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	<title>MondoWin.com &#187; Tiscali</title>
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		<title>MW Dispense: Protocolli di connessione ADSL</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 10:42:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MondoWin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri, cercando di dare una mano a distanza alla mia ragazza che cercava di installare un modem adsl, mi è venuta in mente l&#8217;idea di una dispensa che faccia un pochino di chiarezza su quelle che sono le modalità in cui un modem si può connettere ad una adsl, quali sono suportate dagli operatori e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ieri, cercando di dare una mano a distanza alla mia ragazza che cercava di installare un modem adsl, mi è venuta in mente l&#8217;idea di una dispensa che faccia un pochino di chiarezza su quelle che sono le modalità in cui un modem si può connettere ad una adsl, quali sono suportate dagli operatori e quale è consigliabile usare., eccola qui, spero vi sia utile</em>:</p>
<p>Premesso che esistono <strong>svariati differenti standard</strong> per connettere un modem alla linea adsl, va chiarito prima di tutto che in Italia solo alcuni di questi vengono impiegati dai vari operatori di telecomunicazioni che forniscono <strong>accesso residenziale</strong> ad Internet, lo dico ad uso e consumo di chi volesse comprare un modem online, magari su eBay, da qualche venditore europeo o extracomunitario che potrebbe allettarlo con un prezzo più che competitivo, ma che poi si trasformerebbe in un acquisto avventato perché potrebbe essere un modello che sulle nostre reti <strong>non funziona</strong>. </p>
<p>Ulteriore premessa: quanto leggerete vale per tutti gli operatori italiani, salvo che per <strong>Fastweb</strong> che utilizza una tecnologia differente dalle normali adsl, tanto da obbligare l&#8217;utente all&#8217;uso del proprio <em>HAG</em> sempre e comunque. </p>
<p>Detto questo, diciamo che in Italia si può scegliere essenzialmente tra due diverse metodologie di autenticazione sulla rete che sono <strong>PPPoA</strong> e <strong>PPPoE</strong>.</p>
<p>La domanda che attanaglierà un po tutti gli smanettoni è ovviamente se sia meglio PPPoA o PPPoE? La verità è che praticamente non ci sono differenze che influenzino la velocità o la qualità della navigazione e perciò, senza scendere in tecnicismi degni di un manuale Cisco, l&#8217;unica vera discriminante che abbia un senso pratico per gli utenti è rappresentata dalle scelte tecniche del vostro operatore e dai vostri gusti, qualora usiate un modem di proprietà, anziché quello fornito dal medesimo.</p>
<p>Oramai quasi tutti gli operatori supportano entrambi gli standard e così vale per i modem in commercio, che siano essi ethernet o USB. </p>
<p>Personalmente vi consiglio due o tre cose che ritengo degne di nota:</p>
<p>La prima è l&#8217;uso di un modem-router <strong>ethernet</strong> che non vincolerà in alcun modo la vostra connessione all&#8217;accensione di un PC che debba gestirla per mezzo di uno strato software. Così potrete per esempio navigare dal cellulare o dai dispositivi multimediali senza che ci sia un PC acceso a fare da ponte. Con i modem adsl molto vecchi, specie quelli che fornivano gli operatori tanti anni fa, occorreva effettuare una connessione di tipo RAS-PPPoE attraverso il PC. </p>
<p>La seconda è un corollario alla prima: Evitate, specie se non avete sottoscritto abbonamenti a servizi accessori che vi obblighino al contrario, di usare il modem in comodato offerto dagli operatori, che di solito è limitato in molte funzioni e non vi lascia molta libertà, oltre ad avere in molti casi un canone di noleggio mensile. Se però avete sottoscritto servizi quali la fonia <strong>VoIP o IPTV</strong>, allora sarete molto probabilmente costretti a tenere lo scatolotto dell&#8217;operatore, perché alcune configurazioni specifiche di questi servizi accessori non sono replicabili su hardware di terze parti e comunque l&#8217;operatore tenderà sempre a non fornire le configurazioni necessarie per farlo.</p>
<p>La terza è ultima cosa è di stare attenti alle guide che troverete su Internet. La maggior parte di esse (ho controllato io stesso) difettano di attendibilità perché sono redatte diversi anni fa, quando ancora PPPoE non era uno standard RCF riconosciuto e quando, per vari motivi tecnici, PPPoA funzionava meglio di PPPoE.</p>
<p>Detto questo, c&#8217;è poco da aggiungere. Immagino vi piacerebbe una guida passo-passo per configurare in tutte le modalità supportate l&#8217;adsl con ogni operatore, ma sarebbe un lavoro mastodontico. Col tempo non è escluso che ci proverò.</p>
<p>Alla prossima dispensa&#8230;</p>
