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	<title>MondoWin.com &#187; Digital divide</title>
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	<description>Blogzine su informatica e tecnologia.</description>
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		<title>Piano anti digital-divide? Non è una priorità!</title>
		<link>http://www.mondowin.com/blog/2009/11/05/piano-anti-digital-divide-non-e-una-priorita/</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 10:36:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MondoWin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vi ricordate che pochi mesi fa il Governo aveva trionfalmente esposto i dettagli di un piano del Ministro Brunetta per stanziare 800 milioni di Euro da investire nel broadband, così da portare in ogni casa italiana almeno una adsl da 2 mega? Bene, c&#8217;è la crisi ,quindi quei fondi sono stati congelati al CIPE perché, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi ricordate che pochi mesi fa il Governo aveva trionfalmente esposto i dettagli di un piano del Ministro Brunetta per stanziare <strong>800 milioni di Euro</strong> da investire nel <strong>broadband</strong>, così da portare in ogni casa italiana almeno una adsl da 2 mega? </p>
<p>Bene, c&#8217;è la crisi ,quindi quei fondi sono stati congelati al CIPE perché, secondo le dichiarazioni del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, erano stati stanziati in una fase in cui il paese non era ancora in crisi, mentre adesso le priorità sono mutate. Per Letta, che dichiara come sia opportuno dare priorità a misure quali ammortizzatori sociali ed a stimoli vari all&#8217;occupazione, non ci sarebbe comunque nulla da preoccuparsi in quanto i suddetti 800 milioni non andranno sciupati, nè saranno investiti altrove. Resteranno solo congelati, ed alla fine del momento di crisi generale verranno sbloccati.</p>
<p>C&#8217;è da crederci?</p>
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		<title>1,4 miliardi di Euro per ridurre il digital divide</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2009 07:27:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MondoWin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Paolo Romani, vice ministro dello Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni, ha dichiarato ieri durante un&#8217; audizione alla Camera dei Deputati che nel prossimo triennio sarà compiuto un investimento Pubblico importante per annullare il digital divide. Il vice ministro ha &#8220;promesso&#8221; che sul piatto verrà messo quasi un miliardo e mezzo di Euro. Romani dice [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.storiaradiotv.it/PAOLO%20ROMANI.jpg" alt="Paolo Romani" align="left" style="margin:5px;" /><strong>Paolo Romani</strong>, vice ministro dello Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni, ha dichiarato ieri durante un&#8217; audizione alla Camera dei Deputati che nel prossimo triennio sarà compiuto un investimento Pubblico importante per annullare il digital divide. Il vice ministro ha &#8220;promesso&#8221; che sul piatto verrà messo quasi <strong>un miliardo e mezzo di Euro</strong>.</p>
<p>Romani dice che dal 2012 tutti gli italiani avranno un accesso ad internet di tipo broadband, che varierà da un minimo di 2 megabit ad un massimo di 20 megabit. Tutto questo investendo nella realizzazione di una nuova rete prevalentemente in fibra ottica, con un piano di investimenti in opere civili pari a 763,85 milioni di euro, in software e hardware di 617,66 milioni di euro e in attività di progettazione del valore di 89,81 milioni.</p>
<p>Tutto questo è posto come obbiettivo a breve termine, mentre per il prossimo futuro si parla di ottemperare a quanto indicato nel già citato <strong>rapporto Caio</strong> ed ovvero implementare le reti di nuova generazione. Un investimento che richiederebbe <strong>non meno di 10 miliardi di euro</strong>, per <em>&#8220;portare la fibra sino a casa degli italiani offrendo così una connessione a Internet a oltre 50 megabit al secondo&#8221;</em>.  </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Adsl 2mega per tutti, lo chiede Paolo Gentiloni del PD.</title>
