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	<title>MondoWin.com &#187; Internet</title>
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	<description>Blogzine su informatica e tecnologia.</description>
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		<title>Internet mobile: Vodafone rimodula in negativo</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Nov 2010 08:06:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MondoWin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Brutta notizia per gli utenti Vodafone che utilizzano un&#8217;opzione tariffaria per connettersi ad Internet, siano essi prepagati o postpagati. Da oggi infatti, chi sottoscriverà l&#8217;opzione Mobile Internet avrà diritto a 250 mb/settimana di traffico se in modalità pre-pagata, o a 2gb/mese se si possiede un abbonamento. Non ci sono ancora conferme precise, ma tale rimodulazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondowin.com/blog/wp-content/uploads/2010/11/vodafone.jpg" alt="Vodafone Italia" title="vodafone" width="250" height="250" class="alignleft size-full wp-image-1149" />Brutta notizia per gli utenti <strong>Vodafone</strong> che utilizzano un&#8217;<strong>opzione tariffaria per connettersi ad Internet</strong>, siano essi prepagati o postpagati.</p>
<p>Da oggi infatti, chi sottoscriverà l&#8217;opzione <strong>Mobile Internet</strong> avrà diritto a <strong>250 mb/settimana</strong> di traffico se in modalità pre-pagata, o a<strong> 2gb/mese</strong> se si possiede un abbonamento.</p>
<p>Non ci sono ancora conferme precise, ma tale rimodulazione dovrebbe valere solo per le nuove attivazioni, chi ha sottoscritto le opzioni in precedenza dovrebbe mantenere le vecchie soglie e le precedenti tariffe.</p>
<p>Non è comunque una bella notizia: La richiesta di Internet in mobilità da parte degli utenti è in continua crescita, ma purtroppo di pari passo va la speculazione dei gestori italiani che, da una parte cercano di monetizzare il più possibile con soglie anacronistiche (volumi di traffico pari a 250 mb alla settimana sono risibili), e da un&#8217;altra cercano di arginare la crescente richiesta con prezzi fuori mercato, solo perchè consapevoli che le attuali infrastrutture di trasmissione dati non consentono di soddisfare la richiesta di banda e sono prossime alla saturazione.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cambiare nome per pulire la &#8220;fedina del web&#8221;?</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 06:18:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MondoWin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Signore che vedete nella foto è niente popò di meno che Eric Schmidt, fondatore ed oggi CEO di Google. Essendo uno che la sa lunga in fatto di web è sempre interessante starlo a sentire, anche quando nel corso delle interviste divaga un po e si prodiga in una curiosa previsione: Secondo lui infatti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondowin.com/blog/wp-content/uploads/2010/08/Eric_Schmidt.jpg" alt="Eric Schmidt" title="Eric_Schmidt" width="250" height="250" class="aligncenter size-full wp-image-1050" />Il Signore che vedete nella foto è niente popò di meno che <strong>Eric Schmidt</strong>, fondatore ed oggi CEO di <strong>Google</strong>.<br />
Essendo uno che la sa lunga in fatto di web è sempre interessante starlo a sentire, anche quando nel corso delle interviste divaga un po e si prodiga in una curiosa previsione: Secondo lui infatti, in un prossimo futuro la legge consentirà alle persone di cambiare il proprio nome al fine di ripulire la propria immagine sporcata da bravate di vario tipo che nell&#8217;epoca del web 2.0 diventano indelebili macchie nella propria reputazione.</p>
<p>Pensiamo a quanti hanno messo online su <strong>YouTube</strong> o su <strong>Facebook</strong> i video delle proprie bravate o di imprese non proprio memorabili&#8230; un domani, durante la vita adulta, potrebbe essere frustrante doversi confrontare con un passato risibile se non peggio. Per questo, almeno secondo Eric Schmidt, la legge dovrà venire in contro all&#8217;esigenza sempre crescente di darsi una ripulita all&#8217;immagine.</p>