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		<title>Telecom Italia non soddisfa &#8220;gli alternativi&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Aug 2008 07:18:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MondoWin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Telecom Italia ha presentato mesi fa all&#8217;Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni per garantire una maggiore apertura della rete fissa di accesso agli operatori alternativi, in rispetto di un mercato di maggiore libertà di concorrenza. I maggiori concorrenti di Telecom Italia esprimono però piena insoddisfazione per gli impegni presi dall&#8217;ex monopolista, in una nota congiunta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Telecom Italia ha presentato mesi fa all&#8217;Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni per garantire una maggiore apertura della rete fissa di accesso agli operatori alternativi, in rispetto di un mercato di maggiore libertà di concorrenza. I maggiori concorrenti di Telecom Italia esprimono però piena insoddisfazione per gli impegni presi dall&#8217;ex monopolista, in una nota congiunta firmata dagli Ammnistratori Delegati di otto tra i maggiori operatori concorrenti di Telecom, e precisamente da Paolo Bertoluzzo (Vodafone Italia), Luigi Gubitosi (Wind), Stefano Parisi (Fastweb), Mario Mariani (Tiscali Italia), Corrado Sciolla (Bt Italia), Marco Bragadin (Tele2), Achille De Tommaso (Colt Italia) e Stefano Luisotto (Welcome Italia), si legge proprio questa insoddisfazione: <em>&#8220;Riservandosi l&#8217;analisi approfondita e puntuale nell&#8217;ambito della consultazione avviata dall&#8217;Autorità, gli amministratori ritengono che le proposte siano assolutamente insufficienti a risolvere le forti criticità del mercato della telefonia fissa, non contribuiscano allo sviluppo di un mercato realmente concorrenziale e non contengano alcun impegno sulla rete di nuova generazione in fibra ottica. Ad avviso dei concorrenti la proposta di Telecom non risponde alle esigenze di effettiva applicazione dei principi di parità di trattamento e non discriminazione, attuabile solo attraverso la separazione funzionale, e non aggiunge nulla alla regolamentazione vigente.<br />
Non solo: Telecom Italia avanza richieste di alleggerimento degli obblighi regolamentari in assenza di un reale miglioramento del quadro competitivo, e di aumento del costo dei servizi all&#8217;ingrosso&#8221;.</em></p>
<p>Lo scopo dei top manager delle maggiori compagnie telefoniche italiane è ora quello di proporre all&#8217;autorità delle modifiche volte a creare un mercato davvero concorrenziale, che oggi di fatto manca in Italia. L&#8217;obbiettivo è quello, almeno a parole, di garantire ai consumatori maggiore qualità dei servizi e tariffe sempre più basse. Per raggiungerlo è necessario scorporare la gestione della rete dagli interessi commerciali diretti di Telecom Italia.</p>
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		<title>Vodafone vuole Tiscali, ma dalla Sardegna tirano il freno</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 09:41:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Che Tiscali sia in vendita non è una novità e non è certo un segreto, ma ciò che potrebbe sembrare meno prevedibile è il nome di un possibile acquirente che cerca di stringere i tempi per l&#8217;acquisizione, si tratta del gruppo Vodafone Il quotidiano economico Mf Milano finanza, citando fonti vicine a Vodafone, ha scritto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che <strong>Tiscali</strong> sia in <strong>vendita</strong> non è una novità e non è certo un segreto, ma ciò che potrebbe sembrare meno prevedibile è il nome di un possibile acquirente che cerca di stringere i tempi per l&#8217;acquisizione, si tratta del gruppo <strong>Vodafone</strong><br />
Il quotidiano economico <strong>Mf Milano finanza</strong>, citando fonti vicine a Vodafone, ha scritto che entro le prossime ventiquattro ore Tiscali dovrebbe ricevere <em>&#8220;la proposta formale di acquisto da parte del colosso mondiale delle telecomunicazioni&#8221;</em>.Alla base della trattativa ci sarebbe un&#8217;offerta d&#8217;acquisto ad un prezzo di <strong>2,8 euro per azione</strong>. Tiscali per ora puntualizza che <em>&#8220;come è noto, le trattative sono in corso con diversi operatori e il prezzo fa parte delle trattative&#8221; ma appunto &#8220;non è stata presa alcuna decisione&#8221;.</em></p>
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		<title>Tiscali potrebbe essere venduta entro giugno</title>
