http://www.mondowin.com/blog/2009/08/18/solo-chiacchiere-inutili-su-twitter/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Aug 2009 14:36:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MondoWin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Siti Web]]></category>
		<category><![CDATA[Social networks]]></category>
		<category><![CDATA[inutile]]></category>
		<category><![CDATA[microblog]]></category>
		<category><![CDATA[microblogging]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Twitter è un celebre sito che si pone a metà tra il microblogging ed il social network. In pratica, per chi non lo conoscesse, attraverso Twitter ogni utente può lasciare &#8220;traccia&#8221; del proprio passaggio, tutte le volte che vuole, scrivendo piccoli messaggi, tutti di massimo 140 caratteri, insomma quasi come su un sms. Questi messaggi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.latinonutrition.org/twitter-logo_000.jpeg" alt="Twitter" align="left" style="margin:5px;"/><strong>Twitter</strong> è un celebre sito che si pone a metà tra il <strong>microblogging</strong> ed il social network. In pratica, per chi non lo conoscesse, attraverso Twitter ogni utente può lasciare &#8220;traccia&#8221; del proprio passaggio, tutte le volte che vuole, scrivendo piccoli messaggi, tutti di massimo <strong>140 caratteri</strong>, insomma quasi come su un <strong>sms</strong>. Questi messaggi vengono poi mostrati pubblicamente a tutti gli utenti della community e possono essere inoltre inseriti sul proprio blog, sito web ecc. attraverso svariati widgets.</p>
<p>Secondo la società di analisi di mercato texana <strong>Pear Analytics</strong> che ha analizzato un campione di 2.000 messaggi pubblicati dagli utenti di Twitter, ben il 40% di essi sarebbero &#8220;chiacchiere inutili&#8221; prive di alcun valore divulgativo.</p>
<p>Questa notizia ha fatto il giro delle maggiori testate internazionali dedicate ad Internet, ma a me che Twitter lo uso spesso ha fatto un po storcere il naso, non perché sia infondata, quanto per il fatto che sia una &#8220;non notizia&#8221;. Sicuramente è vero che buona parte dei messaggi lasciati su Twitter dagli utenti siano chiacchiere prive di particolare peso divulgativo o antropologico, ma cosa ci sarebbe di strano in questo? In cosa differirebbe l&#8217;uso che fanno gli utenti di Twitter da quello degli altri social networks più versatili? Ancora, se Twitter è considerato un &#8220;micro blog&#8221;, allora perché se ne critica l&#8217;uso &#8220;frivolo&#8221;? Sbaglio o un blog non è che la trasposizione informatica di un diario? E cosa si scrive in un diario se non i propri pensieri così come vengono? Credo che la semplice filosofia alla base di Twitter sia proprio quella di permettere a chi vuole farlo di comunicare in maniera veloce ed essenziale a tutti gli altri quello che sta facendo, quello che sta pensando, provando, desiderando o altro. Perché tutto questo dovrebbe essere inutile? E, sopratutto, chi ha mai pensato che lo scopo di un sistema di microblogging dovesse essere diverso? E&#8217; vero che d&#8217;estate c&#8217;è penuria di argomenti, ma francamente ritengo che stavolta gli analisti di mercato abbiano preso un grosso abbaglio a criticare così aspramente Twitter.</p>
<p>Voi che ne pensate?</p>
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