<p>Ecco le sue parole:</p>
<blockquote><p><em>Non credo che la società comprenda cosa accade quando ogni evento che succede o si compie viene ripreso e reso disponibile al prossimo, in ogni momento.</em>
</p></blockquote>
<p>Per questo quindi prevede, almeno secondo il <strong>Wall Street Journal</strong>, che ne ha trascritto un&#8217;intervista, che viene ritenuta seria, quanto segue:</p>
<blockquote><p><em>Ogni giovane un giorno avrà automaticamente il diritto di cambiare il suo nome al compimento dell&#8217;età adulta, al fine di cancellare le ragazzate compiute da ragazzino e memorizzati su siti di social networking</em>.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>ICANN e le chiavi di Internet</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 10:50:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MondoWin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ICANN è l&#8217;organismo internazionale che di fatto controlla Internet, tra i suoi compiti c&#8217;è quindi garantire la sicurezza del web, quale strumento di massa che ha un ruolo chiave nelle comunicazioni e sulla sicurezza mondiale. Per garantire la maggior sicurezza possibile ICANN ha deciso di suddividere in 7 parti (consegnate ad altrettanti super-esperti di IT [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mondowin.com/blog/wp-content/uploads/2010/07/icann.jpg" alt="ICANN ovvero Internet Corporation for Assigned Names and Numbers" title="icann" width="250" height="250" class="alignleft size-full wp-image-913" /><strong>ICANN</strong> è l&#8217;organismo internazionale che di fatto controlla Internet, tra i suoi compiti c&#8217;è quindi garantire la sicurezza del web, quale strumento di massa che ha un ruolo chiave nelle comunicazioni e sulla sicurezza mondiale.<br />
Per garantire la maggior sicurezza possibile ICANN ha deciso di suddividere in 7 parti (consegnate ad altrettanti super-esperti di IT sparsi per il mondo), <strong>il più importante codice di sicurezza del web</strong>.</p>
<p>A cosa servono questo codice e questa misura di sicurezza da film? Immaginiamo uno scenario apocalittico (in ottica informatica intendo) in cui degli hacker (o dei terroristi, scenario tanto amato dalla CIA) riescano ad accedere in maniera completa ai root server che controllano il <strong>sistema DNS</strong> alla base del funzionamento di Internet, quei server cioè in grado di tradurre tutte le richieste di siti web in altrettanti indirizzi IP sparsi nel mondo e di instradarle correttamente. Sarebbe necessario e inevitabile quello che in gergo si chiama <em>restart della root zone</em>, un&#8217;operazione chiave che come chiunque potrà immaginare non può essere fatta da un addetto qualunque. E&#8217; una responsabilità critica, e si tratta di una manovra che, se compiuta arbitrariamente, può istantaneamente fermare Internet a livello mondiale.</p>
<p>Ecco quindi l&#8217;idea di ICANN: Realizzare un codice d&#8217;accesso all&#8217;operazione, per poi suddividerlo in 7 parti, ognuna delle quali è stata consegnata ad un esperto di sicurezza di fama mondiale. Sono persone chiaramente selezionate con estrma cura, di nazionalità differente: Cina, Canada, Burkina Faso, Repubblica Ceca, Regno Unito, Trinidad e Tobago e, chiaramente, Stati Uniti. Insomma sono distribuite ai 4 angoli del mondo. Ed in caso di necessità, ovvero se si dovrà mai compiere un reboot, almeno 5 di loro dovranno raggiungere il quartier generale dell&#8217;ICANN negli Stati Uniti e da lì compiere la procedura, coadiuvati da un team addetto alla crittografia, al backup ed al ripristino delle chiavi, i quali assicureranno che le operazioni vadano a buon fine anche in caso di imprevisti.</p>
<p>Questo progetto di sicurezza voluto da ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers), si basa sull&#8217;applicazione del protocollo <strong>DNSSEC</strong> (Domain Name System Security Extensions) disegnato per proteggere la rete, verificando la correttezza delle informazioni fornite dai sistemi DNS e segnalando eventuali anomalie.</p>
