Mega multa europea per Intel

maggio 13th, 2009 by MondoWin in Hardware, Legislazione, Marketing, News

La Commissione Europea ha multato Intel per più di un miliardo di euro, precisamente 1,06, attribuendo alla fabbrica americana di semiconduttori pratiche anticoncorrenziali illegali e un abuso di posizione dominante. Le norme europee violate sarebbero contenute nell’ articolo 82 del “EC Treaty antitrust”.

Il comunicato recita: “Per tutto il periodo ottobre 2002-2007 Intel ha avuto una posizione dominante nel mercato mondiale delle CPU (microprocessori) x86, per almeno il 70% della quota di mercato.”
Secondo la Commissione europea, Intel ha fatto ricorso a due specifiche forme di pratiche illegali. In primis, Intel ha praticato sconti totalmente o parzialmente occulti a produttori di computer a patto che le acquistassero la totalità o la quasi totalità dei processori x86 di cui avevano bisogno dalla stessa Intel, sfavorendo così in primis il competitor diretto AMD.

Il comunicato prosegue: “Intel ha effettuato pagamenti diretti in favore di un grande distributore (Ovvero Saturn e Mediaworld.) a condizione che questo vendesse esclusivamente computer dotati di processori x86. Questi sconti e pagamenti hanno effettivamente impedito ai clienti, e, quindi, ai consumatori, di rivolgersi a prodotti alternativi.
[..]Intel ha danneggiato milioni di consumatori europei agendo deliberatamente per tenere i concorrenti fuori dal mercato per i processori da computer per molti anni. Un’infrazione così grave e così sostenuta nel tempo delle regole antitrust Ue non può essere tollerata”.

Microsoft “osservata speciale” dell’antitrust cinese

giugno 22nd, 2008 by MondoWin in Attualità, Marketing, Microsoft, News

L’ente antitrust nazionale è stato inaugurato da poco in Cina, ma quale poteva essere la “prima vittima” se non la tanto controversa Microsoft? Gli ispettori cinesi stanno infatti indagando sulle politiche commerciali adottate in Cina dal “quasi monopolista” USA.
Tutto nasce dalle denunce dei competitor cinesi di Microsoft, a detta dei quali, negli anni, il big di Redomond avrebbe attuato pressoché la stessa strategia anticoncorrenziale precedentemente punita negli Stati Uniti e in Europa, acquisendo slealmente una posizione di “dominio di fatto” sul mercato.
Sotto accusa anche il listino applicato da Microsoft in Cina, dove i listini sono decisamente più alti che negli USA o in Europa.

Microsoft contesta l’ultima multa europea di 899 milioni di Euro

maggio 12th, 2008 by MondoWin in Legislazione, Microsoft, News, Sanzioni

A Redmond non ci stanno, non vogliono proprio pagare la mega multa di 899 milioni di Euro e per questo motivo, l’ufficio legale di Microsoft ha depositato una richiesta di annullamento presso il tribunale di primo grado della Corte di Giustizia Europea.

Si tratta quindi dell’ennesimo braccio di ferro operato da Microsoft nella speranza (nelle scorse vicende sempre risultata vana) di riuscire a far valere le proprie motivazioni e di non pagare la sanzione stabilita dalla Comunità Europea a seguito dell’ennesimo comportamento anticoncorrenziale dell’azienda di Redmond.

Vediamo come nasce la vicenda e come si è generato l’ammontare della maxi multa: Il tribunale di Bruxelles a febbraio ha stabilito che Microsoft ha richiesto “prezzi irragionevoli” per mettere a disposizione dei produttori di software concorrenti l’accesso a certi protocolli server di Windows. Gli 899 milioni di ammenda sono il risultato del trascorrere dei giorni durante i quali Microsoft, dopo la prima sentenza del 2004 e quella definitiva del luglio 2006, ha rifiutato di ridimensionare l’importo delle royalty chieste ai competitor per accedere ai protocolli. Un periodo di 488 giorni, ciascuno dei quali è costato all’azienda di Bill Gates la cifra record di 1,84 milioni di Euro. Il conteggio dei giorni di sanzione va protratto fino all’ottobre 2007.

A Bruxelles tuttavia non sembrano più di tanto turbati dalla contro mossa di Microsoft, c’è da credere che l’obiezione presentata dai legali dell’azienda di Redmond cadranno a breve nel vuoto, ed alla fine, ancora una volta, Microsoft dovrà pagare.