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		<pubDate>Thu, 21 May 2009 07:30:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MondoWin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Paolo Gentiloni, esponente del Partito Democratico, nonché ex Ministro delle Telecomunicazioni durante l&#8217;ultimo governo di centro-sinistra, ha dichiarato durante il convegno &#8220;Italia in rete&#8221; che secondo lui l&#8217;accesso ad Internet a banda larga dovrebbe essere considerato un servizio universale e per questo andrebbe garantita la possibilità di avere in ogni casa italiana almeno una adsl [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.lumsanews.it/LumsaNews/Portals/_LumsaNews/Image/GENTILONI-Bongi.jpg" alt="Paolo Gentiloni, ex Ministro delle Telecomunicazioni" align="left" style="margin:5px;"/><strong>Paolo Gentiloni</strong>, esponente del Partito Democratico, nonché ex Ministro delle Telecomunicazioni durante l&#8217;ultimo governo di centro-sinistra, ha dichiarato durante il convegno &#8220;Italia in rete&#8221; che secondo lui l&#8217;accesso ad Internet a banda larga dovrebbe essere considerato un servizio universale e per questo andrebbe garantita la possibilità di avere in ogni casa italiana almeno una <strong>adsl 2Mbit</strong>.</p>
<p><em>&#8220;Proponiamo di garantire un accesso minimo a tutti i cittadini di 2 Megabit <strong>entro il 2011</strong>. I nostri 12,2 milioni di accessi in banda larga sono il 20% del totale, <strong>ben al di sotto della media europea</strong> (25%),anche se siamo tra i primi al mondo negli accessi in banda larga da rete mobile. Abbiamo tuttora un serio <strong>digital divide</strong>  che investe, tra il 7 e il 13% degli italiani&#8221;</em>.</p>
<p>Gentiloni, cavalcando l&#8217;onda sollevata dalla pubblicazione in rete del <a href="http://www.mondowin.com/blog/2009/05/20/il-rapporto-caio-su-wikileaks/" target="_blank">Rapporto Caio</a> va oltre: Non basta la promessa della banda larga in tutte le case, bensì occorre anche istituire una figura di vigilanza che certifichi l&#8217;effettiva qualità dei servizi a banda larga. Gentiloni propone che sia la <strong>RAI</strong> a farsi carico di tale onere: <em>&#8220;Assegnare alla Rai, alla stregua di quanto sta accadendo con <strong>iPlayer per la Bbc</strong>, il ruolo chiave per l&#8217;alfabetizzazione all&#8217;uso della Rete e per la diffusione di nuovi servizi di entertainment on line. In altri termini ripetere quanto fatto 50 anni fa per la diffusione della lingua italiana&#8221;</em>. Insomma, il messaggio è chiaro: Lo Stato si dovrebbe impegnare direttamente, in prima persona.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La copertura ADSL in Italia più disastrosa di quanto non sembri</title>
		<link>http://www.mondowin.com/blog/2009/05/11/la-copertura-adsl-in-italia-piu-disastrosa-di-quanto-non-sembri/</link>
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		<pubDate>Mon, 11 May 2009 09:54:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MondoWin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo afferma in una relazione particolareggiata Francesco Caio, il super consulente incaricato dal Governo di studiare il problema del digital divide che affligge in maniera ancora evidente il nostro paese. La cosa agghiacciante è che, malgrado non sia un segreto che la copertura dei servizi Internet ad alta velocità sia &#8220;a macchia di Leopardo&#8221; in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www3.varesenews.it/immagini_articoli/200603/digitaldivide56k.jpg" alt="Digital Divide in Italia" / align="left" style="margin:5px;">Lo afferma in una relazione particolareggiata <strong>Francesco Caio</strong>, il super consulente incaricato dal Governo di studiare il problema del digital divide che affligge in maniera ancora evidente il nostro paese.</p>
<p>La cosa agghiacciante è che, malgrado non sia un segreto che la copertura dei servizi Internet ad alta velocità sia &#8220;a macchia di Leopardo&#8221; in tutto lo stivale e sicuramente disastrosa al sud Italia, a quanto afferma Caio,<strong> i dati sulla copertura broadband sarebbero sovrastimati</strong>.</p>
<p>Insomma, come dire che la situazione è peggiore di come sembra.</p>