<p>Ad oggi hanno aderito a questo nuovo protocollo di sicurezza gli enti preposti al controllo ed alla gestione delle estensioni di dominio <strong>.org e .uk</strong>, ma si auspica che quanto prima tutte le altre root applichino questa policy di sicurezza, a cominciare dal <strong>.com</strong>, estensione largamente più diffusa sul web.</p>
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		<title>IBM promuove Firefox</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 12:28:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MondoWin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questo periodo in cui la &#8220;browser war&#8221; è quanto mai accesa scende in campo indirettamente anche IBM e dice la sua in maniera tutt&#8217;altro che trascurabile, comunicando di aver scelto come browser ufficiale per le necessità aziendali proprio Firefox. La scelta è significativa a livello di immagine per due motivi: Il primo è il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="Mozilla Firefox scelto da IBM come browser ufficiale" src="http://www.mondowin.com/blog/wp-content/uploads/2010/07/firefox.jpg" class="alignleft" width="250" height="250" />In questo periodo in cui la &#8220;browser war&#8221; è quanto mai accesa scende in campo indirettamente anche <strong>IBM</strong> e dice la sua in maniera tutt&#8217;altro che trascurabile, comunicando di aver scelto come browser ufficiale per le necessità aziendali proprio <strong>Firefox</strong>.</p>
<p>La scelta è significativa a livello di immagine per due motivi: Il primo è il brand, IBM che ti appoggia è un biglietto da visita prestigioso. Il secondo è numerico: IBM ha almeno 40.000 postazioni nel mondo, un numero importante a livello di marketing, sopratutto se si pensa che installare Firefox non sarà facoltativo per i dipendenti. L&#8217;applicativo, inquanto standard aziendale, sarà installato in maniera &#8220;coatta&#8221; su tutti i client, tanto che IBM formerà i dipenti sul suo utilizzo, baserà su Firefox lo sviluppo delle proprie soluzioni cloud interne e incoraggerà i propri fornitori e partner tecnologici a fare altrettanto.</p>
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		<title>Un nuovo browser web nell&#8217;aria?</title>
		<link>http://www.mondowin.com/blog/2009/08/16/un-nuovo-browser-web-nellaria/</link>
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		<pubDate>Sun, 16 Aug 2009 17:26:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MondoWin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alzi la mano chi di voi chi si ricorda chi è l&#8217;uomo nella foto. Per aiutarvi diciamo che il suo nome è Marc Andreessen&#8230; no non serve che corriate su Wikipedia o su Google, stiamo per dirvi noi di chi si tratta, anche perchè è il protagonista di questo post: Bene, Marc Andreessen è stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin:5px;" src="http://wpcontent.answers.com/wikipedia/commons/thumb/7/75/Marc_Andreessen.jpg/250px-Marc_Andreessen.jpg" alt="Marc Andreessen" align="left" />Alzi la mano chi di voi chi si ricorda chi è l&#8217;uomo nella foto. Per aiutarvi diciamo che il suo nome è <strong>Marc Andreessen</strong>&#8230; no non serve che corriate su Wikipedia o su Google, stiamo per dirvi noi di chi si tratta, anche perchè è il protagonista di questo post:</p>
<p>Bene, Marc Andreessen è stato a pieno titolo uno dei pionieri della rivoluzione di Internet, essendo il papà dei primi browser web della storia: <strong>Mosaic</strong> prima e <strong>Netscape Navigator</strong> poi sono entrambe sue creature.</p>
<p>Come mai lo abbiamo &#8220;tirato fuori dal frigorifero&#8221; ? Semplice, perchè in questi giorni il suo nome è legato alla probabile nascita di un nuovo browser web, chiamato <strong>RockMelt</strong>. La notizia in se non dovrebbe destare particolare scalpore neanche se la sua origine deriva da uno dei più grandi &#8220;geni&#8221; che la Silicon Valley abbia generato negli anni &#8217;90, ma c&#8217;è qualcosa che potrebbe rendere il futuro RockMelt una &#8220;killer application&#8221; del web. Infatti a quanto si mormora, la particolarità di questo browser sarebbe la stretta interazione con <strong>Facebook</strong>. Non a caso dobbiamo infatti segnalare che Andreessen è strettamente legato a Facebook, facendo parte del Consiglio d&#8217;Amministrazione dell&#8217;azienda dal 2008.</p>