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		<pubDate>Wed, 14 May 2008 07:07:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Con la conferma ufficiale della stesura di una &#8220;short list&#8221; di possibili acquirenti, arriva implicita la conferma da parte dei vertici di Tiscali della prossima vendita della compagnia telefonica (che oltre alla principale compagnia italiana ha anche delle sussidiarie in Europa, ed in particolare in UK). I pretendenti compresi nella lista sarebbero otto, e precisamente: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cagliaricalcio.net/images/FCK/Image/logoTiscali.jpg" alt="Tiscali" align="left" style="margin:5px" />Con la conferma ufficiale della stesura di una <em>&#8220;short list&#8221;</em> di possibili acquirenti, arriva implicita la conferma da parte dei vertici di <strong>Tiscali</strong> della prossima vendita della compagnia telefonica (che oltre alla principale compagnia italiana ha anche delle sussidiarie in Europa, ed in particolare in UK). I pretendenti compresi nella lista sarebbero otto, e precisamente: <strong>British Telecom, Vodafone, Fastweb, Wind, BSkyB e Virgin</strong>. Non si esclude tuttavia una rocambolesca entrata nella trattativa di <strong>Telecom Italia</strong> in una fase avanzata. Tiscali a marzo ha dato mandato a Banca Imi, JpMorgan e allo studio Borghesi Colombo e Associati per valutare un eventuale vendita del gruppo. L&#8217;obiettivo sarebbe quello di chiudere la vendita <strong>entro giugno</strong><br />
L&#8217;Amministratore Delegato e Presidente di Tiscali, <strong>Mario Rosso</strong> ha dichiarato: &#8220;<em>&#8220;Siamo nel mezzo di un processo, siamo molto soddisfatti di come sta andando, non possiamo certo rivelare altri dettagli&#8221;</em>&#8220;.<br />
Nel frattempo <strong>Naguib Sawiris</strong>, industriale egiziano proprietario di <strong>Wind</strong> ha confermato che la propria controllata è interessata ai soli asset italiani di Tiscali, per cui nel caso la propria trattativa andasse in porto, si cercherebbero partner esteri ai quali cedere gli asset inglesi della compagni telefonica sarda.</p>
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		<title>Un&#8217;ora sola ti vorreri&#8230;caro MIX</title>
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		<pubDate>Thu, 08 May 2008 07:28:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Alzi la mano chi di voi sa cos&#8217;è il MIX di Milano! Ok, ve lo diciamo noi, anzi ve lo facciamo dire da Wikipedia: Il Milan Internet eXchange o in sigla MIX, è il più importante punto di interscambio tra Internet Service Provider in Italia. È situato fisicamente a Milano, in un centro direzionale (a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alzi la mano chi di voi sa cos&#8217;è il <strong>MIX</strong> di Milano! Ok, ve lo diciamo noi, anzi ve lo facciamo dire da <strong>Wikipedia</strong>: <em>Il <strong>Milan Internet eXchange</strong> o in sigla <strong>MIX</strong>, è il più importante punto di interscambio tra Internet Service Provider in Italia.<br />
È situato fisicamente a Milano, in un centro direzionale (a via Caldera) dove hanno sede diversi Internet Service Provider, che possono così interconnettersi direttamente tramite fibra ottica agli switch del MIX. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Milan_internet_exchange" target="main">fonte: Wikipedia</a></em>.</p>
<p>Se masticate un pochino di Internet, della sua struttura e del suo funzionamento, capirete subito che il MIX è un nodo di interscambio cruciale per la connettività Internet nazionale, perché è il più importante collettore ed il più importante snodo che mette in comunicazione tra loro (interconnette) i vari ISP nazionali, come <strong>Telecom Italia, Fastweb, Colt, Inet, Eutelia, Wind Infostrada</strong> e così via. Ci sono anche altri nodi che in modalità consorziata operano svolgendo la stessa funzione, il secondo per importanza è il <strong>NaMex</strong> gestito dal <strong>Caspur</strong> per conto del <strong>GARR</strong>, che si trova a <strong>Roma</strong>.</p>
<p>Comunque, dopo questo preambolo, vi spieghiamo che nella giornata di <strong>lunedì 5 Maggio, dalle ore 17:30 alle 18:30 circa</strong> l&#8217;infrastruttura del MIX è stata <strong>letteralmente spenta</strong> a causa di un guasto elettrico. Per i profani questa notizia potrebbe passare inosservata e potrebbe suscitare la domanda &#8220;e a noi?&#8221;. In verità non è così, quanto è successo è molto grave perché a causa di un guasto prevedibile, in sostanza quasi tutto <strong>il nord Italia</strong> è stato vittima di un black out informatico e <strong>molti siti di portata nazionale sono stati irraggiungibili</strong>. Ci si chiede come sia possibile che la rete italiana sia così debole, perché sia possibile che un nodo di tale importanza non sia sufficentemente ridondato da permettere un funzionamento in modalità <strong>backup</strong> quando l&#8217;infrastruttura principale collassa, ed ancora perché il MIX non è stato interconnesso agli altri nodi come il NaMex in maniera tale che, oltre a bilanciare il traffico, essi possano fungere da reciproco backup?</p>