<p>Il rapporto del consulente non è ancora ufficiale, ma nel numero di <strong>Panorama</strong> in edicola questa settimana sarà possibile leggerne alcuni stralci, che disegnano uno scenario desolante: In pratica viene evidenziata la differenza sostanziale tra la reale connettività broadband e la banda larga di &#8220;terza qualità&#8221;. Caio spiega: <em>&#8220;Se calcolata sulla base della popolazione telefonica allacciata a centrali abilitate alla banda larga, la copertura del servizio risulta superiore al 95 per cento&#8221;</em>, sarebbe perfetto se non si tenesse conto che in molte zone d&#8217;Italia quello che il marketing degli operatori (Telecom Italia Wholesale in testa) vende come banda larga è un servizio mediocre da meno di un 1 Megabit/sec. Ovvero le famose &#8220;Adsl &#8220;anti digital divide&#8221; da 640K. Decisamente anacronistiche per un paese evoluto tecnologicamente come vorrebbe essere l&#8217;Italia.<br />
<em>&#8220;Eliminando le zone dove la copertura non è disponibile per problematiche tecniche o dove il servizio è solo marginale (banda minima inferiore a 1 Mb), la popolazione afflitta da digital divide  sale al <strong>12 per cento</strong>, insomma come dire  <strong>7,5 milioni di cittadini</strong>&#8220;</em> dice ancora Caio.</p>
<p>Cosa propone quindi il consulente per porre rimedio al problema? Tre strategie: Prima di tutto, scorporare la rete dai servizi Telecom Italia, con un intervento diretto da parte dello Stato, che dovrebbe investire più di <strong>1 miliardo di Euro</strong> per potenziare le odierne infrastrutture.<br />
Passo successivo sarebbe lo sviluppo di una nuova rete dati <strong>in fibra ottica</strong>, da realizzare in un vero regime di competizione, e non &#8220;con calma e parsimonia&#8221; come oggi stanno facendo <strong>Telecom Italia e Fastweb</strong>, uniche aziende ad investire, seppur molto cautamente, in tali tecnologie. Ciò garantirebbe un livello di prestazioni superiore alle reti basate su doppino in rame, che si saturano più facilmente, si degradano prima e sono in generale obsolete.<br />
Infine, secondo uno studio di <strong>Alcatel-Lucent</strong> citato nel rapporto di Caio, occorrerebbe investire <strong>10,4 miliardi di euro</strong> così ripartiti: 2,2 per dotare di fibra i 5,5 milioni di cittadini che vivono nelle aree urbane, 7,2 per i 14,3 milioni che vivono in aree suburbane e 1 miliardo per chi vive in aree rurali. </p>
<p>Con queste cifre in ballo c&#8217;è da domandarsi se tutti i diretti interessati non preferiranno semplicemente fare &#8220;orecchie da mercante&#8221; come sempre è successo fino ad oggi, piuttosto che cambiare uno scenario che fa del nostro amato paese il &#8220;terzo mondo informatico&#8221;.</p>
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		<title>Connettività in Italia&#8230; dove sta la verità?</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jul 2008 09:09:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La domanda sorge spontanea leggendo le dichiarazioni per lo meno contrastanti che arrivano dall&#8217;Autorità Italiana per le TLC da una parte e da AGCOM dall&#8217;altra. Vediamo i due punti di vista: Secondo l&#8217;authority presieduta da Corrado Calabrò le cose procedono a gonfie vele e non si tarda a sbandierare vari record nel rapporto annuale: &#8220;la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.tecnoduo.com/wp-content/uploads/2007/07/internet_veloce.jpg" alt="" align="left" style="margin:5px" />La domanda sorge spontanea leggendo le dichiarazioni per lo meno contrastanti che arrivano dall&#8217;<strong>Autorità Italiana per le TLC</strong> da una parte e da <strong>AGCOM</strong> dall&#8217;altra. Vediamo i due punti di vista:</p>
<p>Secondo l&#8217;authority presieduta da <strong>Corrado Calabrò</strong> le cose procedono a gonfie vele e non si tarda a sbandierare vari record nel rapporto annuale: <em>&#8220;la più alta diffusione di telefoni cellulari al mondo&#8221; e poi &#8220;siamo all&#8217;avanguardia nell&#8217;innovazione ed evoluzione tecnologica e nelle offerte innovative (triple play; quadruple play, convergenza tra fisso e mobile)&#8221;. Non basta? L&#8217;Italia è &#8220;al primo posto in Europa e al secondo nel mondo per diffusione dei servizi mobili di terza generazione (UMTS); leader mondiale nel mercato dei contenuti e servizi per la telefonia mobile e in particolare per la televisione su cellulare&#8221;.</em></p>
<p>Tutto bellissimo. Per le grandi aziende TELCO, ma per i consumatori?</p>