<p>RockMelt è nato dalla collaborazione con <strong>Eric Vishria</strong> e <strong>Tim Howes</strong>, già collaboratori di Andreessen ai tempi di <strong>Opsware</strong>, azienda che creò Netscape, successivamente ceduta alla Hewlett-Packard nel 2007 per circa <strong>1.6 miliardi di Dollari</strong>.</p>
<p>Dalle prime dichiarazioni raccolte, Andreessen si sarebbe dichiarato molto soddisfatto del team reclutato per creare il nuovo browser, non si è sbottanato certo più di tanto sul progetto, tuttavia ha dichiarato: &#8220;<em>Abbiamo messo su una squadra veramente buona</em>&#8220;, affermazione che trova riscontro in molti rumors secondo cui l&#8217;azienda appena fondata sta mettendo in atto una massiccia campagna di reclutamento, assumendo parecchi &#8220;cervelloni&#8221; di primo piano dalla Silicon Valley.</p>
<p>L&#8217;obbiettivo di Marc Andreessen sarebbe, almeno stando alle sue stesse dichiarazioni, quello di mettere fine ad un periodo troppo lungo durante il quale gli attuali browser non hanno svolto passi avanti significativi, sottolineando come le funzioni base dei programmi attuali siano sostanzialmente le stesse che valevano all&#8217;epoca della nascita del &#8220;suo&#8221; Netscape, nella seconda metà degli anni &#8217;90.</p>
<p>Con tutte queste premesse sarà quindi doveroso quanto meno tenere d&#8217;occhio RockMelt&#8230; c&#8217;è da scommettere che in casa Apple, Goole, Microft e Mozilla (in rigoroso ordine alfabetico) lo stiano già facendo!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Disponibile Google Chrome 2.0</title>
		<link>http://www.mondowin.com/blog/2009/05/25/disponibile-google-chrome-20/</link>
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		<pubDate>Mon, 25 May 2009 06:12:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MondoWin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Google ha rilasciato venerdì scorso la versione 2.0 di Chrome, il proprio browser web che fino a pochi mesi fare era ancora una beta giovane e immatura. Con questa nuova release Google conferma, qualora ci fossero stati dubbi, che da Big Mountain vogliono fare le cose in grande e che vogliono davvero conquistarsi il loro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://codigomorse.net/wp-content/uploads/2009/01/chrome-20.png" alt="Google Chrome 2.0" / align="left" style="margin:5px;">Google ha rilasciato venerdì scorso la versione <strong>2.0 di Chrome</strong>, il proprio browser web che fino a pochi mesi fare era ancora una beta giovane e immatura.<br />
Con questa nuova release Google conferma, qualora ci fossero stati dubbi, che da Big Mountain vogliono fare le cose in grande e che vogliono davvero conquistarsi il loro spazio nel mercato dei browser web. </p>
<p>Chiariamo subito che da Chrome 2.0 non bisogna aspettarsi novità eclatanti, almeno a livello di &#8220;front-end&#8221;. Ciò che è stato migliorato è il cuore pulsante del browser, a cominciare da <strong>Webkit</strong>, il motore di rendering delle pagine web. Anche <strong>Javascript V8</strong> è stato migliorato, rendendo possibile un incremento delle performance del 30%, secondo quanto dichiarato dagli sviluppatori.</p>
<p>Ottima la compatibilità con i vari standard <strong>web 2.0</strong>, tant&#8217;è che Chrome riceve un orgoglioso punteggio di <strong>100/100</strong> al test <a href="http://acid3.acidtests.org/" target="_blank">Acid 3</a>, seppure con qualche piccolo errorino secondario&#8230;</p>
<p>Oltre a questo, da segnalare la correzione di oltre <strong>300 bug</strong> e l&#8217;aggiunta di alcune funzioni quali la possibilità di visualizzare a pieno schermo le pagine web premendo <strong>F11</strong>, e l&#8217;autocompilazione dei form.</p>