<p>Tratta da <a href="http://punto-informatico.it/2277773/PI/News/MIX--una-interruzione-che-preoccupa/p.aspx" target="main">Punto Informatico</a> ecco la nota ufficiale del MIX che spiega, sotto forma di cronaca minuto per minuto, cosa è successo lunedì scorso:</p>
<p><em>&#8220;L&#8217;interruzione &#8211; spiega la nota del MIX &#8211; è stata la conseguenza di una sequenza di eventi non prevista:<br />
- alle 17:15 c&#8217;è stato un evento di mancanza di rete nel comprensorio di Via Caldera;<br />
- gli UPS hanno mantenuto in funzione i sistemi;<br />
- il generatore diesel è entrato in funzione in pochi minuti, come previsto;<br />
- a causa di una errata configurazione di alcuni interruttori magnetotermici il quadro elettrico principale di sala non ha effettuato correttamente la commutazione della sorgente elettrica in ingresso agli UPS;<br />
- alle 17:28 si è esaurita la carica delle batterie ed è venuta a mancare agli apparati attivi alimentati a 220V e ospitati presso MIX, la corretta alimentazione elettrica;<br />
- il personale ha immediatamente analizzato le cause del problema ed ha provveduto ad un ripristino provvisorio dell&#8217;alimentazione;<br />
- alle 18:30 è ripreso il normale funzionamento del servizio&#8221;.</em></p>
<p>Inoltre, il MIX sottolinea il fatto che in <strong>7 anni</strong> siano state due le interruzioni di servizio, dalla durata complessiva di <strong>98 minuti</strong>, sulle 60mila ore complessive di operatività e che il disservizio di lunedì scorso è da imputare solo ad un errore umano e non a problemi sull&#8217;infrastruttura.</p>
<p>A <a href="http://www.mix-it.net/blackout.html" target="main">questo indirizzo</a> il comunicato stampa ufficiale sull&#8217;accaduto del MIX.</p>
<p>Vi lasciamo all&#8217;articolo linkato tratto da Punto Informatico per le ulteriori considerazioni.</p>
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		<title>Vendesi attività di TLC ben avviata&#8230; telefonare ore pasti</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Apr 2008 07:56:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un po di ironia su una questione che però stavolta non è un pesce d&#8217;Aprile, ma che invece potrebbe davvero dare una scossa al mercato: secondo quanto affermato dall&#8217;agenzia Radiocor, 3 Italia, al oggi di proprietà del gruppo H3G, potrebbe essere venduta quanto prima. Che la filiale italiana della mobile company 3 non se la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://stefanogalla.blogs.com/weblog/images/vendesi.gif" alt="vendesi" align="left" style="margin:5px" />Un po di ironia su una questione che però stavolta non è un pesce d&#8217;Aprile, ma che invece potrebbe davvero dare una scossa al mercato: secondo quanto affermato dall&#8217;agenzia <strong>Radiocor</strong>, <strong>3 Italia</strong>, al oggi di proprietà del gruppo <strong>H3G</strong>, potrebbe essere <strong>venduta quanto prima</strong>. Che la filiale italiana della mobile company <strong>3</strong> non se la passasse bene è cosa nota, ha ancora molti debiti e la <strong>Consob</strong> non ne permette la quotazione in borsa per evitare il tracollo a quei piccoli risparmiatori che, tratti in inganno da promotori finanziari che non vedrebbero l&#8217;ora di liberarsi delle azioni 3, potrebbero fare affari catastrofici.</p>
<p>Saltando invece a <strong>Tiscali</strong>, anche l&#8217;azienda sarda sembra essere vicina ad una svolta, almeno stando a quanto riportato su <strong>MF Milano Finanza</strong>. <strong>Vodafone e Telecom Italia</strong> sarebbero interessate all&#8217;acquisizione degli asset della filiale inglese di Tiscali, non potendo invece proporsi come acquirenti dell&#8217;azienda madre italiana, inquanto tale acquisizione sarebbe bloccata dall&#8217;antitrust.</p>
<p>Infine, <strong>Ericsson</strong> sarebbe prossima a smantellare il proprio dipartimento di ricerca e sviluppo presente in Italia, per spostarlo invece all&#8217;estero. Tale notizia è stata divulgata direttamente dai <strong>sindacati</strong>, che fanno sapere per bocca di <strong>Roberta Turi</strong> della <strong>Fiom Cgil</strong>: <em>&#8220;Scarseggiano gli investimenti sia per la rete mobile, sia per la banda larga. La delocalizzazione delle attività della <strong>Ericsson Marconi</strong> potrebbe quindi essere solo l&#8217;inizio di un problema occupazionale più ampio per gli altri lavoratori del gruppo Ericsson&#8221;</em>.</p>
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