<p>Secondo AGCOM, nell&#8217;ultimo anno l&#8217;Autorità TLC è stata tempestata da <strong>sessantamila</strong> segnalazioni di consumatori insoddisfatti, che hanno lamentato problemi di ogni tipo, tecnici, legali e chi più ne ha, più ne metta.<br />
Se sessantamila sono le richieste ad una singola associazione di consumatori, fare un ipotetico calcolo del numero di richieste (e proteste) che possono essere arrivate in complessivo agli operatori di rete fissa e mobile potrebbe generare un numero <strong>apocalittico</strong>&#8230; forse è meglio sorvolare!</p>
<p>Ma dal punto di vista delle infrastrutture e della connettività ad Internet? Insomma: Il digital-divide in Italia è ancora un problema concreto, in molte zone del paese l&#8217;<strong>adsl</strong> è ancora un miragio o un&#8217;ipotesi per il futuro, il <strong>WiMax</strong> è una soluzione alla quale gli operatori non sembrano davvero interessati e pare che chi ha una pagato una licenza l&#8217;abbia fatto più che altro per affossare questa tecnologia che se operativa toglierebbe qualunque scusa agli operatori, incumbent in primis, per non fornire &#8220;Internet veloce&#8221; a chiunque lo richieda. Non va meglio nel segmento mobile, dove si usano le tariffe dati solo ed esclusivamente per speculare, l&#8217;ultimo caso è legato alle tariffe proposte per i contratti legati ad <strong>Iphone</strong>.</p>
<p>Insomma, non ci pare proprio che ci sia molto da stare allegri, specie se non si è un dirigente di una compagnia di telecomunicazioni&#8230;. </p>
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		<title>L&#8217;Osservatorio sulla Banda Larga avverte:</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Apr 2008 15:42:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Siamo a rischio Digital Divide di seconda generazione, ovvero: anche quando più o meno tutta la penisola sarà coperta da quelli che sono genericamente i servizi ADSL, ci troveremo comunque difronte ad uno scenario piuttosto raccapricciante: Al nord avremo un alto tasso di penetrazione dei servizi a banda larga, con la disponibilità più o meno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.inthesetimes.com/images/29/12/broadband.jpg" width="250" align="left" style="margin:5px" alt="Connessione a banda larga" /><strong>Siamo a rischio Digital Divide di seconda generazione</strong>, ovvero: anche quando più o meno tutta la penisola sarà coperta da quelli che sono genericamente i servizi <strong>ADSL</strong>, ci troveremo comunque difronte ad uno scenario piuttosto raccapricciante: Al nord avremo un alto tasso di penetrazione dei servizi a banda larga, con la disponibilità più o meno generalizzata di servizi di nuova generazione, le cosidette <strong>adsl a 20 mbit, anche con IPTV</strong>.<br />
Al centro la situazione sarà meno rosea: minor diffusione dei servizi ad alta velocità a causa della minore compatibilità delle centrali telefoniche, ma generale disponiblità delle adsl, almeno in modalità <strong>4-8 mbit</strong>.<br />
Lo scenario peggiora ancora al sud, dove il tasso di penetrazione del broadband sarà più basso che altrove con una minore disponibilità nelle aree a scarsa popolazione.</p>
<p>C&#8217;è da dire però che gli sforzi per ridurre il digital divide ci sono stati, in particolare ad opera di <strong>Telecom Italia</strong>: <strong>dai 9,8 milioni di italiani senza disponibilità di connettività banda larga, nel 2007 siamo scesi a 3,4 milioni</strong>.</p>
<p>La disponibilità di accesso alla rete a banda larga è oramai una conditio sine qua non per lo sviluppo economico e sociale del paese, le autorità italiane sembrano averlo capito, quindi i Ministeri di competenza, le regioni, gli enti e le amministrazioni locali e i vari operatori stanno finalmente operando nella direzione giusta per colmare il nostro gap tecnologico con gli altri paesi industrializzati. Ci vorrebbe però anche uno sforzo collaborativo che spinga i vari provider ed i carrier nazionali a collaborare tra loro alla realizzazione di una infrastruttura più capillare, tecnologicamente più performante e moderna dell&#8217;attuale che, ve lo dicono persone &#8220;addette ai lavori&#8221;, in buona parte è preoccupantemente fatiscente&#8230;</p>
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