<p>Lasciamo per ultima quella che riteniamo una delusione, infatti tutt&#8217;oggi Chrome è disponibile solo per <strong>Windows</strong> e non ci sono notizie certe sul rilascio futuro di edizioni pensate per <strong>Linux, MacOS o Android</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>21 Marzo: E&#8217; primavera, allontaniamoci dallo stress</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 08:59:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Netdipendenza è una ONLUS che ha come proposito sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi di videodipendenza e sindrome correlate (tecnostress, information overload, multitasking, disturbi comportamentali, internet addiction disorder). Netdipendenza propone proprio oggi 21 marzo, giorno di inizio della primavera, di staccare per un giorno la nostra spina tecnologica e di tornare ad una vita un po [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin:5px;" src="http://soulcurrymagazine.com/sc/wp-content/uploads/stress-girl.jpg" alt="stressati dal web" align="left" /><a href="http://www.netdipendenza.it/" target="_blank">Netdipendenza</a> è una ONLUS che ha come proposito sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi di videodipendenza e sindrome correlate (tecnostress, information overload, multitasking, disturbi comportamentali, internet addiction disorder).</p>
<p>Netdipendenza propone proprio oggi 21 marzo, giorno di inizio della primavera, di staccare per un giorno la nostra spina tecnologica e di tornare ad una vita un po meno dipendente da Internet e media in generale.</p>
<p><em>&#8220;Il 21 marzo, dunque con l&#8217;arrivo della primavera, inviteremo i lavoratori digitali a spegnere per un giorno computer e cellulari, per trascorre una giornata in spiaggia a respirare l&#8217;aria fresca del mare&#8221; spiega Enzo di Frenna sul <a href="http://runfortecnostress.ning.com/" target="_blank">sito web</a> dedicato all&#8217;evento. &#8220;Uno dei primi effetti del tecnostress, infatti, è la respirazione corta e dunque le microapnee causate dalla tensione continua del sovraccarico informativo&#8221;</em>.</p>
<p>Che ne dite, vogliamo provarci? </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Connettività in Italia&#8230; dove sta la verità?</title>
		<link>http://www.mondowin.com/blog/2008/07/30/connettivita-in-italia-dove-sta-la-verita/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Jul 2008 09:09:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La domanda sorge spontanea leggendo le dichiarazioni per lo meno contrastanti che arrivano dall&#8217;Autorità Italiana per le TLC da una parte e da AGCOM dall&#8217;altra. Vediamo i due punti di vista: Secondo l&#8217;authority presieduta da Corrado Calabrò le cose procedono a gonfie vele e non si tarda a sbandierare vari record nel rapporto annuale: &#8220;la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.tecnoduo.com/wp-content/uploads/2007/07/internet_veloce.jpg" alt="" align="left" style="margin:5px" />La domanda sorge spontanea leggendo le dichiarazioni per lo meno contrastanti che arrivano dall&#8217;<strong>Autorità Italiana per le TLC</strong> da una parte e da <strong>AGCOM</strong> dall&#8217;altra. Vediamo i due punti di vista:</p>
<p>Secondo l&#8217;authority presieduta da <strong>Corrado Calabrò</strong> le cose procedono a gonfie vele e non si tarda a sbandierare vari record nel rapporto annuale: <em>&#8220;la più alta diffusione di telefoni cellulari al mondo&#8221; e poi &#8220;siamo all&#8217;avanguardia nell&#8217;innovazione ed evoluzione tecnologica e nelle offerte innovative (triple play; quadruple play, convergenza tra fisso e mobile)&#8221;. Non basta? L&#8217;Italia è &#8220;al primo posto in Europa e al secondo nel mondo per diffusione dei servizi mobili di terza generazione (UMTS); leader mondiale nel mercato dei contenuti e servizi per la telefonia mobile e in particolare per la televisione su cellulare&#8221;.</em></p>
<p>Tutto bellissimo. Per le grandi aziende TELCO, ma per i consumatori?</p>
<p>Secondo AGCOM, nell&#8217;ultimo anno l&#8217;Autorità TLC è stata tempestata da <strong>sessantamila</strong> segnalazioni di consumatori insoddisfatti, che hanno lamentato problemi di ogni tipo, tecnici, legali e chi più ne ha, più ne metta.<br />
Se sessantamila sono le richieste ad una singola associazione di consumatori, fare un ipotetico calcolo del numero di richieste (e proteste) che possono essere arrivate in complessivo agli operatori di rete fissa e mobile potrebbe generare un numero <strong>apocalittico</strong>&#8230; forse è meglio sorvolare!</p>
<p>Ma dal punto di vista delle infrastrutture e della connettività ad Internet? Insomma: Il digital-divide in Italia è ancora un problema concreto, in molte zone del paese l&#8217;<strong>adsl</strong> è ancora un miragio o un&#8217;ipotesi per il futuro, il <strong>WiMax</strong> è una soluzione alla quale gli operatori non sembrano davvero interessati e pare che chi ha una pagato una licenza l&#8217;abbia fatto più che altro per affossare questa tecnologia che se operativa toglierebbe qualunque scusa agli operatori, incumbent in primis, per non fornire &#8220;Internet veloce&#8221; a chiunque lo richieda. Non va meglio nel segmento mobile, dove si usano le tariffe dati solo ed esclusivamente per speculare, l&#8217;ultimo caso è legato alle tariffe proposte per i contratti legati ad <strong>Iphone</strong>.</p>
<p>Insomma, non ci pare proprio che ci sia molto da stare allegri, specie se non si è un dirigente di una compagnia di telecomunicazioni&#8230;. </p>
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		<title>Ministro Brunetta: Abolire la carta nell&#8217;era digitale</title>
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		<pubDate>Tue, 13 May 2008 08:51:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MondoWin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[Cercando di riassumere con una sola frase quanto dichiarato ieri a Roma dal neo Ministro per Innovazione e alla Funzione Pubblica, Renato Brunetta, si potrebbe dire: &#8220;largo al digitale, basta con la carta&#8221;. E per iniziare, secondo Brunetta, si potrebbe (o si dovrebbe) partire dalle pagelle degli alunni delle scuole. Il Ministro si domanda a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.forzaitalia.it/speciali/pensioni_brunetta.jpg" style="margin:5px" align="left" alt="Renato Brunetta" />Cercando di riassumere con una sola frase quanto dichiarato ieri a Roma dal neo Ministro per Innovazione e alla Funzione Pubblica, <strong>Renato Brunetta</strong>, si potrebbe dire: &#8220;largo al digitale, basta con la carta&#8221;. E per iniziare, secondo Brunetta, si potrebbe (o si dovrebbe) partire dalle pagelle degli alunni delle scuole. Il Ministro si domanda a che serva redigere delle obsolete pagelle cartacee quando sarebbe possibile renderle consultabili tramite Internet?<br />
Insomma, il neo Ministro parte in quarta, parla di innovazione a 360 gradi, portando l&#8217;information technology in tutti gli ambiti per rendere la vita pubblica e privata dei cittadini più pratica e agevole, snellendo la burocrazia dilagante e razionalizzando le spese, i consumi e, perché no, riducendo l&#8217;inquinamento e lo scempio della natura.<br />
Brunetta ha comunque parlato anche di tematiche sociali importanti, del mondo del lavoro, della necessità di &#8220;tagliare i rami secchi&#8221; e di tanti altri aspetti per i quali però vi rimandiamo, se vi va, a <a target="main" href="http://www.iltempo.it/adnkronos/?q=YToxOntzOjEyOiJ4bWxfZmlsZW5hbWUiO3M6MjE6IkFETjIwMDgwNTEyMTkwNDEyLnhtbCI7fQ==">questo articolo</a> visto che noi ci occupiamo prevalentemente di informatica e non vogliamo sconfinare in ciò che per noi sarebbe profano.<br />
Tornando all&#8217;aspetto a noi caro del discorso del Ministro, ci farebbe davvero piacere credere davvero in una svolta nell&#8217;informatizzazione pubblica, con l&#8217;uso di strumenti che in altri paesi sono di uso comune, ma che da noi sono usati troppo marginalmente. Sarebbe obbiettivamente ora di vedere negli uffici pubblici meno carta sprecata, meno file e trafile burocratiche pressoché inutili e più agevolezza da parte degli impiegati, grazie all&#8217;uso di strumenti consoni. Che ne dite?</p>
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